La Venezianico dei fratelli Morelli non è più una startup: ricavi a 15 milioni

La griffe di orologi nata nel 2017 accelera il suo percorso di crescita, «Siamo appetibili per collezionisti e appassionati in cerca di orologi che si rifanno all’artigianato, alla cultura, alla storia»

Giovanni Monforte
Da sinistra i fratelli Alessandro e Alberto Morelli
Da sinistra i fratelli Alessandro e Alberto Morelli

Non un semplice accessorio. Ma un prodotto espressione della migliore orologeria italiana, anche di alta fascia.

Orologi che coniugano artigianalità, ricerca estetica radicata nella tradizione veneziana e innovazione tecnica.

È la filosofia alla base di Venezianico, azienda con quartier generale a San Donà di Piave, dove ha aperto un atelier.

Venezianico si è consolidata come una tra le realtà più dinamiche dell’orologeria indipendente.

Ha terminato il 2025 con un fatturato di oltre 15 milioni di euro e una crescita del 35% rispetto ai 10,9 milioni del 2024, esercizio che si era chiuso con un utile netto di 2,4 milioni.

Dati che testimoniano un percorso solido, se si considera che nel 2021, quando era poco più di una startup, l’azienda aveva fatturato 2,7 milioni, riuscendo comunque a chiudere in utile (per 12 mila euro) .

Venezianico nasce dall’amore per l’orologeria dei fratelli Alberto e Alessandro Morelli.

Una passione coltivata fin da studenti. Nel 2017, ancora universitari, i due fratelli hanno avuto l’intuizione di sfruttare il crowdfunding per dare vita a una nuova iniziativa.

Nell’arco di un anno e mezzo, attraverso una piattaforma americana di raccolta fondi, sono riusciti a ottenere circa 800 mila dollari.

Un indicatore di quanto il progetto sia stato subito apprezzato sul mercato.

Da quell’iniziale idea, la crescita è stata continua fino ad arrivare ai numeri attuali: circa 30 mila pezzi prodotti ogni anno, distribuiti in 100 Paesi con 250 concessionari nel mondo.

L’e-commerce pesa per oltre il 70% del fatturato.

Attualmente il team si compone di una ventina di persone. Il 2025 è stato un anno cruciale per il marchio sandonatese, anche sotto il profilo tecnico e progettuale, con la presentazione della seconda versione del prodotto Utopia e il debutto di vari modelli in edizione limitata.

Ma la novità più importante ha riguardato il lancio del primo orologio con movimento proprio di produzione italiana, in collaborazione con Oisa.

«È stata la sfida più ambiziosa che abbiamo affrontato», racconta Alberto Morelli, amministratore delegato di Venezianico,

«Oisa è una manifattura italiana che risale al 1937. Negli ultimi anni è stata rivitalizzata dal nipote del fondatore e ha iniziato a realizzare nuovamente movimenti di precisione in Italia. È un’iniziativa contro ogni tendenza recente che è quella di esternalizzare queste attività in Svizzera, Giappone e Cina, i principali distretti manifatturieri dei movimenti meccanici per orologi. Questa scelta romantica e rischiosa ha catturato la nostra attenzione. Con Oisa abbiamo portato avanti lo sviluppo di un calibro interamente Made in Italy, un movimento meccanico realizzato in cui sono prodotti qui anche i componenti».

Nel mercato dell’orologeria, un peso enorme è concentrato sui grandi marchi, quali Rolex, Audemars Piguet e Cartier.

Ma oggi i collezionisti e i nuovi appassionati guardano con maggiore attenzione all’orologeria indipendente.

«Cercano una buona qualità costruttiva, un design distintivo e un movimento meccanico, senza batterie e componenti elettroniche», aggiunge Alberto.

«Siamo appetibili per queste persone perché Venezianico, rispetto al resto del mercato, parla una lingua diversa che si rifà all’artigianato italiano, all’arte, alla storia e alla cultura».

Venezianico conta una community su Facebook con oltre 30 mila membri. «Nulla di tutto questo», conclude Morelli, «sarebbe stato possibile senza il supporto della nostra community di appassionati, che con le loro osservazioni e suggerimenti ci aiutano costantemente a fare meglio». —

Riproduzione riservata © il Nord Est