Boccia, con il Dpb Giorgetti presenta il conto del fallimento di Meloni

(ANSA) - ROMA, 15 OTT - "Il Documento programmatico di bilancio che Giorgetti manda oggi a Bruxelles sembra l'epitaffio di quattro anni di politica economica del Governo Meloni. Cinque manovre, miliardi annunciati, promesse ripetute. E quali sono i risultati? La crescita resta inchiodata a ritmi insufficienti, il debito torna ad aumentare in rapporto al PIL, i salari reali non hanno recuperato il potere d'acquisto perduto, mentre la pressione fiscale ha raggiunto il 43,5%. E adesso, per costruire una manovra da 23,5 miliardi, Giorgetti deve ancora cercare coperture e attendere le decisioni europee". Lo afferma in una nota Francesco Boccia, presidente dei senatori del Partito Democratico aggiungendo che "dopo quattro anni qualcuno dovrà pur rispondere di questi risultati". "Non si può continuare ad attribuire ogni difficoltà alle guerre, ai mercati, all'Europa o ai Governi precedenti - sottolinea -. Le crisi internazionali colpiscono tutti. La differenza la fanno le politiche con cui un Paese si prepara ad affrontarle. Altrimenti non si capirebbe perché Grecia, Portogallo e Spagna negli ultimi due anni siano cresciute più del triplo dell'Italia". "L'Italia - osserva Boccia - arriva a questa quinta manovra con salari e pensioni erosi dai rincari, lavoratori esposti alla cassa integrazione, famiglie che rinunciano alle cure, una scuola che ha bisogno di investimenti e imprese innovative che chiedono infrastrutture, energia competitiva e una vera politica industriale. E proprio questo autunno il caro bollette e il caro carburanti sono diventati l'emergenza delle emergenze, aggravando le difficoltà di chi lavora, produce e vive del proprio reddito. Non bastano nuove agevolazioni annunciate senza coperture certe, né l'ennesima ricerca di risorse dell'ultimo momento. La flessibilità europea può offrire spazio per intervenire, ma non può sostituire una strategia nazionale per la crescita, la produttività, i salari e la sicurezza energetica. La verità è che dopo cinque manovre la destra non ha costruito un'Italia più forte: ha lasciato un Paese più fragile di fronte alle crisi, nel quale lavorare non basta più a difendere il proprio tenore di vita". "Un Governo si giudica da ciò che cambia nella vita delle persone, non dalla durata della propria permanenza a Palazzo Chigi. E se dopo quattro anni gli italiani pagano di più per vivere, curarsi, abitare e produrre, mentre la crescita continua a mancare, non siamo davanti a un destino inevitabile. Siamo davanti a precise responsabilità politiche. Il DPB - conclude - non racconta soltanto ciò che Meloni promette di fare nell'ultimo anno di legislatura. Racconta soprattutto tutto ciò che non è riuscita a fare nei quattro precedenti". (ANSA).
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