L’energia de Il Volo pronta a conquistare Villa Manin

I tre tenori in concerto venerdì 31 luglio alle 21. «Il nostro legame? Ognuno di noi è il guard-rail dell’altro» 

Elisa Russo
I tre tenori de Il Volo durante un concerto (Foto Alice Dobrigna)
I tre tenori de Il Volo durante un concerto (Foto Alice Dobrigna)

«La famiglia di mia moglie è di Trieste (lei è italo-venezuelana e suo papà muggesano), andiamo a mangiare sempre in un ristorante a Muggia». È Ignazio Boschetto il primo a prendere la parola, per sottolineare il suo legame con il capoluogo giuliano. I suoi compagni Piero Barone e Gianluca Ginoble aggiungono: «Abbiamo tanti ricordi del Veneto, del Fvg, i concerti bellissimi in Piazza dell’Unità, che peccato non ritornarci perché è stupenda. Quella zona dell’Italia ci ha regalato tanto, specialmente con l’Arena di Verona, è sempre un grande piacere cantare lì e bere del buon Prosecco». Il Volo, il trio vocale italiano dal successo mondiale, arriva in un’unica data regionale del World Tour 2026-2027 a Villa Manin di Codroipo venerdì alle 21. Organizza Zenit srl in collaborazione con Erpac, Regione, PromoTurismo e Città di Codroipo.

Avevate suonato a Villa Manin nel 2018. Questa volta cosa proponete?

«Un tour che rispecchia perfettamente chi siamo oggi, stiamo celebrando 17 anni di carriera, abbiamo vissuto varie fasi, però sempre con un’idea ben chiara della nostra identità. Quando si cresce, si matura, si cambia ma non siamo mai stati così d’accordo sulla scia che vogliamo seguire, sull’obiettivo da raggiungere, abbiamo capito perfettamente che ciò che vuole ascoltare il pubblico è ciò che piace a tutti e tre cantare realmente. Lo abbiamo compreso con i progetti che abbiamo fatto in passato, con “Tutti per uno”, con i vari eventi realizzati, dal tributo ai tre tenori nel 2016 all’album dedicato a Morricone, all’ultimo album di inediti: sarà un pacchetto completo di ciò che siamo oggi».

Ignazio Boschetto, Piero Barone e Gianluca Ginoble
Ignazio Boschetto, Piero Barone e Gianluca Ginoble

C’è qualche novità in scaletta?

«Assolutamente sì. Ci sono canzoni nuove che non abbiamo mai cantato in Italia, quest’anno stiamo cercando di portare un repertorio più coerente, più elegante».

Le differenze tra concerti all’aperto e al chiuso?

«La temperatura, l’aria condizionata… c’è da dire che noi preferiamo cantare al chiuso, anche vocalmente non vai incontro a situazioni strane, alla pioggia. Però l’Italia ti regala posti unici come Villa Manin, il teatro greco di Taormina e di Siracusa, le Terme di Caracalla, l’Arena di Verona, lo Sferisterio di Macerata… non c’è cosa più bella di poterli vivere ogni sera da protagonista, cantando la musica che senti dentro».

I vostri esordi da bambini prodigio?

«Una serie di eventi ci hanno portato ad essere presenti nella stessa edizione di un programma tv, cantavamo il medesimo genere musicale, siamo stati supportati da famiglie che vedevano il canto come prioritario, hanno sempre creduto in noi, siamo stati fortunati. Un’adolescenza forse anomala che continua ad essere una vita stupenda».

Il successo ti cambia?

«La fama ti fa anche scoprire una parte di te stesso che può essere negativa e bisogna sempre avere l’accortezza di rendersene conto da soli o avere persone che al tuo fianco ti consigliano e ti portano sulla retta via, abbiamo cercato di mantenerci ben saldi alle nostre radici ricordandoci da dove veniamo».

Un altro show de Il Volo (Gonzu)
Un altro show de Il Volo (Gonzu)

Tre personalità forti come convivono in equilibrio?

«Ci facciamo forza, il ruolo che ognuno di noi svolge nel gruppo è quello di far emergere il punto di forza degli altri due, è stato questo il percorso che abbiamo fatto a livello personale e umano. Siamo molto disciplinati e abbiamo una grande curiosità di scoprire il mondo e la vita. Ognuno è il guard rail degli altri due».

Da Barbra Streisand al Papa: vi stupite ancora di certi incontri?

«Ci continuiamo a sorprendere, come quando cantiamo ogni sera con un pubblico diverso, lo stato d’animo cambia e ti sorprendi come fosse la prima volta. Al Papa abbiamo chiesto un selfie, è stato molto gentile».

Il tour estivo, “Tutti per uno” a Mantova, a dicembre i palasport: come si chiuderà il 2026?

«Un anno ricco di musica, di impegni, l’obiettivo è affrontarlo serenamente, godercelo. Siamo privilegiati, facciamo ciò che amiamo e viviamo di questo».

Riproduzione riservata © il Nord Est