Fincantieri, 500 milioni di nuovo capitale per aprirsi al mercato
Il gruppo navalmeccanico triestino dopo l’operazione lampo riservata agli investitori istituzionali vede scendere il peso dell'azionista di riferimento Cdp Equity che passa dal 70,67% al 64,25%

Un aumento di capitale nella misura del 10% con l’obiettivo di aprire il capitale al mercato. È la scelta fatta da Fincantieri, che ha condotto in porto l’operazione nell’arco di 90 minuti attraverso una procedura di accelerated bookbuilding (Abb) riservata a investitori qualificati e istituzionali, senza diritto di opzione per i soci preesistenti.
Secondo quanto è stato possibile ricostruire, la domanda è stata nove volte superiore all’offerta, che sfiorava i 500 milioni di euro, a testimoniare il successo del collocamento. All’esito di questa richiesta, il prezzo di emissione delle azioni all’esito del collocamento è stato fissato in 15,32 euro per azione. Il collocamento è stato affidato a Bnp Paribas, Jefferies e Mediobanca - Banca di Credito Finanziario. Entrando nei dettagli dell’operazione, la società ha disposto l’emissione di 3,258 milioni di azioni a valore nominale e 495,99 milioni a titolo di sovrapprezzo.
A valle delle sottoscrizioni, cala il peso dell'azionista di riferimento, Cdp Equity, che passa dal 70,67% al 64,25%. Non tantissimo, ma un segnale chiaro di apertura del capitale al mercato. Secondo la chiave di lettura più gettonata tra gli analisti, il cda ha scelto questa strada per allargare la base azionaria senza passare da una vendita diretta di quote da parte di Cdp, che avrebbe potuto essere interpretata negativamente in una fase di rilancio societario.
Il rafforzamento patrimoniale consente alla compagnia triestina di «accrescere ulteriormente la propria flessibilità finanziaria e di assicurare opzionalità e rapidità nell’implementazione della propria strategia e del piano industriale», secondo quanto dichiarato dalla società. Che precisa anche come l’aumento consenta di incrementare il flottante del titolo sul mercato, che arriva a circa il 36% del capitale.
Proprio l’incremento della carta in circolazione sul mercato spiega il calo del titolo in Borsa, che ha chiuso la seduta di ieri a 14,52 euro, in ribasso dell’11,84% rispetto alla vigilia. Ma va anche ricordato che Fincantieri ha sostanzialmente raddoppiato il proprio valore nel corso dell’ultimo anno, quindi verosimilmente è stata anche l’occasione per passare alla cassa.
Alla luce dell’operazione, Banca Akros ha ridotto da 19 a 18,7 euro il prezzo obiettivo sul titolo, che sta comunque a indicare un potenziale di rivalutazione di circa un quarto. Tanto che la raccomandazione resta “buy”, cioè acquistare nella prospettiva di una performance positiva nei mesi a venire.
Si è tratto del secondo aumento di capitale sotto la gestione di Pierroberto Folgiero. Il primo fu deciso per rilevare la Wass, in vista di un forte impegno del gruppo nel comparto della subacquea e della cybersicurezza. La decisione arriva a pochi giorni dall’approvazione del nuovo piano industriale, che punta a un raddoppio dei ricavi da 9 a 18 miliardi di euro in dieci anni, con un crescente focus sulla difesa.
L’esercizio 2025 si è chiuso con un utile netto di 110 milioni e un rapporto tra posizione finanziaria netta e Ebitda in discesa al 2,8. Intanto gli ordini acquisiti hanno raggiunto la cifra record di 60 miliardi. Fissati anche gli obiettivi di medio periodo. Con altri 50 miliardi di ordini, nel 2030 il fatturato salirà a 12,5 miliardi, l’Ebitda a 1,25 miliardi e l’utile netto toccherà i 500 milioni.
Restando a Fincantieri, sempre ieri si è appreso che la Marina Militare americana ha deciso di accelerare sul rinnovamento della flotta anfibia, pubblicando una request for proposal per selezionare un vessel construction manager (Vcm), ovvero un responsabile per la costruzione navi, chiamato a guidare il programma Medium Landing Ship (Lsm), con aggiudicazione attesa a metà 2026.
Il programma è progettato per massimizzare le pratiche commerciali in modo da accelerare le consegne, migliorare il controllo dei costi ed espandere la base industriale cantieristica statunitense. Si tratta del processo di costruzione di una flotta di 35 unità, di cui quattro spetteranno a Fincantieri.
Nel dettaglio, la Marina Militare affiderà al Vcm la gestione della costruzione delle Lsm presso due cantieri navali: Bollinger Shipyards e Fincantieri Marinette Marine. Bollinger Shipyards si è aggiudicata un contratto per supportare l'approvvigionamento delle Lsm con tempi di consegna lunghi e guidare le attività di progettazione ingegneristica navale a settembre 2025; Fincantieri eseguirà i lavori Lsm per la costruzione di quattro navi.
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