Cineprime, ecco le nostre recensioni dei film in uscita questa settimana

Andrea De Sica firma il suo film più ambizioso e seducente: “Gli Occhi degli altri”. “La torta del presidente”, esordio dal sapore neorealista. Terzo capitolo di “Notte prima degli esami”: era meglio non perseverare …

Marco Contino, Michele Gottardi
Una scena de Gli occhi degli altri
Una scena de Gli occhi degli altri

Ispirato all’omicidio Casati Stampa del 1970, Andrea De Sica racconta una storia, terribilmente attuale, di mascolinità tossica, di una gabbia travestita da libertà. Un inter-mondo di cui il marchese Lelio (Filippo Timi) è il padrone assoluto ed Elena (Jasmine Trinca) l’immagine calpestabile. Ma è anche un film sull’atto del guardare, del suo moltiplicarsi, distorcersi e avvitarsi in un voyeurismo letale.

Felice esordio di Hasan Hadi che, con un film (La torta del presidente) d’indubbia derivazione neorealista, parte da un episodio degli anni del regime di Saddam Hussein, per delineare una storia di formazione in un contesto esistenziale difficile. I bambini ci salveranno.

“Notte prima degli esami 3.0” aggiorna il format di Fausto Brizzi, mescolando analogico e intelligenza artificiale. È cambiato tutto da allora, ma gli struggimenti d’amore restano gli stessi. Ma era davvero necessaria una nuova release? Sabrina Ferilli è la professoressa inflessibile, erede di Martinelli, “la carogna” dell’indimenticabile Giorgio Faletti.

 

GLI OCCHI DEGLI ALTRI

Regia: Andrea De Sica

Cast: Filippo Timi, Jasmine Trinca, Matteo Olivetti, Anna Ferzetti, Roberto De Francesco

Durata: 90’

Voto: 7

“Gli occhi degli altri” è il nuovo film di Andrea De Sica. Ambizioso, seducente, cupo. Teorico e, allo stesso tempo, materico. Perché ci racconta di corpi e di carni, di menti e di manipolazione. E, soprattutto, come da titolo, di sguardi. Anzi, dell’atto del guardare, del suo moltiplicarsi, distorcersi, avvitarsi in un voyeurismo tossico e letale. Il film è liberamente ispirato a un noto fatto di cronaca.

Nel 1970 il marchese Camillo Casati Stampa uccise a colpi di fucile la moglie Anna Fallarino e il suo amante per poi suicidarsi. Il caso ebbe un’ampia risonanza non solo per l’efferatezza dell’omicidio ma soprattutto per i suoi retroscena scabrosi: era, infatti, il marchese a spingere la compagna ad avere rapporti sessuali con altri uomini mentre lui osservava.

Nel film Filippo Timi è il marchese Lelio, maschera di un potere assoluto, affascinante e ambiguo, mentre Jasmine Trinca è Elena, prima amante e poi moglie, la cui libertà si trasforma in una gabbia, nell’ennesima trappola di una mascolinità violenta, molto, troppo simile a quella che riempie, oggi, le cronache.

De Sica riesce a costruire una sorta di inter-mondo, anche fisicamente separato dalla realtà (il film è interamente ambientato nell’isola di Lazzone in uno spazio quasi sospeso), governato da Lelio che, non a caso, la sua “corte dei miracoli” definisce il nuovo Duce.

Perché, come ogni dittatore, promette la libertà alla sua Elena, per poi negargliela e usarla contro di lei in una sequenza feroce di “revenge porn” ante litteram. Il miraggio di una vita consumata nella passione fuori da ogni convenzione sociale si trasforma, lentamente, in un incubo. Da oggetto del desiderio, Elena diventa immagine (da calpestare) a cui sovrapporre altre immagini in una bidimensionalità che appiattisce e svuota di umanità davanti all’unico occhio che conta, quello di Lelio, monarca che ha potere di vita e di morte. Tra melò e thriller psicologico, De Sica si muove con grande sicurezza negli interstizi di una storia torbida che Timi e Trinca afferrano, prima di tutto, con l’istinto di due ottimi attori. (Marco Contino)

 

 

LA TORTA DEL PRESIDENTE

Regia: Hasan Hadi

Cast: Baneen Ahmad Nayyef, Waheed Thabet Khreibat, Sajad Mohamad Qasem, Muthanna Malaghi

Durata: 102’

Voto: 7

Un gran bell’esordio quello di Hasan Hasi, vincitore della Camera d’Or, riservata alle opere prime, a Cannes 2025, con un film d’indubbia veste neorealista che parte da un episodio degli anni del regime di Saddam Hussein, per delineare una storia di formazione in un contesto esistenziale difficile. Siamo infatti nella primavera del 1991: in un Iraq già stremato dalla guerra decennale con l’Iran e dalle successive sanzioni per l’invasione del Kuwait, si sta avvicinando il compleanno del dittatore, il 28 aprile.

Come è usanza, nelle scuole vien estratto a sorte chi dovrà portare generi di conforto, ma soprattutto preparare la torta del Presidente, in suo onore, compito al quale non ci si può sottrarre, per non incorrere in punizioni corporali per tutta la famiglia o, peggio, finire in carcere. La sorte fa un bello scherzo a Lamia, una bambina di nove anni che vive con la nonna Bibi in una casa galleggiante di fango e giunchi, estratta per il compito, dolce e ingrato a un tempo.

Dei genitori di Lamia non sappiamo molto, solo che non ci sono e che quindi sarà la nonna trovare le risorse – zucchero, uova, lievito: beni ormai irraggiungibili dal popolo – per la torta. Seguendo l’itinerario di Lamia (e il suo gallo inseparabile) con Bibi prima e con il compagno Saed poi, Hasan Heidi ripercorre la metafora della vita di molti strati nella popolazione, non solo iraqena, che ogni giorno devono ingegnarsi per mettere insieme il pranzo con la cena.

Un itinerario fatto di stratagemmi e di salti mortali, borderline in un’idea di legalità che gli adulti e le persone “perbene” sono le prima a rompere, come i poliziotti corrotti o il maestro che ruba la mela o i dolci ai bambini, il commerciante che si porta a letto le clienti e, peggio, il laido macellaio pedofilo che cerca di insidiare la bambina. E proprio come nel mondo del neorealismo sono i bambini a salvarci, con candore e trasparenza, la stessa che mette Hadi nel filmare un mondo corrotto e corruttore che è ancora lontano dalla sua dissoluzione (Sadam finirà solo nel 2006), ma nelle cui pieghe conserva un’indomita vitalità ricca di speranza. Proprio quella dei bambini (Michele Gottardi).

 

 

NOTTE PRIMA DEGLI ESAMI 3.0.

Regia: Tommaso Renzoni

Cast: Sabrina Ferilli, Tommaso Cassissa, Gianmarco Tognazzi, Adriano Moretti, Alice Lupparelli

Durata: 95’

Voto: 4

In principio erano Martinelli e Molinari: il professore soprannominato “la carogna” (Giorgio Faletti) e lo studente intelligente ma svogliato (Nicolas Vaporidis) con gli ormoni a palla e una maturità da sostenere. “Notte prima degli esami” di Fausto Brizzi era una commedia nostalgica, ambientata nel 1989, in cui funzionava tutto. Poi è arrivato “Notte prima degli esami oggi”, aggiornato al 2006 con le relazioni complicate tra Vaporidis e Carolina Crescentini e le crisi matrimoniali di Panariello/Onofri, sempre con il sottofondo della maturità da affrontare.

Adesso esce in sala “Notte prima degli esami 3.0” con quel numero nel titolo che sottende ad una release attualissima in cui le lavagne ora si chiamano L.I.M., i quadri degli ammessi all’esame sono pubblicati sul registro elettronico, i social e l’intelligenza artificiale la fanno da padroni, ma gli amori adolescenziali (e non solo) restano sempre uguali. Stesso struggimento, stesse ansie.

https://youtu.be/WmCQS9XbXeI?si=zF8O1RthBY6lJ8Xo

“La carogna” di Faletti diventa “la belva” interpretata da Sabrina Ferilli, mentre Molinari oggi si chiama Sabbatini ed è innamorato della ragazza del suo migliore amico Cesare (tanto rustico quanto tenero con l’unico affetto che gli è rimasto, una nonna che non fa altro che cucinare chiamando l’insalata di riso, poke e la frittata di spaghetti, kebab di noodles, così, per darsi un tono moderno).

Nella cerchia dei maturandi non manca il secchione (come il mitico Santilli del primo capitolo) e un trio poliamoroso che però non fa sesso (ci penserà una ragazza più svelta, un cameo di Dito nella piaga, a svezzare una di loro). Il tutto complicato, si fa per dire, con un inganno generato dall’AI per distrarre la professoressa inflessibile a cui, involontariamente, partecipa anche il padre di una maturanda (Gianmarco Tognazzi), fissato con la musica di una volta, quella che si ascoltava nelle compilation di musicassette artigianali (quando, cominciata la canzone, dovevi premere contemporaneamente rec e play per registrare e attendere che finisse il brano: mesozoico). “Notte prima degli esami 3.0” si muove tra omaggi citazionistici, conflitti generazionali e cambiamenti di usi e costumi (soprattutto sessuali), invadenti “productplacement” e un autentico Antonello Venditti verso la fine. Leggerissimo, quasi impalpabile, il film prova a coniugare Gen. Z e Boomer: ma, forse, non interesserà né ai primi né ai secondi. (Marco Contino)

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