La salma di Mladić è rientrata in Serbia: lunedì i funerali

La bara su un aereo di Stato avvolta dalla bandiera serba. Le esequie nella Chiesa di San Luca a Belgrado alle 12.30

Stefano Giantin

 

Giorni e giorni di totale blackout mediatico, senza che trapelasse alcuna indiscrezione dalle autorità al potere a Belgrado, forse “scottate” dallo scandalo dell’evocazione dei massimi «onori militari e di Stato» del ministro della Giustizia. E bocche cucite pure al Meccanismo residuale dell’Onu (Mict), l’erede del Tribunale penale internazionale per l’ex Jugoslavia, custode dal momento della sua morte, avvenuta lo scorso 27 agosto, dell’ingombrante salma. Ieri, infine, l’annuncio. E a stretto giro il ritorno in Serbia delle spoglie del criminale di guerra Ratko Mladić.

Annuncio che è arrivato ieri pomeriggio per bocca del presidente serbo, Aleksandar Vučić, che ha anticipato alla stampa l’imminente “rilascio” del corpo di Mladić da parte del Mict. «Da quanto so il corpo è stato prelevato» da parte della famiglia di Mladić, ha detto il presidente serbo, suggerendo che le spoglie del defunto sarebbero presto arrivate in Serbia.

E così è stato, su un aereo di Stato, un Embraer con codice Yu-Srb, atterrato all’aeroporto “Nikola Tesla” di Belgrado, poco prima delle 18 di ieri, dopo che la salma era stata «riconsegnata alla famiglia all’aeroporto di Rotterdam», ha fatto sapere il Mict. La bara di Mladić, avvolta nella bandiera serba e nel vessillo della Republika Srpska e trasportata da sei militari serbi in uniforme, è stata scortata dal figlio Darko, dalla nipote Anastasija- e da due ex sottufficiali, già attendenti di Mladić ai tempi in cui era in servizio come comandante delle forze militari serbo-bosniache. Sull’autostrada dall’aeroporto al centro di Belgrado, giovanissimi nazionalisti hanno esposto striscioni sui cavalcavia, con su scritto «generale, grazie», «gli eroi non muoiono mai» e «bentornato a casa».

Belgrado che è a disposizione per «offrire ogni tipo di assistenza logistica, di trasporto e sostegno» in vista dei funerali, ha ribadito da parte sua il leader serbo, che in precedenza aveva promesso di aiutare la famiglia a seppellire Mladić «in maniera dignitosa», senza menzionare onori o funerali di Stato. Sulle modalità deciderà la famiglia di Mladić. «Penso che faranno un annuncio», ha suggerito sempre Vučić, senza entrare nei dettagli. Ma, a prescindere dai “desiderata” dei congiunti, per le autorità si preparano giorni complicati. Non solo sul fronte dell’ordine pubblico – sabato è in programma anche il Pride - ma soprattutto su quello dell’immagine del Paese. Secondo le previsioni di polizia e servizi serbi, infatti, nella capitale serba, in vista dei funerali di Mladić, potrebbero affluire «decine di migliaia di persone», ha previsto lo stesso presidente.

Secondo indiscrezioni dei tabloid filogovernativi, una commemorazione di Mladić sarà organizzata già domani alla storica “Dom Vojske”, l’imponente “Casa dell’Esercito” costruita negli anni Trenta nel cuore di Belgrado. La salma sarà poi esposta al pubblico per circa tre ore, prima dei funerali che si dovrebbero tenere lunedì alle 12.35, nella Chiesa di San Luca, vicino al parco di Košutnjak. Infine, l’inumazione nel cimitero di Topčider, accanto alla figlia morta suicida.

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