Gli Schützen restano “for men only”: il referendum boccia l’ingresso delle donne

La milizia storica tirolese conferma la tradizione: l’87% vota contro l’apertura femminile

Marco Di Blas
Gli Schützen, milizia territoriale tirolese
Gli Schützen, milizia territoriale tirolese

Cappelli piumati, braghe di cuoio fin sotto il ginocchio, calzettoni bianchi e, naturalmente, il fucile: sono gli Schützen, la milizia territoriale tirolese dai tempi di Andreas Hofer, custode delle tradizioni locali.

Un corpo militare che ha prestato effettivamente servizio armato fino allo scoppio della Prima guerra mondiale, mentre oggi svolge solo ruolo di testimonianza storica schierando le sue compagnie in occasione di cerimonie, funerali, visite di ospiti illustri, per puntare gli schioppi al cielo e sparare a salve in segno di omaggio. Un corpo di soli uomini, come vuole la tradizione. Ma anche le tradizioni a volte si adeguano ai tempi. Ovunque ormai le donne sono presenti nelle forze armate e dell’ordine. Tanto per restare in Austria, al vertice della Polizia della Carinzia c’è una donna. E da oltre 25 anni perfino i Wiener Philharmoniker, pur con qualche resistenza, hanno accolto donne nelle loro file.

Gli Schützen invece no, non ci stanno. Due delle 235 compagnie di cui è composto il corpo dei fucilieri piumati del Tirolo avevano proposto lo scorso autunno di aprire le porte anche alle donne. Il no non era stato immediato. Il vertice del “Bund” (la “Lega”) che riunisce gli Schützen del Land aveva deciso di indire un referendum tra i propri membri, che dall’1 dicembre al 15 gennaio hanno potuto esprimersi con voto segreto e per posta sulla proposta di ammettere donne nelle formazioni schierate in armi. La partecipazione al voto è stata del 93%. Mercoledì lo spoglio delle schede. Risultato: l’86,96% si è espresso per il mantenimento dello status quo. Quindi niente donne.

Le compagnie degli Schützen tirolesi (ce ne sono anche in Alto Adige, in Trentino e in alcune valli del Bellunese, ma il referendum non le ha riguardate) resteranno dominio maschile. Probabilmente l’unico al mondo “for men only”, accanto a quello della Chiesa cattolica (non di quella protestante, oggi in Carinzia guidata da una donna).

Non che il voto del referendum sia contro le donne – ha precisato Thomas Saurer, comandante regionale degli Schützen – ma è una conferma della tradizione, decisione «a favore di compiti e distribuzione di ruoli storicamente riconosciuti». E in effetti le donne non sono escluse dal mondo degli Schützen, anzi – per usare le parole di Saurer – sono «una colonna portante della vita associativa, nel lavoro coi giovani, nell’organizzazione, nell’impegno sociale e in molti altri compiti».

Una «colonna importante» nel rispetto della «distribuzione di ruoli». Quelli «storicamente riconosciuti» per le donne tirolesi sono di vivandiere, responsabili del vettovagliamento nelle feste di paese e nella mescita degli schnaps. Cameriere insomma, come vuole la tradizione...

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