Manovra: Uil, 'i tagli alla scuola indeboliscono il Paese, vanno cancellati'

Rischio 14.808 i posti complessivamente tagliati in tre anni scolastici

(ANSA) - ROMA, 01 NOV - "Quasi 7mila posti in meno tra docenti e personale Ata dal prossimo anno scolastico. Una scelta inaccettabile, che rischia di indebolire la scuola statale e la qualità dell'istruzione. Chiediamo al governo e al Parlamento di cancellare questi tagli dal testo della manovra. La denatalità non può diventare un pretesto per ridurre il personale". Lo dichiarano congiuntamente PierPaolo Bombardieri, segretario generale della Uil, e Giuseppe D'Aprile, segretario generale della Uil Scuola, in merito a quanto previsto dal disegno di legge di Bilancio. Nel dettaglio, spiegano in una nota, il provvedimento prevede dal 2027/28 una riduzione di 4.925 posti di docenti e 2.049 posti Ata, che si aggiungono ai tagli già disposti: 5.660 docenti dal 2025/26 e 2.174 Ata dal 2026/27. Se confermate, le nuove riduzioni porterebbero a 14.808 i posti complessivamente tagliati in tre anni scolastici. "Il calo degli iscritti dovrebbe rappresentare un'opportunità per diminuire il numero degli alunni per classe e migliorare la qualità dell'insegnamento. Invece, si continua a intervenire sugli organici, aggravando le difficoltà di un sistema già segnato dal precariato", spiegano i sindacalisti. "Inoltre, - proseguono - ridurre ulteriormente il personale Ata significa aumentarne i carichi di lavoro e mettere in difficoltà le attività di vigilanza, assistenza e gestione amministrativa. Nelle aree interne questi tagli rischiano di accentuare le disuguaglianze e lo spopolamento". Quindi l'appello: "Chiediamo di eliminare i tagli previsti dalla manovra, stanziare risorse aggiuntive per i rinnovi contrattuali ed estendere anche a tutto il pubblico impiego la detassazione degli aumenti contrattuali. Investire nell'istruzione significa investire nel futuro del Paese", concludono Bombardieri e D'Aprile. (ANSA).

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