Fondi per le Pmi, 18 mila euro per i progetti fra Italia e Croazia

L’Università di Trieste presenta il programma Interreg per le partnership nell’economia del mare

Giulia Basso
Donata Vianelli, rettrice UniTs
Donata Vianelli, rettrice UniTs

Dalla cantieristica alla pesca, 18 mila euro per innovare. Ma c'è un vincolo: devi trovare un partner dall'altra parte dell'Adriatico. È la scommessa di Leap To Blue, il progetto Interreg Italia-Croazia da 6,1 milioni di euro presentato ieri all’Università di Trieste, che punta a sostenere le Pmi dell'economia del mare nella doppia transizione verde e digitale.

Del budget complessivo, quasi tre milioni sono destinati a voucher: 162 servizi da 18 mila euro ciascuno, assegnati solo a coppie di imprese, una italiana e una croata, per costruire 81 partnership transfrontaliere. «È un progetto fortemente legato alle piccole e medie imprese e alle competenze – spiega la rettrice Donata Vianelli –, in cui le capacità formative dell'università sono fondamentali. Persegue obiettivi di internazionalizzazione, ma il suo successo dipenderà dal dialogo con il territorio».

L’Università di Trieste partecipa attraverso il Dipartimento di Scienze economiche, aziendali, matematiche e statistiche (Deams) con un budget di 950 mila euro, di cui oltre 400 mila destinati a percorsi formativi. Il partenariato è guidato dall’Università di Zara e include Unioncamere Veneto, la Camera di Commercio Croata, Arti Puglia e l’Università di Zagabria. Durata: tre anni fino a giugno 2028.

«Leap to Blue è uno dei sei progetti finanziati dal programma Interreg Italia-Croazia definiti Osi, operazioni di importanza strategica – precisa Rubina Romanello, responsabile scientifica per l'ateneo triestino –, considerati tali per la dimensione del finanziamento, per la natura innovativa e perché si tratta di progetti di cooperazione complessi».

Il cuore dell'iniziativa è un catalogo di servizi articolato su tre pilastri: formazione e potenziamento delle competenze, gestito dalle università di Trieste e Zara; internazionalizzazione, curato da Unioncamere Veneto e Camera di Commercio Croata; innovazione e trasferimento tecnologico, presidiato da Arti Puglia.
Ma cosa possono fare concretamente le aziende con questi 18 mila euro? Gli esempi spaziano dalla formazione sull’adozione di tecnologie avanzate e Industria 4.0 alla sicurezza informatica, dalla sostenibilità alle tecniche di vendita nel trasporto marittimo. E il catalogo resta aperto: le imprese possono proporre integrazioni in base alle proprie esigenze.

«Auspichiamo nelle prossime settimane di ottenere da potenziali fornitori ulteriori offerte che possano interessare Pmi italiane e croate», sottolinea il prorettore Guido Bortoluzzi. Le aziende beneficiarie dovranno operare nell’economia del mare e avere sede nelle 25 province italiane adriatiche dell'area Interreg (da Udine a Lecce, con l’intera regione del Fvg coinvolta) o nelle 8 contee croate che si affacciano sull’Adriatico.

I voucher saranno distribuiti attraverso due bandi, nell’autunno 2026 e nell’estate 2027. Per facilitare gli abbinamenti transfrontalieri, il progetto organizzerà eventi di incontro tra imprese con interessi complementari. Nel pomeriggio di ieri l'ateneo ha ospitato un primo workshop regionale per presentare l’opportunità alle Pmi locali e raccogliere feedback sul catalogo.

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