Martina: in edilizia pesa la carenza di addetti

La presidente dell’Ance Udine in vista dell’assemblea di giovedì: la crescita del settore, seppur limitata, continuerà anche quest’anno, nonostante il clima di incertezza stia frenando gli investimenti più rilevanti

Maurizio Cescon
La presidente di Ance Udine, Angela Martina
La presidente di Ance Udine, Angela Martina

«Abbiamo raggiunto la linea piatta, dopo anni di boom. Ma la crescita, seppur limitata, ci sarà anche quest’anno».

Angela Martina è la presidente di Ance Udine e, nella sua relazione durante l’assemblea di domani, farà il punto sul settore, che in Friuli Venezia Giulia conta oltre 10.500 imprese attive, circa 35 mila lavoratori e vale il 10% del Prodotto interno regionale.

Presidente Martina, gli anni di crescita con Superbonus e Pnrr sono irripetibili?

«È vero i bonus edilizi sono finiti o quasi, il Pnrr è in fase di esaurimento. In realtà le previsioni concordano nel dire che ci sarà ancora una piccola crescita, molto limitata per le costruzioni, perché gli investimenti in edilizia saranno complessivamente inferiori all’1%».

Il clima di incertezza geopolitica non aiuta chi vuole investire nel mattone...

«In questo momento di difficoltà socio politica ed economica tutto rallenta, i grandi investimenti dei privati sono frenati. Con i rincari in vista, dai carburanti alla logistica, alle materie prime, non si sa quanto costerà davvero costruire una casa o realizzare un manufatto. Quindi tutti stanno fermi, in attesa di certezze».

Comuni, Regioni, Stato, Ue possono essere un’alternativa alla cautela dei gruppi privati?

«Confidiamo che gli investimenti pubblici, in qualche modo, ci saranno. Penso a investimenti in infrastrutture e nel piano casa che è fondamentale perché le persone, soprattutto i giovani, abbiano la possibilità di acquistare un’abitazione. L’housing ha valenza sociale, dobbiamo rispondere all’esigenza abitativa, in particolare delle fasce cosiddette grigie della popolazione, coloro che hanno difficoltà ad accedere al credito per il mutuo. Ed è necessaria una programmazione a lungo termine».

In regione più di 35 mila addetti, ma c’è il tema del ricambio generazionale. Come si risolve?

«La mancanza di manodopera è un grave problema. Le imprese sono in difficoltà, tanti tecnici e operai sono prossimi alla pensione. Già oggi il 13% dei dipendenti di imprese edili ha più di 60 anni e di questi una buona parte ne ha più di 65. Il tema del ricambio è molto sentito, purtroppo siamo in crisi anche per il fatto che negli atenei ci sono pochissimi iscritti alle facoltà di ingegneria civile e di architettura. Dobbiamo trovare soluzioni assieme alle istituzioni, il settore è presente e vuole fare la sua parte».

Ance comunque gode di buona salute, nonostante le difficoltà contingenti...

«Negli ultimi anni abbiamo registrato un incremento significativo delle imprese associate ad Ance Udine, un segnale concreto della vitalità del comparto e della crescente volontà delle imprese di fare rete, condividere competenze e affrontare insieme le sfide del futuro».

Avete intitolato l’assemblea di domani “Oltre i confini”. A cosa si riferisce?

«Con questa assemblea vogliamo proporre una riflessione sul tema dei confini, non come limite, ma come opportunità: per il nostro territorio, per il sistema delle imprese e per un settore, come quello delle costruzioni, chiamato oggi a interpretare il cambiamento con responsabilità e visione. Il comparto genera un impatto significativo non solo in termini di valore aggiunto, ma anche di occupazione, con decine di migliaia di addetti coinvolti lungo tutta la filiera, dalle imprese edili all’impiantistica, fino ai servizi collegati». —

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