Il Francesco di Cazzullo e Branduardi sul palco a Belluno, Trieste e Padova
Parte dal Teatro Buzzati il tour dedicato al Santo. Massini analizza l’ascesa di Trump. A Treviso la magia delle note di Vivaldi, grande musica all’Olimpico di Vicenza

Il suo Francesco. Il primo italiano è il saggio più venduto del 2025; lo vediamo da anni su La7 nel programma di approfondimento Una giornata particolare: è Aldo Cazzullo, che assieme ad Angelo Branduardi e alla sua musica è in teatro con lo spettacolo Francesco. Ci raccontano “le storie” del Santo: la devozione, con gli episodi del lupo, della predica agli uccelli, delle stimmate; ma anche il suo ruolo nella storia del suo tempo, con gli eventi della conversione, del rapporto con il Papa, della fondazione dell’Ordine, della Crociata. Ancora, il Francesco della poesia, quella che diventa preghiera e inno al creato nell’emozionante semplicità del Cantico delle Creature.
Infine il Francesco che giunge fino a noi, attraverso il segno tracciato dai Terziari e i santi suoi successori e attraverso le parole di Papa Bergoglio, che ha scelto di portare il suo nome. Il 17 aprile al Teatro Buzzati di Belluno (fondazioneteatridolomiti.it) e il 18-19 al Politeama Rossetti di Trieste (il rossetti.it); più avanti, il 30 maggio al Teatro Verdi di Padova (teatrostabileveneto.it).
Il Trump di Massini
Cambio di atmosfera, rimanendo sempre al Rossetti di Trieste, quando il 28-29 aprile arriva Donald – storia molto più che leggendaria di un Golden Man, di e con Stefano Massini; unica data a Nord Est.
L’autore, pluripremiato drammaturgo e primo italiano a vincere a Broadway l’ambitissimo Tony Award per lo spettacolo Lehman Trilogy, dirige la sua attenzione alla “resistibile” (diremmo con Brecht) ascesa del controverso miliardario. In un succedersi incalzante di colpi di scena, di incontri decisivi e di vertiginose montagne russe fra trionfi e bancarotte, Massini ripercorre la rocambolesca gimkana esistenziale di un uomo che si è trasformato in marchio commerciale, in icona, in brand, in testimonial del suo stesso successo.
«La narrazione si ferma all’inizio del nuovo millennio: Trump è nel pieno della sua crisi finanziaria e umana, dopo il divorzio e i fallimenti, ma intravede, per la prima volta, la possibilità di un avvenire politico. Dopo, nella realtà, entrerà in scena il Trump che in questo momento è dovunque, e non c'è ancora bisogno di raccontarlo - spiega Massini -. Porto in scena Donald con la consapevolezza di assumere una responsabilità legata al Teatro: l’importanza di una drammaturgia che stia nel proprio tempo».
Musica a Treviso e all’Olimpico
Spostando lo sguardo alla musica, il 21 aprile alla Chiesa di San Teonisto a Treviso eccoci al terzo appuntamento della rassegna Landscapes (fbsr.it), organizzata dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche e l’associazione almamusica433. Ascoltiamo l’Orchestra Barocca di Venezia con il suo direttore e fondatore, il trevigiano Andrea Marcon. Con lui la violinista Chouchane Siranossian; assieme hanno vinto il Premio Abbiati della Critica Italiana per l’incisione di musiche di Tartini. Qui invece interpretano Vivaldi, le cui incisioni hanno valso a Marcon e alla sua orchestra numerosi premi discografici. Un programma tutto dedicato ai concerti con titoli: dalle Quattro Stagioni a Il Piacere, passando per La Tempesta di mare, mettendo in luce gli elementi innovativi del celebre compositore. La rassegna prosegue fino al 20 giugno.
Ancora la grande musica, nel teatro progettato da Palladio e patrimonio Unesco, l’Olimpico di Vicenza. Dal 30 aprile al 3 maggio la 28a edizione del festival Omaggio a Palladio (quartettovicenza.org), diretto dal celebre pianista Andras Schiff, con la sua orchestra Cappella Andrea Barca.
Tra i programmi, tutti molto piacevoli, segnaliamo quello del 2 maggio, con capolavori come i Neue Liebeslieder-Walzer (ossia “Canzoni d’amore - Valzer”) op. 65 per quattro cantanti e pianoforte a quattro mani, di Brahms; e i Lieder eines fahrenden Gesellen di Mahler per voce e orchestra. Quelle di Brahms sono miniature poetiche sull’instabilità dell’amore, dove la forma breve sostituisce la narrazione, la danza nasconde l’inquietudine, l’ironia convive con la malinconia; e tutto questo crea un mondo leggero in superficie, profondamente ambiguo sotto. Quanto alla musica, Brahms non mette banalmente in musica i testi: li interpreta criticamente, mostrando che sotto la danza dell’amore c’è sempre instabilità. —
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