Revo ora fa gola alle big: Vittoria Assicurazioni in pista per il 20%

L’ad di Revo, Alberto Minali, ha commentato «sono contento quando c'è un investitore» di «grande qualità» come Vittoria

La redazione

Corre la veronese Revo a Piazza Affari in scia alle indiscrezioni di stampa secondo cui Vittoria Assicurazioni, già azionista con il 7,7% del capitale, avrebbe chiesto all'Ivass di salire fino al 20% della insurtech fondata e guidata da Alberto Minali, già direttore generali del gruppo Generali e amministratore delegato di Cattolica Assicurazioni, alla quale starebbero guardando anche altri gruppi assicurativi. Il titolo Revo, che capitalizza circa 570 milioni, ieri ha guadagnato il 6,84%, a 20 euro, ai massimi dal debutto in Borsa, nel maggio 2021.

«Ad oggi l'investimento di Vittoria in Revo è stato pressoché esclusivamente di natura finanziaria» mentre «sarà da valutare se un aumento della partecipazione possa essere associato anche ad accordi di natura industriale», scrivono gli analisti di Equita, secondo cui Revo, «per posizionamento competitivo e business model», rappresenta «un unicum nel panorama assicurativo domestico» e può «quindi risultare un potenziale target anche in ottica M&A».

Revo, ricordano, tratta ad oggi con un rapporto tra prezzo delle azioni e stima degli utili al 2027 pari a 12,2 volte «sostanzialmente allineata alla media» del settore assicurativo danni ma promette «una crescita degli utili attesi significativamente superiore», con un Cagr 2024-2027 (tasso di crescita annuale composto) del 19% contro una media settoriale in area 10%. «La conferma dell'indiscrezione su Vittoria incrementerebbe l'appeal speculativo del titolo».

L'amministratore delegato di Revo, Alberto Minali, valuta con favore la voci di una richiesta di Vittoria Assicurazioni all'Ivass di salire nel capitale della sua insurtech. «L'ho appreso anch'io dalla stampa e non ho ancora fatto una verifica», ha detto ieri all’Ansa, ma «sono contento quando c'è un investitore» di «grande qualità» come Vittoria «che vuole aumentare la propria esposizione al nostro capitale perché è un segno estrema fiducia. Chiunque voglia salire nel nostro capitale ed è di qualità come Vittoria va bene, perché dà stabilità all'azionariato, mette un po' di luce sul titolo, dà un segnale di fiducia nel management e nel lavoro che stiamo facendo».

Per Minali è però «prematuro» ipotizzare sviluppi industriali come pure «fare ipotesi di aggregazioni che non sono all'ordine del giorno»: «Con Vittoria - spiega - non abbiamo rapporti commerciali, in questo momento siamo completamente separati». In ogni caso «la domanda va posta a loro» e comunque «meglio aspettare che l'Ivass conceda l'autorizzazione, che credo le concederà vista la qualità dell'interlocutore».

Quanto alle voci di avances di gruppi come Allianz ed Axa «nessuno mi ha mai contattato» ma «credo che su Revo ci sia un interesse perché è un unicum nel mercato assicurativo italiano. Siccome siamo una compagnia dedicata alla piccola e media impresa e molto specializzata è evidente che chi vuole completare la gamma di servizi può guardare a Revo come a un partner o a qualcosa da acquisire, questo è nelle carte, ma allo stato attuale non esiste nulla di cui io sia a conoscenza», aggiunge Minali. Quindi Revo resta focalizzata sul piano stand alone al 2028: «Il 2025 – conclude l’amministratore delegato – lo chiuderemo molto bene, siamo a target con i numeri, con premi intorno ai 400 milioni e 27-28 milioni di utile». —

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