Rana cresce negli Usa: al via la terza fabbrica
Investiti oltre 50 milioni nel nuovo stabilimento di Bartlett vicino Chicago. I ricavi negli Stati Uniti hanno raggiunto quota 800 milioni di dollari. Il gruppo raggiunge oggi 70 Paesi e fattura nel mondo 1,3 miliardi di euro

Gianluca Rana, amministratore delegato dell’omonimo gruppo alimentare, è felice dell’investimento negli Stati Uniti e dei risultati che ha portato. «Abbiamo iniziato con l’attività commerciale nel 2012, poi è arrivato uno stabilimento e poi altri ancora. Oggi gli USA significano ben 800 milioni di dollari di fatturato per il Gruppo e non intendiamo fermarci».
Rana parla di fronte ad una platea di piccoli imprenditori di Confindustria Verona, sul tema “Imprese senza confini” e certamente è un buon esempio di qualcuno che, iniziando il suo percorso lavorativo a San Giovanni Lupatoto, è andato alla conquista del mondo. Oggi Rana è presente in 70 Paesi, con gli Stati Uniti a rappresentare il suo secondo mercato, ha 4000 collaboratori nel mondo e 1,3 miliardi di euro di fatturato.
Così, oggi sessantenne, racconta volentieri degli inizi della carriera. «Era il 1986 e il Pastificio Rana era una piccola realtà artigianale, con sette prodotti distribuiti solo in Italia, trentacinque dipendenti e un fatturato di trenta miliardi di lire. La mattina la passavo a cercare di organizzare la produzione e il pomeriggio mi dedicavo alla consegna dei tortellini nella zona del Lago di Garda con il furgone 238 Fiat. Cercavo di battere sul tempo la concorrenza anticipando le forniture. Una scuola che mi è servita molto per capire il mercato».
E così sono arrivati prima lo sviluppo a livello nazionale, gli investimenti nelle fabbriche e in pubblicità, poi in tutta Europa e quindi negli Stati Uniti. «Più mercati di sbocco consentono di resistere di fronte ai mari agitati che prima o poi arrivano, creano un bilanciamento tra crescite e decrescite e garantiscono innovazione e diversificazione».
Negli Stati Uniti Rana è convinto di aver “comprato casa”, nel senso di aver capito dinamiche di consumo e tendenze alimentari del Paese. «Ho passato intere giornate – racconta – nei punti vendita degli Stati Uniti, guardando le persone che facevano acquisti, e vivere il mercato mi ha dato una prospettiva ed una flessibilità uniche». Come quella volta in cui ad una Fiera è passata l’occasione della vita, una catena alimentare americana allo stand gli chiede se produce pesto. Rana non aveva ancora nemmeno uno stabilimento di tortellini, ma risponde di si e si mette al lavoro per dare una risposta al cliente. «In breve tempo abbiamo realizzato la linea produttiva e comprato ottimo basilico italiano, ma quando saremmo stati pronti a partire mancavano ancora le connessioni elettriche. E così, grazie ad un’intuizione, abbiamo prodotto il primo pesto alla genovese sotto il tendone del Cirque du Soleil, grazie alle caldaie e ai sistemi di elettrificazione del circo».
Insomma, grazie a creatività ed affidabilità, è iniziata un’avventura che oggi è ben radicata a Bartlett, nei pressi di Chicago, con il terzo stabilimento in arrivo, che ha comportato nell’ultimo bilancio un investimento di oltre 50 milioni. Rana è anche colpito dalla snellezza della burocrazia statunitense rispetto a quella italiana. «Avevamo la necessità di ampliare un capannone e in sette mesi abbiamo avuto l’autorizzazione. Quello stesso tipo di via libera a San Giovanni Lupatoto lo abbiamo ottenuto in sette anni». Idem per l’ampliamento del Centro Ricerche chiesto al Sindaco di Bartlett, che comportava un aumento di superficie a 5000 metri quadri. «Non ti preoccupare – mi ha detto il Sindaco – possiamo anche spostare più in là la strada se è necessario. E così è stato».
Ultimo tema affrontato è stato quello dell’innovazione. «Noi abbiamo la necessità e l’obiettivo di capire in anticipo i bisogni del consumatore e inventare o adattare i prodotti al mercato. Con il nostro centro ricerche, per esempio, studiamo come modificare i piatti pronti per una parte dei consumatori statunitensi. Ormai lì c’è un 20% di persone sotto trattamento medico per l’obesità, che richiede di privilegiare le proteine e limitare i cibi grassi». Ma l’orizzonte mondiale di Rana non si limita alla crescita negli USA, dal momento che tra i mercati che stanno dando ottimi riscontri ci sono Australia, Nuova Zelanda e Brasile.
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