Il corpo e la società: a Padova la salute oltre la medicina

Dal 14 al 16 ottobre, l’Aula Magna del Bo e il Verdi ospitano il Festival: un centinaio di relatori e 50 incontri tra ricerca, sanità pubblica e nuove forme di cura. In via VIII Febbraio il Villaggio della Prevenzione

Nicolò Menniti Ippolito

Sotto lo sguardo degli antichi stemmi studenteschi e dei ritratti di Falloppio, di Girolamo Fabrici d’Acquapendente, di William Harvey, di Vesalio, di Morgagni e i tanti altri padri padovani della moderna medicina, prenderà il via al Bo, il 14 ottobre, la settima edizione del Festival di Salute organizzato da Repubblica con il Patrocinio della Regione Veneto, del Comune di Padova e dell’Università.

Il titolo dell’edizione di quest’anno è Voglio stare bene. Un’affermazione che Daniela Minerva, direttrice di Salute di Repubblica e ideatrice del festival, invita a leggere non come una semplice aspirazione individuale, ma come una chiamata alla consapevolezza.

«La nostra salute –dice– è un puzzle troppo complesso per ridurlo a una tabella di colpe e virtù». Perché “Voglio star bene”, non è – nella visione del Festival – un auspicio, ma una possibilità, sia pur sottoposta a vincoli. Non tutto dipende da noi, certo, ma oggi sappiamo che alla nostra salute concorrono una serie di elementi – le tessere del puzzle– che in parte possiamo controllare o indirizzare: l’alimentazione, gli stili di vita, le condizioni ambientali, la prevenzione, l’efficienza delle strutture sanitarie.

Cento voci

Provare a star bene è dunque un’istanza personale, ma anche pubblica e di questo si parlerà a Padova, con un centinaio di relatori, in una densa serie di incontri, quasi interamente ospitati nell’Aula Magna del Bo.

Il tutto, ovviamente, aperto alla cittadinanza che potrà partecipare prenotandosi sul sito di Repubblica. Ma non solo. Nei tre giorni del festival – dal 14 al 16 ottobre– sarà allestito un vero e proprio “Villaggio della Prevenzione” in Via VIII Febbraio e Piazzetta Garzeria, con possibilità di screening e consulenze, sempre su prenotazione

Su il sipario

L’apertura del festival sarà affidata, a partire dalle ore 10 del 14 ottobre, ai saluti istituzionali del sindaco Sergio Giordani e della rettrice Daniela Mapelli. A seguire, gli interventi del vescovo Claudio Cipolla e del filosofo Vito Mancuso offriranno subito la chiave di lettura dell’intera manifestazione: la salute non è soltanto una questione clinica, ma una dimensione che riguarda la persona nella sua complessità.

«Non di sole cellule è fatto l’essere umano» dice ancora Minerva, ricordando quanto emozioni, relazioni, esperienze, paure e benessere psicologico contribuiscano a definire il nostro stato di salute. Proprio questa visione ampia della salute ha contribuito al successo della manifestazione.

L’edizione 2025 ha registrato oltre 5.000 presenze agli appuntamenti dal vivo e milioni di visualizzazioni tra streaming e i contenuti digitali. Anche quest’anno tutti gli incontri saranno trasmessi in streaming, consentendo di seguire l’evento oltre i confini dell’Aula Magna.

Nel complesso il Festival della Salute propone una cinquantina di eventi, tutti più o meno della durata di mezz’ora, con l’intento di dare soprattutto stimoli di riflessione. Si parlerà ovviamente dei progressi della medicina, della ricerca scientifica, delle innovazioni nella cura, ma non solo, perché centrali sono anche gli eventi dedicati al diritto alla cura, alla sostenibilità del sistema sanitario, all’invecchiamento della popolazione, alle politiche europee, al ruolo delle istituzioni e alle sfide che attendono la sanità del futuro.

Segnalazioni dal programma

La giornata inaugurale alle 11.50, per esempio, si parlerà del modello sanitario veneto con una intervista di Daniela Minerva ad Alberto Stefani. Il giorno dopo, sempre alle 11. 30 Annalisa Cuzzocrea dialogherà con Elena Cattaneo, Alberto Mantovani e Rosario Rizzuto sulla dimensione europea della cura, mentre nel pomeriggio si parlerà di “Padova città della salute” con Sergio Giordani, Antonio Santocono e la conduzione di Fabrizio Brancoli.

Le domande sulla tenuta del nostro sistema saranno anche al centro dell’incontro con Nino Cartabellotta, Guido Liris, Beatrice Lorenzin, Rachele Scarpa intitolato esplicitamente “La Repubblica tutela ancora la salute di tutte le persone? ”.

C’è poi il tema dell’invecchiamento della popolazione che offre nuove possibilità, ma alimenta anche nuovi problemi. Ecco allora il 16 ottobre alle 15. 40 “Invecchiare in salute: la scommessa necessaria” con Massimo Bordignon e Alessandro Rosina; a seguire il lato economico: “Longevity, la nuova sfida per le assicurazioni” con Roberto Bernabei e Michele Rendine.

Nella riflessione a tutto campo del Festival non poteva mancare l’analisi dei comportamenti di chi teme di essere malato.

Il 16 ottobre alle 11. 10 Roberto Burioni con la sua vena provocatoria spiegherà che “Giocare al dottore con ChatGPT è molto molto pericoloso”, mentre poco prima Andrea Crisanti si interrogherà sul problema dell’eccesso di consumo di farmaci e dell’aumento del loro costo in una conversazione intitolata “Farmaci: tutti utili? Troppo costosi? ”

Degli effetti degli abusi sulle donne si parlerà poi (il 16 alle 12. 30) in “Violenza di genere: le tracce che restano sul corpo” con Jacopo Agrimi, Eleonora Lozzi e Antonella Viola. Mentre ampliando il discorso al ruolo delle donne in medicine e nella ricerca Ilaria Capua, Raffaella Rumiati e Linda Laura Sabbadini si chiederanno (il 16 alle 16. 50) se “Esiste una questione femminile in medicina? ”.

Lotta ai tumori e dimagrimento

Uno dei fili conduttori del festival della Salute sarà la medicina del futuro, sempre più intrecciata con tecnologia, intelligenza artificiale e bioingegneria. Si parte con MedTech, il corso di laurea pensato per formare i medici del futuro, che dovranno porre l’attenzione alle potenzialità dell’innovazione ma anche comprenderne i rischi (mercoledì, 11. 30).

Il tema torna con “Medicina di precisione: quando l’innovazione è made in Italy (giovedì, 9.40) con Gabriele Allegri e Giuseppe Coppolino, mentre la ricerca sarà protagonista di “Dove la medicina non basta, nasce la ricerca” (il 16 alle 10. 20) con Angelo Luca e “La ricerca produce valore “(venerdì, 16. 30) con Alessandro Venturi; entrambi sono ai vertici di importanti istituti di ricerca.

Sui rischi di una innovazione non gestita si soffermerà, il 16 alle 9. 40, un Nobel come Giorgio Parisi in “AI: questa intelligenza che non comprende il mondo”, assieme a Gabriele Beccaria, e Francesco Vaccarino. A rappresentare poi la ricerca scientifica ai massimi livelli sarà un altro Premio Nobel, questa volta per la Chimica. Martin Chalfie racconterà come la sua scoperta abbia permesso di “illuminare” la vita, aprendo possibilità per lo studio dei processi biologici (14 ottobre, 16. 20). Sul terreno dell’innovazione si colloca anche l’incontro dedicato all’IDH, il “codice nascosto” della cura (14 ottobre, 16. 45).

La lotta ai tumori rappresenta un altro grande capitolo. La diagnosi molecolare ha cambiato l’approccio alle neoplasie, permettendo di individuare bersagli sempre più precisi e di costruire terapie personalizzate che hanno al centro i “Farmaci intelligenti” di cui parlerà un terzo Premio Nobel, Jean Marie Lehn (il 15 alle 9. 30).

Delle applicazioni di questi percorsi al polmone e al pancreas, si parlerà con Massimo Di Maio, Laura Marziali, Michele Reni e Anna Sapino (15 ottobre, h16). La giornata propone poi un panel con Lucia Del Mastro sull’oncologia al femminile (15 ottobre, h16. 50). Tema significativo: in caso di diagnosi tempestiva, oggi oltre il 90% delle donne colpite da tumore si salva.

Alla ricerca oncologica si affiancano le malattie rare e croniche, che chiedono non soltanto nuove cure ma anche diagnosi tempestive e percorsi assistenziali che accompagnino i pazienti nel tempo. Si parlerà del diritto a stare bene per chi è affetto da una malattia rara (16 ottobre, ore 10. 00), di emofilia e della possibilità, concreta, di vivere con maggiore libertà dalla malattia (14 ottobre, 17. 10), mentre la PKU sarà raccontata attraverso l’esperienza di chi cresce con questa patologia metabolica (15 ottobre, ore 17. 10). L’Hiv sarà affrontato nella prospettiva di chi convive con la malattia (15 ottobre, h10.)

Anche prevenzione e stili di vita saranno centrali. Il cibo sarà protagonista con il nutrizionista Nicola Sorrentino, che spiegherà come mangiare, quanto e quando per vivere più a lungo e meglio (14 ottobre, ore 15. 30); e con un incontro dedicato al connubio fra alimentazione e tecnologia (A volte basta un formaggio hi-tech, 14 ottobre, ore 16. 00). Al tema del peso sarà dedicato anche “A voi il microfono. Come faccio a dimagrire? “(14 ottobre, ore 14. 50), uno dei 4 eventi in cui il pubblico interagirà con gli esperti.

Gli altri saranno dedicati a: come controllare il colesterolo; perché compare un prurito; proteggere un bambino dalle infezioni respiratorie. Grande spazio per le malattie respiratorie, affrontate dal punto di vista della prevenzione e dei nuovi scenari terapeutici: “Fuori controllo: il vero rischio della Bpco” con Laura Bolzan, Claudio Micheletto e Andrea Vianello (il 15, 15.40) e “La polmonite evitabile” (venerdì, h16) con Tecla Mastronuzzi e Luigi Vezzosi. 

Quattro spettacoli per pensare

La salute può diventare anche racconto e al Festival questo succederà in modi diversi. Per due sere il Teatro Verdi di Padova ospiterà spettacoli (ingresso gratuito previa prenotazione) in cui l’arte incontra la medicina, contaminando linguaggi apparentemente distanti: un altro modo per dare spazio alla “voglia di star bene” di cui parlano le giornate padovane.

Si comincia il 14 ottobre con Jacopo Veneziani, che in “I corpi nell’arte: il racconto” (14 ottobre, ore 18. 30) come sua abitudine attraverserà l’opera di diversi pittori, questa volta per raccontare le trasformazioni nella concezione del corpo. Un percorso che dalle immagini spirituali del Medioevo, attraversando Giotto e le osservazioni anatomiche di Leonardo e Michelangelo, arriva alle cere settecentesche di Anna Morandi Manzolini, che replicano esattamente gli apparati dell’uomo. L’appuntamento successivo è con “Farsi Male. Variazioni sul masochismo” (14 ottobre, ore 19. 20) con Vittorio Lingiardi e Federica Fracassi che affrontano il rapporto con quel dolore che nasce dentro di noi e che anche senza averne piena consapevolezza tendiamo ad infliggerci. Una “lectio” in cui la finzione teatrale e cinematografica aiutano a raccontare una sofferenza che noi stessi generiamo.

Il giorno successivo sarà Concita De Gregorio, accompagnata dalle musiche di Erica Mou, a portare sul palcoscenico “La Cura” (il 15, ore 18. 30). Lo spettacolo, tratto dall’omonimo libro, prova a raccontare la malattia dalla parte di chi scopre che non basta trovare dentro sé stessi la forza di affrontare la sofferenza: c’è bisogno degli altri, di chi ci aiuta, perché la medicina è anche – o soprattutto– relazione umana. A chiudere il percorso del Verdi sarà Cristina Donadio, protagonista di “Shakespeare bodies “(il 15, ore 19. 30), spettacolo ideato e scritto, a partire dai testi del drammaturgo inglese, da Shaul Bassi, ordinario di letteratura inglese a Ca’Foscari. Il teatro shakespeariano diventa lo specchio della fragilità della condizione corporea dell’uomo. Riccardo III, Re Lear, Falstaff, Amleto, Lady Macbeth vivono nel corpo le contraddizioni della loro mente.

Accanto agli spettacoli ci sono poi altri racconti che parleranno della salute non strettamente dal punto di vista medico. È il caso della filosofa Maura Gancitano che sarà protagonista di “Ascoltati e ascolta gli altri. Manuale per stare bene” (il 14 ore 12. 30). Oppure di di Abraham Verghese, autore di grande successo, che parlerà della propria esperienza in “La passione per il paziente. Confessioni di un medico scrittore (il 14, ore 12. 50): una riflessione sul rapporto fra medicina e narrazione”.

Anche la comicità può diventare uno strumento per mettere in discussione gli stereotipi. È quello che fa Chiara Becchimanzi con “Troppo conforme” (14 ottobre, ore 14. 30), a partire dalla propria esperienza e dal rapporto con il corpo, il peso e gli sguardi degli altri. Una testimonianza ironica cui seguiranno molte altre, come quella di Emma Mazzenga, la velocista novantenne che ha vinto 10 titoli mondiali master (15 ottobre, ore 10. 40). La sua è una storia in cui l’invecchiare non diventa rinuncia ma aprirsi a nuove sfide. Tema che tornerà anche con Al Bano che racconterà i suoi “83 anni di felicità” (il 15, ore 10. 30).

Dagli anziani a giovani con “Generazione CC” che mette al centro la voce di Emma Ruzzon (15 ottobre, ore 15. 00), che racconterà le inquietudini e le aspettative dei giovani. E ancora ai giovani, questa volta attraverso il tema delle relazioni e dei sentimenti, è dedicato “I ragazzi e l’amore” con Matteo Lancini, psicoterapeuta che, come pochi, ha saputo interpretare il disagio giovanile (il 16, ore 17. 30). Ed ancora la testimonianza della cantante Silvia Salemi che in “End of Silence”, ha raccontato in musica l’impatto con la diagnosi di tumore ricevuta da sua sorella. Dalla sofferenza è nato un progetto, condiviso con molti, che si propone di utilizzare la musica per rompere il silenzio che ancora circonda la malattia. Ne parlerà il 16 alle 12. 10 in Sala Paladin.

 

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