Tim Payne, terzino sconosciuto diventato star da 6 milioni di followers

Il terzino della Nuova Zelanda Tim Payne è passato in pochi giorni da 4 mila a oltre 5,6 milioni di follower su Instagram grazie a una sfida lanciata dal content creator Valen Scarsini

Massimo Guerretta
Tom Payne
Tom Payne

Non era interessante nemmeno per sua madre. Eufemismo, o quasi, per definire la vita social di Tim Payne. Cognome da personaggio dei videogiochi, fisico da giocatore di cricket, volto già consumato dalle rughe nonostante la carta d’identità reciti 1994 alla voce “data di nascita”, barba curata solo nei lunedì.

Definirlo sconosciuto, però, sarebbe un po’ troppo: trattasi di calciatore, terzino destro, nemmeno così scarso visto che gioca con la sua nazionale, la Nuova Zelanda. Sabato era in campo nell’amichevole contro l’Inghilterra: 62 onesti minuti, 0 gol 0 tackle, addirittura 0 falli. Corsa, niente fronzoli. Non un fenomeno, comunque. Neppure on line. Niente Instagram, sostanzialmente. Perché fino a pochi giorni fa il suo profilo contava 4 mila followers. Come il vostro vicino di casa, quello che vende polizze assicurative.

Fino a quanto entra in campo “El Scarso”. Già, nickname poco raccomandabile. Ma è Valen Scarsini, professione content creator. Lui sì, nella sua materia virtuale, un fenomeno: due milioni di “seguaci”. Appassionatissimo di calcio, si è preso la briga di registrarsi tutti i nomi dei giocatori convocati al Mondiale, sfogliarsi tutti (o quasi) i profili Instagram e scovare chi ne aveva meno di tutti ( quasi, eh, anche El Scarso sbaglia, andasse a guardar meglio Curaçao…). Eccolo là, Tim Payne. Scatta l’esperimento.

Chiede a tutti i suoi followers: «È il giocatore che ci unisce tutti, va oltre le nazionalità, è un vero sconosciuto. Iniziamo a seguirlo tutti. Facciamo dei video che alimentino la sua leggenda, facciamolo diventare il vero personaggio di questi Mondiali». Mancava solo il “Si-può-fare” del dottor Frankenstein targato Mel Brooks e il cinema era servito. Perché si poteva fare davvero.

Quel click ha creato un effetto domino spaventoso: tutti su Instagram, tutti a vedere il video del produttore discografico Bizzarap (quello di Shakira, per dire) che posta “No Payne, no gain”, tutti a cliccare “segui” al profilo di Tim Payne. Totalmente ignaro dell’esperimento. Per fortuna non aveva le notifiche sul cellulare… in sette giorni è passato da 4 mila followers a 5,6 milioni. Letto bene. Cinque milioni e seicentomila. A giorni - o magari a ore - sei milioni tondi tondi . I puristi diranno che siamo entrati nell’era in cui qualcuno può decidere all’improvviso chi può diventare famoso, e quindi influente, e chi no. Deriva pericolosa, pericolosissima, con innegabili risvolti etici su merito, competenza, talento.

Tornando al calcio, poi sarà il campo a parlare: non scommettete sulla Nuova Zelanda ai quarti, ma magari un ritocco sul conto in banca di Tim Payne, già marcato da sponsor pesanti, quello sì. Il suo Mondiale, in fondo, l’ha già vinto. Anche con i vostri click.

 

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