Il siderurgico traina il record del Terminal Fhp Monfalcone

Tre milioni di tonnellate movimentate. Il 2025 è stato un anno record per la società controllata da Fhp Group. Importante il piano di investimenti per l’anno in corso

Giorgia Pacino
Il terminal Fhp di Monfalcone
Il terminal Fhp di Monfalcone

Con 3 milioni e 63 mila tonnellate movimentate, il 2025 è stato un anno record per il Terminal Fhp di Monfalcone, società controllata da Fhp Group. Nel corso dell’anno, la società ha registrato un aumento del 13% del volume di merci rispetto al 2024, raggiungendo un nuovo primato storico anche in termini di intermodalità con 1.628 treni, che hanno trasportato oltre 1,3 milioni di tonnellate di merce, e più di 85 mila tonnellate movimentate via chiatta.

Presente nello scalo isontino dal 2021, il gruppo – espressione di F2i Sgr, gestore di fondi infrastrutturali con 8,3 miliardi di euro di asset in gestione – è il primo operatore portuale-ferroviario italiano nel settore delle rinfuse, con un fatturato annuo di circa 300 milioni, nove terminal portuali gestiti in sei porti (Carrara, Livorno, Savona, Monfalcone, Marghera e Chioggia) e quattro centri intermodali.

A Monfalcone Fhp ha acquisito i terminal di Cpm e Marterneri e oggi gestisce il 60% degli arrivi: nel 2025 ha ospitato sulla sua banchina 218 navi, contro le 79 di Cetal e le 67 di Midsea.

La società è specializzata nella gestione di merci siderurgiche, rinfuse e project cargo.

Il record di quest’anno si deve soprattutto all’incremento della movimentazione di bramme, rinfuse siderurgiche e anche cellulosa, in aumento già dai primi mesi dell’anno.

«Un risultato storico», ammette Giancarlo Russo, executive director di Terminal Fhp Monfalcone. «È stato un anno estremamente significativo per le importazioni, soprattutto nel siderurgico anche grazie al Cbam (il Carbon border adjustment mechanism, la normativa europea in vigore dal 1° gennaio 2026 che impone una tassa sulle importazioni di prodotti a maggior intensità di carbonio da Paesi extra Ue, ndr)».

Le bramme hanno avuto un picco al rialzo con circa 300 mila tonnellate in più rispetto all’anno scorso, ma tutto il siderurgico in generale ha registrato numeri importanti.

«La cosa bella – aggiunge Russo – è che il 50% di queste merci è stata distribuita via ferrovia, ottimizzando la sostenibilità ambientale oltre che la sicurezza stradale, con solo il 49% gestito via gomma».

Oltre che sul ferro, Fhp è al lavoro anche sull’acqua: nell’anno appena concluso ha distribuito circa 100 tonnellate di merce via mare.

Le bramme sbarcate a Monfalcone dal Far East sono state caricate su chiatta e inviate a Porto Nogaro, dirette ai quattro laminatoi di Marcegaglia, Metinvest Trametal e Officine Tecnosider.

«Guardando al futuro, con una gestione ancora migliore, riusciremo a incrementare ancora i volumi», assicura Russo.

Che individua nella possibilità di operare anche durante l’orario notturno e nel potenziamento del servizio ferroviario le priorità per il 2026.

Quello che si è chiuso è stato anche un anno di investimenti per la società, con la riqualificazione della palazzina che ospita uffici, spogliatoi e sala mensa per le maestranze del porto. Costo totale: 1,5 milioni di euro.

Una volta ottenuto l’ok dell’Adsp, saranno avviati anche i lavori sui due piazzali in concessione alla stessa Fhp, messi a dura prova dalle attività di carico e scarico delle bramme da 5 tonnellate l’una: l’intervento di manutenzione costerà 1,2 milioni di euro e permetterà di riqualificare 25 mila metri quadrati di aree di stoccaggio.

Fhp Monfalcone ha chiuso il 2024 con 17,8 milioni di ricavi, un valore della produzione che si aggira sui 19 milioni e un margine operativo lordo di 4 milioni (+35% sul 2023).

Sebbene sia presto per i dati del 2025, le premesse sono più che positive: si attende una crescita «proporzionale a quella dei volumi». —

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