Esercizio provvisorio per le Autorità portuali. Il Mit: «Passaggio tecnico»

Il regime, autorizzato fino al 30 aprile, impedisce la programmazione. Il ministero smentisce il commissariamento in attesa di Porti d’Italia. I timori di uno stop legato alla volontà di accentrare le scelte dopo la riforma

Diego D'Amelio

 

Nervi tesi nei porti italiani, dove l’approccio centralista della riforma Salvini-Rixi preoccupa, al punto che la decisione di mandare le Autorità portuali in esercizio provvisorio viene letta da più parti come la volontà del ministero dei Trasporti di bloccare gli investimenti di rilievo, in attesa che a occuparsene sia direttamente la spa Porti d’Italia, prevista nel disegno di legge appena approvato dal governo. Dal Mit arrivano però secche smentite rispetto a qualsivoglia volontà di commissariamento, ma negli scali si dovrà intanto attendere che il ministero dell’Economia approvi i bilanci di previsione, permettendo di uscire dall’esercizio provvisorio, che per il momento costringe i presidenti a occuparsi solo della gestione ordinaria.

La questione è sollevata dal sito di settore Shipmag, che cita la lettera con cui i 16 presidenti delle Adsp sono stati autorizzati nei giorni scorsi all’esercizio provvisorio del bilancio di previsione fino al 30 aprile. Significa che le Autorità portuali non possono spendere sugli investimenti, perché devono lavorare ogni mese soltanto su un dodicesimo delle risorse a disposizione. Un regime che impedisce la programmazione e al quale, fra gli operatori, vengono date due letture divergenti: mero passaggio formale in attesa dell’imminente via libera del Mef (che avrebbe già dovuto dare il disco verde essendo passati più di 45 giorni dal deposito dei bilanci) o commissariamento di fatto dei neonominati presidenti, per evitare che possano accelerare su grandi opere che passeranno alla competenza di Porti d’Italia dopo la riforma.

È alla prima lettura che si aderisce negli uffici dell’Autorità portuale di Trieste, da dove si fa sapere che la pratica dell’esercizio provvisorio si ripete uguale da diversi anni a questa parte. Il ministero dei Trasporti intanto definisce «lontane dalla realtà e strumentali» le ricostruzioni circolate sulla volontà di impedire la piena operatività delle Adsp. Scrive il Mit: «Non vi è alcun commissariamento, né formale né sostanziale, dei porti italiani. Si tratta esclusivamente di un passaggio tecnico-amministrativo, in linea con quanto previsto dall’ordinamento in mancanza di tutti i pareri di competenza. Parlare di “commissariamento di fatto” significa proporre una interpretazione priva di fondamento, tesa solo a alimentare confusione e allarmismo ingiustificato».

 

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