Il Consorzio iNEST «scavalla» il Pnrr e tenta la sfida di una piattaforma permanente per l’innovazione

Quattrocento imprese coinvolte in progetti di ricerca industriale, erogazioni per circa 40 milioni di euro complessivi tramite i bandi a cascata e 900 pubblicazioni scientifiche, circa 500 tra ricercatori, tecnologi, dottorandi e assegnisti assunti: sono alcuni dei risultati raggiunti. 

La redazione

Quattrocento imprese coinvolte in progetti di ricerca industriale, erogazioni per circa 40 milioni di euro complessivi tramite i bandi a cascata e 900 pubblicazioni scientifiche, circa 500 tra ricercatori, tecnologi, dottorandi e assegnisti assunti: sono alcuni dei risultati raggiunti dal Consorzio iNEST, uno dei più importanti ecosistemi dell’innovazione finanziati con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), con il baricentro nel Nordest italiano. iNEST coinvolge 9 università e 2 enti di ricerca delle Regioni Veneto e Friuli-Venezia Giulia e delle Province Autonome di Bolzano e Trento, oltre a 11 tra Enti e Fondazioni, con l'obiettivo di creare innovazione su 9 aree tematiche fortemente connesse al territorio del Nordest, attraverso ricerca, bandi per le imprese e attività di formazione.

Un’attività intensa che ha portato, nel corso degli ultimi 4 anni, a gestire nel complesso 110 milioni di euro: forte di questi risultati, iNEST ha deciso di guardare avanti, costruendo una piattaforma stabile di innovazione territoriale. Una prospettiva già sostenuta dalle istituzioni regionali: Veneto e Friuli Venezia Giulia hanno avviato una prima fase di investimento per garantire la continuità operativa dell’ecosistema, con uno stanziamento rispettivamente di 4 milioni e 4,6 milioni di euro destinati a prolungare i contratti di molti dei ricercatori coinvolti nelle attività dell’Ecosistema. INEST si propone così come un vero e proprio hub in grado di connettere in modo semplice e diretto le aziende in cerca di soluzioni innovative e i laboratori in grado di fornirle, e viceversa, anche con il supporto a una nuova piattaforma informatica realizzata ad hoc, che permette ricerche raffinate e veloci grazie all’’utilizzo dell’intelligenza artificiale.

Per annunciare le novità al territorio, iNEST ha organizzato l’8 e il 9 aprile “Dalla ricerca all’impresa: l’innovazione che crea valore per il territorio”, un evento che riunisce a Padova le imprese e i ricercatori che negli ultimi 4 anni hanno dato vita a centinaia di progetti di ricerca industriale, coinvolgendoli in tavoli di lavoro e mostrando in un’area demo alcuni dei progetti a più alto impatto realizzati.

Franco Bonollo, professore dell’Università di Padova e presidente del Consorzio iNEST
Franco Bonollo, professore dell’Università di Padova e presidente del Consorzio iNEST

«Fin dalle prime fasi del progetto è emersa la consapevolezza che iNEST non potesse limitarsi a essere un’iniziativa temporanea legata al PNRR, ma dovesse piuttosto evolvere verso una struttura stabile capace di sostenere nel tempo la collaborazione tra università, imprese e territori – afferma Franco Bonollo, professore dell’Università di Padova e presidente del Consorzio iNEST –. Ora questa visione diventa realtà, con la scelta, da parte di tutti i soci, di proporsi a imprese e istituzioni come una piattaforma territoriale di innovazione, capace di generare nuove forme di collaborazione tra università, imprese e istituzioni e di costruire le basi per una stagione di sviluppo fondata sulla ricerca e sulla conoscenza».

Questa prospettiva è racchiusa nell’Action Plan 2026, che prevede di utilizzare i risultati già raggiunti come piattaforma di partenza per nuovi progetti pluriennali da sviluppare insieme alle imprese già coinvolte nell’ecosistema.

Gli Spoke

Il modello di iNEST si basa su 9 Spoke tematici, ciascuno dei quali coordinato da un ateneo appartenente alla rete: Ecosistemi montani (Libera Università di Bolzano), Salute, alimentazione e stili di vita (Università di Trento), Manifattura avanzata e sostenibile (Università di Udine), Città, architettura e design sostenibile (IUAV Venezia), Ambienti di vita e di lavoro smart e sostenibili (Università di Padova), Turismo, cultura e industria creativa (Università Ca’ Foscari Venezia), Smart agrifood (Università di Verona), Acque ed ecosistemi marini (Università di Trieste) e Modelli, metodi e tecniche per il Digital Twin (SISSA Trieste). Alle università si affiancano, come soci fondatori, il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e l'Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS).

Ai 9 filoni tematici degli Spoke si affiancano quattro attività trasversali, dedicate allo sviluppo di startup e spin-off, alla creazione dei Lab Village — laboratori congiunti tra università e imprese —, alla promozione di iniziative aperte alla cittadinanza e al rafforzamento dell’offerta formativa universitaria e del lifelong learning.

Capitale umano e attrattività del territorio

Uno degli obiettivi strategici del progetto è stato il rafforzamento del capitale umano della ricerca, attraverso il reclutamento di nuove competenze scientifiche e tecnologiche. Grazie ai finanziamenti PNRR sono stati assunti circa 500 tra ricercatori, tecnologi, dottorandi e assegnisti. Questo investimento ha contribuito ad ampliare la capacità di ricerca delle università e a creare nuove opportunità professionali per giovani studiosi e professionisti altamente qualificati. L’importanza di questo patrimonio di competenze è stata riconosciuta anche dalle istituzioni regionali. La Regione Veneto ha già stanziato 4 milioni di euro, mentre la Regione Friuli Venezia Giulia ha attivato specifici strumenti di finanziamento per sostenere la continuità dei contratti dei ricercatori oltre la scadenza del programma nel 2025. Particolare attenzione è stata inoltre dedicata all’equilibrio di genere: il consorzio ha raggiunto una quota del 44% di ricercatrici reclutate, superando il target minimo europeo del 40%.

Eccellenza scientifica, innovazione e Lab Village

Accanto alla mobilitazione economica, iNEST ha generato un’intensa attività scientifica e ha contribuito a rafforzare i meccanismi di trasferimento tecnologico tra università e imprese. Ad oggi sono state realizzate dai ricercatori di iNEST oltre 900 pubblicazioni, per la maggior parte già censite nei principali database internazionali, segno della rilevanza e della diffusione internazionale delle attività di ricerca sviluppate all’interno dell’ecosistema. Parallelamente, il progetto ha sostenuto la trasformazione delle idee di ricerca in potenziali iniziative imprenditoriali. L’attività trasversale CC1 – Innovation and Entrepreneurship ha analizzato circa 350 idee innovative emerse nelle università dell’ecosistema, selezionando 32 progetti di startup ad alto potenziale per un percorso di accelerazione e fundraising.

Questo processo ha contribuito a costruire una prima pipeline dell’innovazione capace di accompagnare il passaggio dalla ricerca accademica alla creazione di nuove imprese. Un ulteriore tassello di questa infrastruttura dell’innovazione è rappresentato dai Lab Village, spazi di coprogettazione e sperimentazione nei quali università e imprese possono sviluppare congiuntamente attività di ricerca applicata e test tecnologici. Strutture di questo tipo sono già operative in diverse città del Nord-Est, tra cui Udine, Padova, Venezia, Verona e Bolzano, configurandosi come luoghi permanenti di collaborazione tra ricerca e industria.

Coinvolgimento delle imprese

Uno degli aspetti più rilevanti dell’esperienza iNEST riguarda la capacità di attivare il sistema produttivo e di trasformare le risorse del PNRR in opportunità concrete di collaborazione tra ricerca e industria. Attraverso i bandi a cascata, il consorzio ha assegnato oltre 40 milioni di euro destinati al finanziamento di progetti di ricerca industriale, garantendo che i fondi pubblici raggiungessero direttamente il tessuto produttivo. A queste iniziative hanno partecipato oltre 800 imprese, 400 delle quali sono state selezionate per sviluppare oltre 200 progetti di ricerca applicata, contribuendo alla costruzione di una rete di collaborazioni senza precedenti nel contesto triveneto.

Le imprese coinvolte hanno sviluppato progetti a elevato livello di maturità tecnologica, con la realizzazione di prototipi e dimostratori testati in ambienti operativi. In molti casi, questi risultati – infrastrutture sperimentali, piattaforme tecnologiche e prototipi funzionanti – resteranno disponibili agli Atenei per ulteriori attività di ricerca integrate con il mondo produttivo, contribuendo a consolidare nel tempo le collaborazioni avviate.

La scheda

iNEST – Interconnected Nord-Est Innovation Ecosystem è l’Ecosistema dell’Innovazione finanziato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), con baricentro nel territorio del Nord-Est italiano. Il consorzio riunisce tutti gli atenei del Triveneto — Università di Bolzano, Trento, Udine, IUAV di Venezia, Padova, Ca’ Foscari Venezia, Verona e Trieste — insieme alla SISSA, al Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e all’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS). https://www.consorzioinest.it/

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