Leonardo Maria Del Vecchio sulle quote in Delfin: «Vicini a concordare un prezzo»
Il figlio del fondatore di EssilorLuxottica Leonardo Del Vecchio lo ha detto in un’intervista al Financial Times a proposito della trattativa per l’acquisto delle quote di due fratelli nella holding di famiglia Delfin

Leonardo Maria Del Vecchio, figlio del fondatore di EssilorLuxottica Leonardo Del Vecchio, afferma di essere vicino a un accordo per acquistare le quote di due fratelli nella holding di famiglia Delfin. Lo afferma in un'intervista al Financial Times. L'operazione, ricorda il quotidiano, metterebbe fine a una lunga disputa ereditaria e rafforzerebbe la sua influenza nel capitalismo italiano.
«Siamo vicini a concordare un prezzo» ha dichiarato Del Vecchio al quotidiano britannico, spiegando di essere disposto a comprare le quote dei fratelli «per diventare il principale azionista di Delfin, chiudere le questioni ancora aperte sull'eredità di mio padre ed eseguire la sua volontà, incarnata da ciò che sta facendo Francesco Milleri».
Dopo la morte di Leonardo Del Vecchio nel 2022, afferma Ft, in scia alle tensioni tra eredi Delfin ha fermato la distribuzione dei dividendi e alcune decisioni strategiche. Nel testamento l'imprenditore aveva diviso la proprietà di Delfin tra i sei figli e la vedova Nicoletta Zampillo, alla quale è andata la quota maggiore, prevedendo anche pagamenti per il suo storico collaboratore Milleri, amministratore delegato sia di Delfin e sia di EssilorLuxottica.
Del Vecchio jr. ha spiegato al Financial Times di essere in trattativa per triplicare la propria quota fino al 37,5% di Delfin, diventando così il maggiore azionista della holding.
L'operazione sarebbe strutturata come un leveraged buyout sostenuto da un pool di banche. «EssilorLuxottica è il nostro gioiello della corona e non vogliamo mai essere diluiti: Delfin deve avere cassa per finanziare un aumento di capitale un giorno, se necessario» ha detto Del Vecchio, aggiungendo che il debito dell'operazione sarebbe ripagato con i dividendi.
Il trentenne ha indicato in oltre 7 miliardi di euro le riserve potenzialmente distribuibili come dividendo straordinario e ha evocato una futura politica di dividendi superiore a un miliardo l'anno.
I fratelli Luca e Paola Del Vecchio, che stanno valutando la vendita delle loro quote del 12,5% ciascuno, hanno chiesto a un tribunale del Lussemburgo di fissare un prezzo per il trasferimento delle partecipazioni. Del Vecchio ha detto di essere disposto ad attendere la decisione del tribunale o a raggiungere prima un accordo con loro. «Non intendo fare una mossa di potere, voglio ricostruire la fiducia dopo quattro anni di dispute» ha affermato.
L'operazione, ricorda il quotidiano, metterebbe fine a una lunga disputa ereditaria e rafforzerebbe la sua influenza nel capitalismo italiano.
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