Faro su ricchezze e conti bancari: così gli studenti serbi sfidano Vučić

Il movimento di protesta rilancia: chieste una legge sulla responsabilità degli alti funzionari e una sull’origine dei beni

Stefano Giantin
Una protesta a belgrado
Una protesta a belgrado

Il 2026 ricomincia com’era iniziato e finito il 2025, con migliaia di persone di nuovo in strada, a chiedere elezioni anticipate. Ma anche con nuove, esplosive richieste alla classe politica al governo. Quali? In primis un processo di “epurazione”, ma anche una draconiana legge sull’origine delle ricchezze dei parvenu che hanno accumulato immense ricchezze, in maniera dubbia, durante l’era Vučić.

Sono queste, in Serbia, le nuove petizioni del movimento di protesta nato nel novembre del 2024, dopo la tragedia alla stazione di Novi Sad (una pensilina crollata poco dopo la ristrutturazione: 16 vittime), divenuto di massa l’anno scorso grazie alla mobilitazione degli studenti. E ora in procinto di diventare adulto, facendo il passo più importante, ossia correndo alle prossime elezioni.

Il movimento sta ora lavorando a una piattaforma programmatica. E proprio in questi giorni, non a caso durante una grande manifestazione a Novi Sad, sono emerse le prime colonne del programma degli studenti. Sono appunto uno «zakon o lustracij», una “legge sulla lustrazione”, «meccanismo che permette di accertare le responsabilità individuali di alti funzionari che si sono resi responsabili di violazioni dei diritti umani e di abusi di potere» e che per questo dovrebbero subire un «divieto di esercitare funzioni pubbliche», ha spiegato lo studente di Filologia Antonije Stefanović. E la lustrazione «non è una vendetta, ma un sistema per proteggere lo Stato da nuovi abusi», ha aggiunto, mentre la giurista Tanja Arsić ha descritto il sistema come un momento di «pulizia» necessaria per risollevare le sorti del Paese. Pulizia «da pratiche malsane, dall’ingiustizia, da tutto ciò che ha lasciato il sistema» attualmente al potere. E sarebbe questa «la via per far ripartire dall’inizio la società, mettendo da parte un passato malato».

E perché una legge sull’origine dei beni? Lo hanno spiegato ancora gli studenti, in un volantino diffuso in questi giorni. «In una società senza controlli le ricchezze diventano ingiustizia sociale», hanno illustrato. Servono dunque «norme che non rimangano lettera morta», per arrivare a una legislazione che preveda «che ogni persona che ricopre cariche pubbliche e chi si è arricchito grazie ai legami con lo Stato debbano dimostrare da dove arrivano» le proprie ricchezze. «Dove non ci sono controlli nascono gli abusi», è lo j’accuse degli studenti, che hanno lasciato intendere di essere ottimisti per quanto riguarda il risultato alle elezioni parlamentari anticipate, che dovrebbero essere messe in agenda in autunno-inverno almeno secondo quanto suggerito dal presidente Aleksandar Vučić. E secondo quanto desiderano quasi 400 mila serbi, che hanno sottoscritto una petizione in questo senso.

Di certo «la vittoria non è l’obiettivo finale, ma l’inizio di un processo che dobbiamo portare avanti tutti insieme per una società più giusta, senza corruzione, con senso di responsabilità», hanno detto gli studenti. I quali scenderanno in piazza, dopo Novi Sad, anche a Belgrado il prossimo 27 gennaio.

Le posizioni degli studenti non hanno trovato grandi aperture presso Vučić. Le “epurazioni” sono pensate solo per eliminare avversari politici «che non possono essere sconfitti alle urne», ha sostenuto il presidente serbo. Poi, la sfida: anche i membri dela futura Lista degli studenti siano passati al setaccio. Perché, è il malizioso suggerimento, lo sporco non si troverebbe solo nelle file dell’attuale classe dirigente. —

Riproduzione riservata © il Nord Est