Fedriga contro Electrolux: «Posizione inaccettabile, non è la premessa per un percorso condiviso»
Il presidente della Regione Fvg attacca sui 463 esuberi dichiarati sul sito di Porcia. Conficoni (Pd): «Esprimiamo vicinanza e solidarietà ai lavoratori»

La posizione manifestata dell'azienda è del tutto «inaccettabile». Attacca così, lapidario, a commentare la posizione assunta da Electrolux sul futuro del sito di Porcia, il presidente della Regione Fvg, Massimiliano Fedriga all’indomani della presentazione a Roma, di un piano che prometteva di rilanciare, ma che porta in dote invece solo esuberi, 463 nel caso del sito pordenonese – 208 operai e 255 impiegati –, dove domani i lavoratori sciopereranno otto ore. Braccia incrociate sulla maglietta gialla che recita #Electrolux non si spegne.
In queste ore intanto le istituzioni fanno quadrato attorno alle maestranze e ai siti produttivi. A partire dal presidente Fedriga, che non fa sconti alla multinazionale svedese del bianco: «La posizione manifestata dell'azienda è del tutto inaccettabile. A rendere ancora più grave la situazione è il totale mancato ascolto delle istituzioni e delle parti sociali, un atteggiamento di chiusura che ignora il dialogo costruttivo e le sollecitazioni provenienti dal territorio e dai rappresentanti dei lavoratori. In questo contesto di crisi desta inoltre estrema preoccupazione anche il futuro del centro di ricerca e innovazione».
Il governatore ricorda come le istituzioni nazionali e territoriali avessero richiesto la presentazione di un vero piano industriale basato sullo sviluppo dei siti e sulla tutela dell'occupazione, dichiarandosi disponibili a sostenerlo e ad accompagnarlo. «Ci troviamo, invece, davanti a una dichiarazione di 1450 esuberi a livello nazionale di cui 463 su Porcia. È evidente – ha aggiunto Fedriga – che questa non può essere in alcun modo la premessa per un percorso condiviso».
Il governatore ha poi sottolineato come la Regione Friuli Venezia Giulia rimanga in stretto coordinamento con il ministero delle Imprese e del made in Italy, le istituzioni territoriali, i sindacati e le associazioni datoriali, disponibile a fare la propria parte al tavolo nazionale (unica sede deputata a portare avanti utilmente il confronto con l'azienda) «per tutelare – ha concluso – il sito di Porcia, la filiera, l’indotto e l’occupazione».
Dal centro sinistra, dopo quella della parlamentare Debora Serracchiani, è il consigliere regionale del Pd, Roberto Conficoni, ad alzare la voce sul piano industriale di Electrolux che definisce come «indecoroso e irricevibile», «un'assoluta mancanza di rispetto per tutti i lavoratori che per anni hanno sostenuto, con il proprio lavoro, l'azienda e ora si ritrovano con una porta sbattuta in faccia». «Il lavoro è dignità e il territorio, con i suoi lavoratori, merita rispetto, che è mancato – continua il consigliere Dem – a partire dal mancato ascolto delle legittime istanze manifestate dalle controparti».
Il sito di Porcia, ricorda ancora Conficoni, «viene fortemente penalizzato anche nella struttura strategica, a causa del confermato ridimensionamento del settore Ricerca e sviluppo e delle funzioni di staff. Esprimiamo vicinanza e solidarietà ai lavoratori in lotta per difendere occupazione e produzione nella fabbrica simbolo della crescita del Friuli Occidentale».
Durante il secondo giorno di incontro al Mimit, venerdì, l’azienda ha fatto il punto sull’impatto del piano per Porcia, non solo dal punto di vista degli esuberi e dei volumi di produzione, ma anche sotto il profilo della futura organizzazione del lavoro. A fronte di un minor numero di maestranze – gli esuberi annunciati per Porcia, tra i diretti alla produzione, sono pari a 208 unità – e di una contrazione dei volumi, destinati a passare dai 770.000 pezzi di quest’anno a 610.000 nel 2028, la società ha chiesto anche la cancellazione dei vincoli sull’organizzazione del lavoro, proponendo di aumentare in talune fabbriche la produzione oraria dagli attuali 94 a 140 pezzi e in tutti i siti di lavorare a giornata, in un turno unico.
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