La carica dei 50 mila di Arte Fiera. “Cosa sarà” dell’arte? Viaggio tra novità e tendenze

Da Mario Sironi a Mimmo Paladino, fino alla scena contemporanea e l’occhio all’accademia. Il direttore Ferri: «È solo l’inizio di un nuovo capitolo»

Camilla Gargioni
La 49esima edizione di Arte Fiera a Bologna
La 49esima edizione di Arte Fiera a Bologna

“Oh, cosa sarà / Che dobbiamo cercare”, cantavano Dalla e De Gregori. Cinquantamila presenze, il mondo dell’arte batte un colpo ad Arte Fiera. Bologna traccia il bilancio della 49esima edizione, la prima con la direzione artistica di Davide Ferri, che ha dato senza dubbio uno slancio di rinnovamento. Siamo andati tra i suoi corridoi per vedere come sta l’arte: una diagnosi tra quadri, sculture, tendenze.

La 49esima edizione di Arte Fiera a Bologna
La 49esima edizione di Arte Fiera a Bologna

Che c’è una spinta di rinnovamento si è capito dal prologo di Arte Fiera: l’opera “Kolossal” di Marcello Maloberti all’ingresso, un cartello stradale di Bologna sradicato e appeso al braccio meccanico di una gru, che rimette la discussione attorno all’arte al centro. Poi il tema della Fiera, “Cosa sarà”, mutuato dalla canzone di Lucio Dalla e Francesco De Gregori, che emerge nell’attenzione per le gallerie emergenti e per accademie e atelier.

Gli artisti, le tendenze

Di stand in stand, ricorrono le opere di Mario Sironi, tra i maestri del primo Novecento. Incuriosiscono i quadri-scultura di Piero Gilardi, tra zucche, spiagge, frutti di ogni genere e sorta in poliuretano, mentre resta un must Mimmo Paladino, più per le sue opere pittoriche che per le sculture. Occhio al vicentino Arcangelo Sassolino, che torna a sfidare le leggi della fisica nello spazio della Galleria Continua, dove trova casa anche una delle ultime sperimentazioni di Michelangelo Pistoletto che unisce curve di specchio su tela.

 

Un'opera di Mimmo Paladino ad Arte Fiera
Un'opera di Mimmo Paladino ad Arte Fiera

Spuntano in più gallerie le opere del bolognese Valerio Adami, figure intrecciate agli ambienti in una composizione di linee geometriche e colori. La Galleria Contini (Venezia) ha portato i suoi classici dalle statue di Manolo Valdes alle astrazioni di Pablo Atchugarry. Sperimenta l’Atipografia di Arzignano (Vicenza), Mazzoleni porta le geometrie di Vasarely. Immancabili anche i neon di Joseph Kosuth alla galleria Vistamare, con “Maxima Proposito (Ovidio)”: spicca la scritta, in neon rosso, “Verba animo desunt / But words fail his desire” (“Le parole mancano all’animo”). E si fa notare anche il padovano Alberto Biasi, esponente dell’arte ottico-cinetica, che sfida gli inganni ottici di Marina Apollonio.

 

Arcangelo Sassolino ad Arte Fiera
Arcangelo Sassolino ad Arte Fiera

Quindi, cosa sarà?

«Questa edizione, intitolata Cosa sarà, è solo l’inizio di un nuovo capitolo: un’apertura verso ciò che Arte Fiera potrà diventare, a partire da una fiera già in ottima salute, animata da un affetto e da un legame speciale che sento profondamente condivisi da galleristi, artisti, addetti ai lavori e pubblico», ha sottolineato il direttore artistico Davide Ferri. Infatti, la manifestazione si è aperta anche a un pubblico di appassionati e curiosi, anche grazie al mix tra la sezioni principale e le cinque “Fotografia e dintorni” curata da Marta Papini, “Multipli” curata da Lorenzo Gigiotti, “Pittura XXI” da Ilaria Gianni, “Prospettiva” di Michele D’Aurizio e “Ventesimo” di Alberto Salvadori.

Joseph Kosuth ad Arte Fiera
Joseph Kosuth ad Arte Fiera

«Arte Fiera ha mostrato la sua capacità di rappresentare la varietà dell’offerta artistica, dalle sue forme più accessibili, rappresentate dall’arte moltiplicata, agli artisti emergenti, per giungere alle opere di grandi maestri di valenza museale, sia nel moderno sia nel contemporaneo», afferma il direttore operativo Enea Righi, «Significativa la presenza di un nuovo pubblico di giovani collezionisti, intercettati anche grazie alla importante presenza di nuove gallerie di recente fondazione».

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