Zls allargata e fondi europei, patto tra le imprese del Nord
A Torino il primo incontro con gli assessori regionali allo Sviluppo economico e le Confindustrie di Veneto, Piemonte, Lombardia, Liguria e Emilia Romagna. L’obiettivo è elaborare un piano comune sulle politiche industriali per il Nord

Veneto, Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte e Liguria. Sono queste le cinque Regioni che oggi si riuniranno a Torino in quello che vuole essere il primo di una serie di incontri tra rappresentanti delle Regioni e delle Confindustrie territoriali. L’obiettivo di questa sorta di “patto del Nord”, è quello di creare un coordinamento unico per elaborare una piattaforma comune sulle politiche industriali.
«Pensiamo che sia utile e importante per le nostre imprese coordinarsi», spiega Massimo Bitonci, assessore allo Sviluppo economico della Regione Veneto. «Ovviamente ci sono esigenze territoriali differenti, però il Nord è molto uniforme nella propria struttura produttiva».
Sul tavolo, dalle certificazioni, all’accesso ai finanziamenti, all’estensione della Zls. Una serie di proposte da presentare al governo, attualmente al lavoro per la manovra di bilancio, e alla Commissione Europea, per sostenere le imprese del territorio sempre più schiacciate da costi e incertezza.
«Il Veneto conta mezzo milione di imprese attive», aggiunge Bitonci, «con una manifattura che nel secondo trimestre 2026 ha registrato una crescita tendenziale del 3,3%, sostenuta da un tasso di utilizzo degli impianti salito al 72%. A trainare sono proprio le filiere ad alta intensità tecnologica: macchine elettriche ed elettroniche, gomma-plastica e mezzi di trasporto crescono ben oltre la media regionale. È il segno di una regione che sta investendo sull’innovazione e che non intende subire passivamente le grandi trasformazioni industriali in corso».
Uno dei temi sarà il ruolo delle Regioni nella prossima programmazione europea del 2028-2034», sottolinea Bitonci. A livello europeo, infatti, c’era l’ipotesi di una centralizzazione dei fondi di coesione, sul modello del Pnrr. Una proposta alla quale le Regioni si sono fortemente opposte. «Ora si sta cambiando idea e noi discuteremo dell’assetto della programmazione e dei criteri, anche con l’obiettivo di semplificare la rendicontazione dei fondi e arrivare a un testo comune da condividere».
A Torino si parlerà anche di estensione della Zls, o Zona logistica semplificata: un’area geografica, che comprende porti o piattaforme logistiche, e che gode di particolari agevolazioni fiscali e burocratiche. Oggi, in Veneto, esiste già quella tra Venezia e Rovigo. «Noi vogliamo fare massa critica per chiedere l’allargamento a tutta la Regione», spiega l’assessore, «così che con un’autorizzazione unica si possano semplificare tutti gli adempimenti che oggi devono affrontare le imprese».
Sul piatto, ci sarà anche il tema dell’energia e dei cosidetti Ets, ovvero la “tassa” sulle emissioni di anidride carbonica che è stata introdotta a livello europeo, e per la quale da tempo Confindustria si batte per la sospensione.
Per rafforzare la competitività del tessuto economico del Nord, altro punto centrale è quello dell’innovazione. «C’è già una collaborazione stretta tra i cluster innovativi di Lombardia, Piemonte e Liguria», sottolinea Bitonci. «L’obiettivo è mettere a sistema le nostre Reti innovative regionali, che sono 22, con quelle delle altre Regioni e allargare le competenze».
L’idea di fondo del patto, è quella che per salvare la competitività di un territorio che vale metà del Pil italiano, bisogna fare rete. «Ad esempio», conclude l’assessore, «la Lombardia vuole collaborare con il Veneto per quanto riguarda il settore dell’aerospazio, così come noi vogliamo collaborare con loro per quanto riguarda i microchip». L’incontro di oggi è solo l’inizio, il prossimo 23 ottobre se ne terrà un altro a Milano, e poi il giro, in cui verranno presentate le proposte operative, continuerà in tutte le Regioni coinvolte.
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