Webuild accelera su Trevi: acquista il 13,9% e alza l’Opa a 5,165 euro

Con l’operazione da 47 milioni la società sale dal 5% al 18,91% del gruppo di Cesena acquistando quote da Hermes Linder Fund Sicav, Praude Funds Icav e Veniero Holdings Limited

La redazione

Webuild accelera nella partita per Trevi, acquistando in un colpo solo quasi il 14% del capitale, portando al rialzo il prezzo della propria Opa e mettendo in sicurezza una quota rilevante del capitale della società di Cesena. Il gruppo ha raggiunto un accordo per acquistare 9.125.702 azioni Trevi-Finanziaria Industriale, pari al 13,916% del capitale, al prezzo di 5,165 euro per azione, per un controvalore complessivo di 47,13 milioni di euro. Il regolamento dell’operazione, realizzata tramite Intermonte, è previsto per il 7 ottobre: a quel punto Webuild salirà dall’attuale quota prossima al 5% al 18,91% del capitale e dei diritti di voto, con complessive 12.403.382 azioni. L’accordo è stato raggiunto con Praude Asset Management Limited, che agisce in qualità di investment manager e per conto di Hermes Linder Fund Sicav, Praude Funds Icav e Veniero Holdings Limited.

L’effetto più importante dell’operazione riguarda il prezzo dell’Opa lanciata da Webuild su Trevi. L’offerta era stata promossa a 4,50 euro per azione. Avendo ora concordato l’acquisto del nuovo pacchetto a un prezzo superiore, Webuild dovrà riconoscere 5,165 euro per titolo a tutti gli azionisti che aderiranno all’Opa, compresi quelli che vi avessero già aderito. L’aumento è del 14,8% rispetto alla proposta iniziale. Il gruppo predisporrà una nuova scheda di adesione, mentre quelle già sottoscritte rimarranno valide alle nuove e migliori condizioni.

Una volta regolata l’operazione, resteranno oggetto dell’offerta 53.174.834 azioni Trevi. Al nuovo prezzo l’esborso massimo residuo sale a 274,65 milioni di euro. Webuild ha comunicato di avere ottenuto dai finanziatori la disponibilità necessaria alla copertura dell’intero importo, con l’attivazione delle relative linee di credito.

La mossa cambia nuovamente gli equilibri della battaglia apertasi la scorsa estate per il controllo di Trevi. A muoversi per prima era stata Icop, la società friulana specializzata nelle fondazioni e nell’ingegneria del sottosuolo, che il 28 giugno aveva lanciato un’offerta pubblica di scambio totalitaria proponendo 0,133 azioni Icop di nuova emissione per ogni azione Trevi, con l’obiettivo dell’integrazione tra i due gruppi e del delisting della società cesenate.

Il 29 luglio è arrivata la controfferta di Webuild, interamente in contanti a 4,50 euro. Da allora le due operazioni sono diventate concorrenti. Il 25 settembre Icop ha rilanciato aumentando il concambio a 0,165 azioni per ogni Trevi, il 24% in più rispetto alla proposta iniziale. Icop ha quantificato quel rapporto in 5,165 euro per azione Trevi prendendo come riferimento il prezzo del proprio titolo del 26 giugno; utilizzando invece la quotazione del 25 settembre, il valore indicato dalla stessa società scendeva a 5,049 euro. Il corrispettivo resta infatti costituito da azioni e il suo valore può variare fino al regolamento dell’offerta.

Soltanto venerdì Webuild aveva deciso di non inseguire il rilancio, confermando i 4,50 euro cash. Nella stessa occasione aveva però ridotto dal 66,7% al 50% più un’azione la partecipazione minima necessaria perché l’Opa abbia efficacia. Tre giorni dopo arriva la nuova svolta: l’acquisto del 13,916% a 5,165 euro obbliga Webuild ad alzare a quello stesso livello il prezzo per tutti gli aderenti.

Il risultato è che le due offerte presentano ora una cifra nominale di riferimento identica, ma una struttura molto diversa: 5,165 euro in contanti da Webuild contro 0,165 azioni Icop per ogni Trevi, il cui valore dipenderà dalla quotazione del titolo. Sullo sfondo resta anche la diversa impostazione industriale. Icop punta alla combinazione fra due specialisti delle fondazioni; Webuild vuole invece integrare Trevi nella propria piattaforma globale e stima dall’operazione sinergie a regime per 80-90 milioni di Ebitda all’anno.

La contesa resta aperta: i periodi di adesione delle due offerte concorrenti sono allineati e si chiuderanno il 20 novembre. Ma Webuild arriverà alla fase decisiva con quasi un quinto di Trevi già assicurato attraverso l’accordo annunciato oggi e con un’Opa diventata sensibilmente più onerosa e più competitiva rispetto a quella originaria.

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