Lavoro, l’Ai torna a colpire anche Sas licenzia a Mestre
La società di software ha annunciato ventidue esuberi e ora sta trattando. Oltre in Veneto i posti di lavoro a rischio sono nelle sedi di Roma e Milano. La vicenda segue quella di InvestCloud che aveva coinvolto 37 lavoratori

A marzo era scoppiata la vicenda InvestCloud, primo caso in Italia di un’azienda che ha licenziato 37 dipendenti – l’intera forza lavoro della sede italiana di Marghera – motivandolo con l’introduzione di sistemi di intelligenza artificiale. Oggi invece a dover fare i conti (anche) con l’introduzione di sistemi di AI che modificano l’organizzazione del lavoro è la società Sas Institute con sede a Milano, che fa parte della multinazionale Sas Inc. e si occupa soprattutto di sviluppo e vendita di software per l’analisi dei dati aziendali, gestione dati, strumenti di machine learning. La multinazionale, la cui casa madre è a Cary (Carolina del Nord), in Italia conta 312 dipendenti tra Milano, Roma, Mestre e Torino; durante l’estate ha comunicato di voler procedere al licenziamento collettivo di 22 dipendenti, mentre a livello globale l’azienda sta tagliando circa 300 posti di lavoro.
La società italiana negli ultimi due anni avrebbe registrato ricavi inferiori alle aspettative, con uno scostamento del 40% rispetto ai target assegnati per il 2025 (era addirittura del 90% nel 2024). Da qui la decisione di concentrare le attività «nelle aree ritenute maggiormente strategiche per lo sviluppo futuro del business», si legge nella comunicazione di riduzione del personale, «con particolare riferimento a ricerca, sviluppo e innovazione di prodotto, soluzioni cloud e tecnologie avanzate». Una strategia che l’azienda sta declinando su scala globale attraverso la revisione dell’organizzazione: «Le trasformazioni del modello operativo, l’accelerazione dei processi di digitalizzazione e automazione e la crescente centralità delle piattaforme cloud e delle tecnologie basate sui dati e sull’intelligenza artificiale determinano, infatti, una diversa distribuzione dei fabbisogni organizzativi e professionali».
Per cui alcune figure non saranno più necessarie. Va detto che, dalla notifica della procedura arrivata a luglio, vi sono stati già alcuni incontri tra l’azienda e le organizzazioni sindacali con tre strade aperte per i lavoratori: ricollocazione con mansioni diverse nella stessa azienda (sei casi), ricollocazione presso aziende partner in cerca di consulenti oppure la buona uscita. Per quanto riguarda la sede di Mestre, dove sono impiegate 13 persone, il posto a rischio riguarda un programmatore interno. Se è vero che i numeri sono contenuti resta il tema di come l’AI stia portando le aziende — e in alcuni casi guidando — verso una riorganizzazione del lavoro e, per ciò che riguarda la multinazionali, delle sedi periferiche.
Rispetto alla vicenda InvestCloud — la società di Marghera che ha licenziamento 37 dipendenti e chiuderà definitivamente tra poche settimane — ci sono alcune analogie interessanti: prima fra tutte la centralizzazione (anche qui in India) di specifiche funzioni come l’assistenza e i servizi tecnologici, che fa venire meno l’esigenza di presìdi locali. Leggendo le motivazioni della procedura emerge che, per alcuni servizi tecnologici, la società procederà «all’implementazione e al potenziamento di strumenti centralizzati e soluzioni tecnologiche basate sull’intelligenza artificiale e sull’automazione dei processi volte a semplificare e ottimizzare la gestione delle richieste dei clienti e ad aumentare l’efficienza operativa complessiva». Interventi che consentiranno «la centralizzazione di una parte delle attività attualmente svolte a livello locale con conseguente riduzione del fabbisogno di personale».
Secondo molti lavoratori l’utilizzo di strumenti di AI ha certamente il suo peso nella riorganizzazione, ma non basta a giustificare la scelta della società fondata da James Goodnight di ridurre il personale su scala globale. Azienda di cui da tempo, peraltro, si attende lo sbarco in Borsa.
Riproduzione riservata © il Nord Est






