Superyacht e barche a vela: Marina San Giusto cresce
Posizione centralissima a Trieste e servizio offerto sono le qualità più apprezzate della società che gestisce l’approdo e che ha registrato un fatturato intorno al milione di euro

Un fatturato intorno al milione di euro, settecento imbarcazioni in transito, oltre duecento posti barca, un molo ad uso esclusivo dei Maxy Yacht.
Sono i numeri principali che tracciano il profilo di San Giusto Sea Center, la società che gestisce Marina San Giusto, l’approdo a pochi passi da piazza Unità d’Italia, simbolo della città di Trieste.
La società fondata 35 anni fa come srl, poi trasformata nel 1998 in spa è guidata da Luca Corbella, presidente del cda, mentre il direttore è Fabiano Parrello, il più longevo dipendente, che ha iniziato a lavorare nel Marina venticinque anni fa.
«Il fatturato 2025 – spiega Corbella – è in linea con quello del 2024», che si attestava a 934 mila euro, in crescita dell’8% sul 2023. Il margine di guadagno di 34 mila euro, specifica Corbella, «non è altissimo perché negli ultimi anni abbiamo dovuto fare numerosi interventi di manutenzione straordinaria».
Il quartier generale del Marina è sul Molo Venezia che, insieme alla banchina di riva Nazario Sauro e Molo Pescheria, ospita protetto da una diga 220 posti barca, in parte di proprietà e in parte in affitto.
Possono ospitare natanti tra i nove e i quindici metri, il 10% è dedicato alle imbarcazioni in transito, ai turisti.
Sul lato esterno del Molo Pescheria invece 157 metri lineari sono attrezzati per l’ormeggio di Mega e Maxy Yacht.
Negli anni il più lungo è stato Ulysses, una nave di 117 metri con al seguito un tender di 21 metri.
Nel 2025 sono 15 i giganti del mare, oltre i 26 metri, che hanno scelto di approdare a Marina San Giusto, alcuni come meta turistica, altri come scalo tecnico.
Da aprile si sono susseguiti Fifty, Alessandra, Christopher, Keri Lee III, Espiritu Santo, Lewenslust, Eleni, Yb, Arience, Aim, Okto, Ab Initio, Kaizen, Magic Six.
Ma tra tutti, il più famoso è Arience, 60 metri di proprietà del finanziere statunitense Bill Miller, che per qualche giorno, prima del matrimonio veneziano di Jeff Bezos e Lauren Sanchez, ha soggiornato a Trieste.
Oltre ai super yacht, che generano una media giornaliera di 825 euro l’uno, Marina San Giusto ha concluso la stagione 2025 registrando 700 transiti turistici di barche a vela e motoscafi, numeri non troppo distanti da quelli del 2024.
«Circa la metà – spiega Parrello – sono frequentatori abituali che dopo essere stati una prima volta a Trieste hanno deciso di ritornare. Tra i punti di forza del Marina, oltre alla posizione che permette di raggiungere il centro della città comodamente a piedi in pochi minuti, c’è il servizio di ormeggio offerto, con marinai che assistono gli armatori nelle fasi di arrivo, ormeggio e registrazione».
Come sempre, per il periodo della Barcolana (nelle prime due settimane di ottobre) il Marina è stato sold out.
Oltre a Corbella e Parrello ci sono altri tre dipendenti impiegati tra l’amministrazione e i moli, organico che tra aprile e la fine di ottobre viene implementato di ulteriori tre risorse stagionali.
Guardano al 2026, il direttore anticipa che «l’obiettivo è consolidare quanto abbiamo fatto negli ultimi quattro anni che ha portato a un trend positivo».
Resta ancora però il riserbo assoluto sulla destinazione della struttura alla radice del Molo Pescheria, che fino allo scorso autunno ospitava la gelateria Pinguino.
«Abbiamo vinto il bando del Demanio – spiega Corbella – stiamo lavorando per definire il progetto perché vorremmo attivare questo nuovo servizio già dalla prossima stagione». Quello che è certo, aggiunge, è che «sarà un’attività aperta al pubblico». —
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