Mostra del Cinema 2026, alle Giornate degli Autori Sorcinelli è l’unico italiano in gara
Nel cast di “Balcanico” c’è Matilda De Angelis. Tra i film più attesi “Une femme aujourd’hui” di Robert Guédiguian. La dedica al veneziano Giorgio Gosetti

Le Giornate degli Autori tornano dal 2 al 12 settembre 2026 con una 23ª edizione dal forte valore simbolico. Diretta da Gaia Furrer, sarà infatti la prima senza il veneziano Giorgio Gosetti, fondatore e anima della rassegna, scomparso prematuramente lo scorso marzo. Dal 2004 Gosetti ha costruito uno spazio libero e indipendente all'interno della Mostra del Cinema. «Le Giornate degli Autori sono il sale della Mostra. Non vanno in competizione, ma aggiungono il sapore della scoperta», così in più occasioni amava definire questa sezione parallela che, assieme alla Settimana della Critica, arricchisce il programma principale che verrà presentato domani 23 luglio dal direttore Alberto Barbera.
Il tema dello sradicamento
Il tema scelto per quest'anno è quello dello “sradicamento”. I protagonisti dei film sono uomini e donne chiamati a ridefinire la propria identità, attraversando confini geografici, affettivi e culturali. Una ricerca che coinvolge anche il linguaggio cinematografico, sempre più aperto alla contaminazione tra documentario, finzione e autobiografia. Ad aprire il Concorso è My Notes on Mars dell'ungherese Lili Horvát, con Mackenzie Davis e Rupert Friend, storia di una scienziata che ricompare dopo essere stata dichiarata morta, senza alcun ricordo del proprio passato. Tra gli appuntamenti più attesi figurano Une femme aujourd’hui di Robert Guédiguian, dedicato alle contraddizioni della libertà femminile, e Balcanica, esordio nel lungometraggio dell'italiano Nicola Sorcinelli, che racconta la fuga di due musicisti afghani lungo la rotta balcanica, con Babak Karimi e Matilda De Angelis.
Tra eventi speciali Archibugi e Rossi
Da seguire anche Agata the Writer di Kuba Dorabialski, con Mia Wasikowska, riflessione sul rapporto tra memoria e rappresentazione, e Salón de Belleza, esordio alla regia dell'attrice messicana Nathalia Acevedo. Tra gli Eventi Speciali spiccano Carla Lonzi, dentro e fuori dal mondo di Francesca Archibugi, dedicato alla grande intellettuale femminista, e Se venisse anche l’inferno di Samuele Rossi, intenso racconto della Resistenza lontano dalla retorica.
Il ritorno di Notti Veneziane
Accanto alle proiezioni torna anche Notti Veneziane, lo spazio serale all'Isola Edipo che negli anni è diventato uno dei luoghi simbolo della manifestazione. Il programma 2026 affianca alle proiezioni incontri con gli autori, masterclass, talk, performance ed eventi aperti al pubblico, trasformando il Lido in un laboratorio di confronto tra cinema, arti e cultura. Un format che, non a caso, affonda le sue radici proprio nell'esperienza veneziana di Giorgio Gosetti, che negli anni Novanta aveva già curato le storiche Notti Veneziane della Mostra. La sezione propone nove anteprime mondiali italiane accomunate dal tema di un’"Italia fuori campo”, raccontata attraverso memorie, archivi, territori marginali e comunità dimenticate. Ad aprire sarà Scarpe rotte di Roberta Torre, ispirato liberamente alla figura di Natalia Ginzburg e interpretato da Barbara Ronchi. Tra i titoli più interessanti figurano Anatomia di un ritratto di Francesco Clerici e Mattia Colombo, dedicato alla pioniera della cultura italiana Fernanda Wittgens, Auber 89 di Giuseppe Schillaci, Memoria del lampo di Riccardo Giacconi, La leggenda del deserto di Elisabetta Giannini e Il mestiere di Beppe Tufarulo, con Luigi Lo Cascio protagonista di una surreale parabola sospesa tra noir e favola.
La chiusura con Catherine Deneuve
La chiusura delle Giornate sarà affidata a Peau d'homme di Léa Domenach, tratto dalla celebre graphic novel di Hubert e Zanzim, con Catherine Deneuve, Karin Viard e la cantante Pomme. Una commedia musicale queer e femminista che celebra la libertà di essere e di amare. Con una selezione che attraversa continenti, generazioni e linguaggi, le Giornate degli Autori confermano la loro vocazione di laboratorio del cinema più libero e innovativo. Un'edizione che, nel ricordo di Giorgio Gosetti, rinnova la sua idea di un Festival capace di mettere al centro gli autori e le storie che interrogano il nostro tempo.
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