Midsea investe sulla ferrovia. «Migliora l’offerta logistica»

Testato al porto di Monfalcone il nuovo tratto del binario 6 adiacente al terminal della società. Il progetto si inserisce nel piano di potenziamento avviato dall’Adsp che vale 2,5 milioni di euro

Giorgia Pacino

Dalla nave al treno. Si è conclusa con successo la prima operazione di test al nuovo scalo ferroviario inaugurato da Midsea al porto di Monfalcone. L’investimento, realizzato in stretta collaborazione con l'Autorità di sistema portuale, ha permesso la creazione di una nuova linea ferroviaria che consentirà di migliorare l’efficienza logistica dello scalo e di caricare direttamente su ferro le materie prime scaricate dalla società attiva in tutti i porti del Friuli Venezia Giulia.

Il test di prova del binario si è svolto venerdì, ma bisognerà aspettare la fine del mese di marzo, con la conclusione di consegne e collaudi, per l’attivazione ufficiale dello scalo. L’investimento di Midsea, nell’ordine di circa 600-700 mila euro, si inserisce nel più ampio progetto di rinnovamento e potenziamento dell’infrastruttura ferroviaria del porto di Monfalcone, con l'automazione e remotizzazione del varco 2 e l’allungamento del binario 5, avviato dall’Autorità di sistema portuale.

Un investimento di circa 2,5 milioni a carico dell’Adsp, la cui conclusione è prevista per metà maggio, che ha già portato dei risultati, vista la crescita del traffico ferroviario registrata dallo scalo isontino nel 2025: secondo uno studio di Federmerci su dati Rfi, si è passati dai 1.848 treni del 2024 ai 2.239 dello scorso anno, con un aumento del 21%.

«L’Autorità di sistema sta conducendo dei lavori di riammodernamento dell’armamento ferroviario sul varco 2 del porto di Monfalcone. In questo contesto ci siamo inseriti con il nostro progetto di allungamento del binario numero 6 adiacente al terminal Midsea. Avere un binario interamente dedicato ci consente un miglioramento importante dell’offerta logistica per i nostri clienti», spiega Andrea Valentinuzzi, amministratore delegato di Midsea.

La società, che nel 2024 ha registrato un fatturato di 5,7 milioni, opera direttamente al Porto di Monfalcone e tramite le società partecipate Seaway, Gruppo servizi Trieste (Gst), Terminal Porto Nogaro (Tpn) e Ferest Shipping al Porto di Trieste e a Porto Nogaro. Ogni anno movimenta 2,2 milioni di tonnellate di rinfuse, semilavorati siderurgici e merce varia.

Ancora per qualche tempo parte del gruppo friulano Midolini, a dicembre è stata ceduta al fondo Equiter Infrastructure II, gestito dalla società di gestione del risparmio Equiter. Un’operazione da 32,35 milioni di euro il cui closing, come confermato dall’ad di Midolini Group Giacomo Pittini, è previsto «tra qualche settimana», comunque entro il primo semestre dell’anno.

L’imminenza del passaggio di proprietà non ha fatto però venir meno gli impegni presi sul fronte degli investimenti. «Il tratto di ferrovia in questione era inutilizzato da anni. Con questo investimento lo abbiamo reso operativo: al termine delle opere avremo un binario di 600 metri che ci permetterà di effettuare operazioni di carico e scarico delle materie prime che trattiamo, ovvero prodotti siderurgici alla rinfusa, coils e rottami di ferro destinati alle principali acciaierie del Friuli Venezia Giulia e anche della zona di Cremona», prosegue Valentinuzzi.

E proprio quest’ultima sarà la destinazione del primo carico avviato direttamente su ferro da Midsea: venerdì sono infatti iniziate le operazioni di sbarco di una nave da 35 mila tonnellate di rottami ferrosi provenienti dagli Stati Uniti e destinati alle Acciaierie Arvedi di Cremona. «Sbarcheremo questa nave con l’intento di inoltrare tutto via treno utilizzando il nuovo binario», aggiunge l’ad.

L’investimento va letto anche in un’ottica di sostenibilità, per rispondere alle crescenti richieste dei clienti. «Con l’avvento del Green Deal e l’adozione da parte di tante grandi aziende dei bilanci di sostenibilità, è cresciuta l’attenzione a questo aspetto. Il passaggio diretto dalla nave alla ferrovia, escludendo l’utilizzo di camion, contribuisce all’abbattimento delle quote di CO2 ed è perciò sempre più apprezzato dai clienti», conclude Valentinuzzi.

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