Nadia Terranova: «Leggere è un atto sovversivo»
La scrittrice apre le lezioni alla scuola di formazione di Pnlegge: «I giovani possono imparare divertendosi, la nostra sfida è liberare la fantasia»

Le scrittrici Nadia Terranova, Premio Strega ragazzi, Beatrice Masini, direttore editoriale Bompiani, Annalisa Strada, Premio Andersen e Premio Bancarellino, le formatrici ed esperte di letteratura per ragazzi Alice Bigli e Vera Salton, la poetessa Isabella Leardini sono le protagoniste di un viaggio rivolto ai giovani lettori del nostro tempo: la sfida di condividere esperienze di lettura per avvicinare al piacere dei libri. Il cartellone con sei incontri, Leggere ai ragazzi, giunto alla II edizione, promosso da Fondazione Pordenononelegge.it e curato da Valentina Gasparet, è in programma dal 16 febbraio al 4 marzo.
In un tempo in cui tutto scorre, lampeggia e si consuma in pochi secondi, leggere è forse l’atto più sovversivo che possiamo ancora proporre ai ragazzi. Ma per farlo serve abbandonare l’ansia di insegnare, di spiegare, di “proteggere” a ogni costo. Serve, come dice Nadia Terranova, «la libertà di un sottobosco»: quella della letteratura per ragazzi, il luogo dove una società racconta di sé nel modo più autentico.
È affidato a una delle voci più importanti della narrativa italiana contemporanea l’incontro inaugurale della seconda edizione di “Leggere ai ragazzi”, il percorso formativo in sei lezioni promosso da Fondazione Pordenonelegge.it e curato da Valentina Gasparet, dedicato a insegnanti, educatori, bibliotecari, genitori, con l’obiettivo di costruire un dialogo vivo con i giovani intorno ai libri. Lunedì 16 febbraio, Nadia Terranova – Premio Strega Ragazze e Ragazzi 2022 e finalista al Premio Strega 2022 – aprirà il corso con un incontro dedicato allo scrivere per ragazzi. Un tema che attraversa tutta la sua opera e che, come emerge dalle sue parole, non ha nulla di minore o semplificato.
L’iniziativa “Leggere ai ragazzi”di Pordenonelegge nasce dall’urgenza di trovare nuove strade per avvicinare le giovani generazioni ai libri, in un’epoca dominata dall’iperconnessione. Qual è oggi la sfida più grande per chi scrive per ragazzi?
«Riuscire a trovare storie forti e appassionanti come le fiabe di un tempo, senza cedere alla tentazione di essere didascalici. Il più grande insegnamento che può darci la lettura è imparare divertendoci, senza che chi scrive voglia trasmettere un messaggio preciso. Nelle fiabe di Calvino o dei fratelli Grimm non c’era questa volontà, ed è anche per questo che sono diventate universali. Il nostro compito e la nostra sfida è liberare la fantasia. La letteratura per ragazzi non deve sopperire alle mancanze della scuola».
Che tipo di infanzia e di adolescenza emergono oggi dai libri più riusciti per ragazze e ragazzi?
«Emerge una realtà molto più avanti di quella che le leggi riescono a intercettare. Noi adulti arriviamo sempre a normare una società che è già anni luce oltre nostri schemi. Basta guardare una classe elementare: i bambini sono molto più avanti di certi problemi di inclusione o integrazione, parole che io detesto. Non c’è niente da includere o integrare: i bambini si integrano o si disintegrano secondo logiche loro. Siamo noi, con preconcetti vecchissimi, ad arrancare».
“Il segreto”, Premio Strega Ragazze e Ragazzi, affronta il tema della perdita e del lutto. Quanto è importante non “proteggere” troppo i giovani lettori dalle zone d’ombra dell’esperienza umana?
«Moltissimo. E lo dico anche da madre. Mia figlia ha tre anni e, pur avendo sempre pensato di non dover proteggere i bambini da questi temi, alla prova dei fatti mi sono sorpresa a dire “dorme” davanti alla morte di un saraceno in uno spettacolo di pupi. Lei mi ha guardata scandalizzata e, tranquillissima, ha detto: “È morto”. Non dobbiamo proteggere i bambini, ma accompagnarli».
Lei scrive sia per adulti sia per ragazzi: questi due percorsi si influenzano?
«Sì, si influenzano a vicenda. Io scrivo un libro alla volta e ogni nuovo lavoro prende le mosse da quelli precedenti. Dopo “Il segreto ho iniziato “Trema la notte”, ambientato a Messina durante il terremoto: in entrambi c’è la terra, in uno trema, nell’altro custodisce un segreto».
Questo corso è rivolto a chi ogni giorno deve “inventare” modi nuovi per avvicinare i ragazzi ai libri. Che consiglio concreto si sente di dare?
«Entrate in contatto con il vostro io bambino. È sempre lì da qualche parte, anche se avete le rughe. È quell’io che dobbiamo usare sia per leggere sia per scrivere letteratura per ragazzi».
C’è stato un libro che, nella sua infanzia, le ha rivelato la potenza della lettura?
«Più di uno, ma sono stata folgorata da Il giardino segreto di Frances Hodgson Burnet.
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