Consalvo detta i tempi: «Stazione di Servola, entro gennaio la verità»
Il presidente dell’Autorità portuale triestina a un evento organizzato dal Pd. «Opera determinante per il nostro futuro, dobbiamo avere garanzie sui fondi». Entro la fine di febbraio la nomina del segretario generale del porto

Chiarezza sul grande progetto di Servola: entro gennaio.
Nomina del segretario generale: entro febbraio.
Il presidente dell’Autorità portuale Marco Consalvo fissa le prime due date cardine del mandato.
Fra una decina di giorni, il numero uno dell’Adsp conta di ottenere dal ministero delle Infrastrutture un primo responso sul mantenimento dei 180 milioni per la stazione e lo svincolo autostradale di Servola, dopo la gara d’appalto sospesa.
Bisognerà invece attendere la conclusione del prossimo mese per arrivare alla nomina del braccio destro: quella «figura complementare» che si spera possa essere scelta senza condizionamenti politici.
In modo irrituale, considerata la nomina in quota Lega, Consalvo sceglie (con l’assenso del governatore Massimiliano Fedriga) un evento organizzato dal Partito democratico per il suo primo incontro aperto al pubblico.
Intervistato dal condirettore del Piccolo Alberto Bollis, il presidente fa il primo punto nave dopo l’insediamento seguito agli oltre 500 giorni di vacatio: «Ho trovato una situazione di congelamento e una grande quantità di delibere da sbloccare».
I dossier studiati sono molti e parecchi ancora quelli da esaminare: «Mi sto appoggiando ai dirigenti dell’Adsp, che ha una struttura valida, anche se devo abituarmi a lavorare con la burocrazia che c’è nel pubblico».
E allora non mancano risposte interlocutorie, ma ci sono pure le prime indicazioni temporali che permetteranno di verificare l’efficacia della gestione. D’altronde, dice lo stesso Consalvo, «dopo i commenti positivi quando è uscito il mio nome, vado valutato sui fatti».
«Entro fine mese – dice Consalvo – voglio capire con Mit e Mef» come stanno le cose rispetto al progettone di Servola, fermato dalla stessa Autorità a un passo dall’assegnazione dell’appalto, in assenza di rassicurazioni da Roma sulla possibilità di sforare i tempi previsti.
E qui passa la prima grande prova per Consalvo, perché «la stazione è determinante per il futuro del porto, che altrimenti ha una prospettiva bloccata».
Il presidente spiega che «il Fondo complementare del Pnrr ha delle scadenze e dobbiamo avere garanzia che i soldi ci siano e i tempi di realizzazione siano in linea».
Consalvo fugge da false promesse: «Il problema ora è mantenere il finanziamento».
E in sala fra gli operatori si incrociano sguardi preoccupati.
La seconda deadline è sul segretario generale. «Le feste hanno ritardato un po’ – dice Consalvo – ma sono confidente che entro un mese arriveremo alla nomina: sarebbe utile avere la squadra al completo entro fine febbraio». Fedriga ha assicurato libertà di scelta, per una designazione che spetta al presidente dell’Adsp, ma Consalvo ammette che «è importante avere un confronto anche politico».
Poi però tiene il punto: «Il profilo deve essere quello di una persona complementare a me, che porti avanti un piano in totale sinergia con me: se così non fosse, sarebbe un problema».
Nomi per ora non ne circolano, sia fra gli operatori, che nel chiacchiericcio politico.
Consalvo si gode intanto la buona notizia del ritorno delle navi transoceaniche di Msc: «La rottura tra Msc e Maersk ha creato la grande discesa di questi ultimi sei mesi, ma con la nuova rotta recupereremo parte rilevante di quel -19%. Manca qualcosa, che dovremo inserire, ma con il servizio Dragon riprende l’import dal Far East e nasce un flusso di export verso gli Stati Uniti».
La famiglia Aponte può fare di più? «Devo avere ancora un approccio, ma Trieste è molto interessante per loro: cercheremo di capire che progetti hanno e come l’Autorità può accelerare lo sviluppo per sostenerne le strategie».
Poi lo sguardo va all’autostrada del mare, che macina risultati positivi, ma dove preoccupa lo scontro tra Grimaldi e Dfds: «Abbiamo cose da sistemare tra gli operatori sui ro-ro perché possono incidere sulla capacità e dobbiamo fare in modo che il sistema degli interporti aiuti ad aumentare i volumi».
Sul fronte cantieri, Consalvo snocciola le positività. L’elettrificazione delle banchine «sta andando nei tempi».
All’ex Aquila «si stanno sbloccando i pareri ambientali e i lavori Pnrr sulla banchina procedono».
Sul futuro Molo VIII «l’investimento non è a rischio e i 316 milioni di partenariato pubblico privato sono a disposizione»: difficile tuttavia pensare che Hhla proceda senza la stazione di Servola.
In ambito ferroviario, infine, «ho incontrato Rfi e con gli investimenti già programmati possiamo arrivare a 25 mila treni», ma solo a stazione di Servola realizzata.
Consalvo annuncia nel frattempo la volontà di «lavorare a un masterplan delle infrastrutture ferroviarie del porto, anche per capire se tutta la linea fuori Trieste permetterà di mantenere quella capacità».
Conslavo ha poi mostrato prudenza anche sul tema della riforma dei porti: «Il settore ha bisogno di un intervento, ma non so dare una valutazione, vedremo anche il percorso parlamentare. È un fatto, però, che i concorrenti come Capodistria sono molto più veloci a decidere e che la proiezione marittima dell’Italia la fa la forza di un paese e non quella di un porto. Spero che la riforma risolva le criticità dei singoli porti e garantisca l’autonomia dei territori». Un colpo al cerchio e uno alla botte. —
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