Brennero verso la paralisi, l’allarme delle imprese

Il 30 maggio dalle 11 alle 19 il tratto di autostrada compreso tra il casello di Schönberg e il Brennero verrà completamente chiuso in entrambe le direzioni di marcia

Giorgio Barbieri

Il Brennero si prepara a vivere una delle giornate più delicate degli ultimi anni. Il blocco totale annunciato per il 30 maggio sul tratto austriaco dell’autostrada rischia infatti di paralizzare il principale corridoio commerciale tra Italia ed Europa, con effetti che potrebbero estendersi ben oltre il confine altoatesino fino a Verona e all’intera dorsale logistica del Nordest.

La protesta è stata promossa dal Comune tirolese di Gries am Brenner e autorizzata dalla magistratura austriaca dopo un lungo contenzioso legale. Dalle 11 alle 19 il tratto dell’A13 compreso tra il casello di Schönberg e il Brennero verrà completamente chiuso in entrambe le direzioni di marcia. Stop dunque sia per i veicoli diretti verso Nord sia per quelli in ingresso in Italia.

Le dimensioni dell’impatto preoccupano imprese, autotrasportatori e istituzioni. Secondo Asfinag, il gestore della rete autostradale austriaca, il blocco potrebbe coinvolgere oltre 35 mila veicoli tra auto e mezzi pesanti. E il tutto avverrà in uno dei weekend più trafficati dell’anno, tra le festività di Pentecoste, Festa della Repubblica e Corpus Domini, mentre in Germania scatteranno contemporaneamente le vacanze nei Länder di Baviera, Baden-Württemberg e Sassonia-Anhalt.

«L’Italia è una grande manifattura europea», ha detto Leopoldo Destro, delegato del presidente di Confindustria per Trasporti e Logistica, «ma la sua posizione geografica la rende inevitabilmente dipendente dai collegamenti attraverso le Alpi per raggiungere il principale mercato di riferimento. Se questo sistema diventa fragile, il rischio è trasformare il Paese in un’isola logistica nel cuore dell’Europa, con conseguenze rilevanti anche per l’economia Ue».

Il timore è dunque quello di code chilometriche lungo tutto il corridoio del Brennero. Le associazioni dell’autotrasporto parlano apertamente del rischio che gli incolonnamenti arrivino fino a Verona e all’interconnessione con l’A4, con pesanti ricadute sulla circolazione delle merci e sul traffico turistico.

A rendere ancora più complessa la situazione ci sono i cantieri presenti lungo l’asse alpino e il divieto introdotto dal primo maggio di utilizzare le strade secondarie per aggirare le code. Una misura che limita drasticamente le alternative per distribuire il traffico e che rischia di trasformare il Brennero in un gigantesco collo di bottiglia.

Le imprese del Nordest osservano la situazione con crescente preoccupazione. Il Brennero rappresenta infatti la principale porta commerciale tra il sistema produttivo italiano e i mercati del Centro-Nord Europa. Migliaia di camion attraversano ogni giorno il valico trasportando componenti industriali, prodotti alimentari e merci destinate all’export.

Confindustria Alto Adige definisce il blocco del 30 maggio un atto di «gravità inaudita» e richiama uno dei principi fondamentali dell’Unione europea: la libera circolazione delle merci e delle persone. Gli industriali contestano soprattutto il sistema di limitazioni introdotto negli anni dall’Austria lungo il corridoio alpino: divieti notturni ai Tir, contingentamenti del traffico pesante, restrizioni settoriali e continui stop alla circolazione. Secondo uno studio presentato da Uniontrasporti durante Transpotec Logitec, la ridotta permeabilità dei valichi alpini rischia di isolare progressivamente l’Italia dal resto d’Europa. L’impatto economico delle chiusure e delle limitazioni viene stimato in circa 1,5 miliardi di euro per il 2026.

Il solo Brennero pesa enormemente su questo conto. Le limitazioni imposte dal Tirolo comporterebbero infatti perdite per circa 370 milioni di euro l’anno per le imprese italiane. Anche sul piano politico il clima è tesissimo. Dubbi sono arrivati persino da Vienna. Il ministro della Mobilità austriaco, Peter Hanke, ha invitato gli organizzatori a riconsiderare la protesta, parlando della necessità di «estrema cautela» vista la sensibilità del corridoio del Brennero..

Intanto però il conto alla rovescia continua. E il Brennero, simbolo storico del collegamento tra Italia ed Europa, rischia di trasformarsi il 30 maggio nell’immagine più evidente della fragilità logistica del Nordest.

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