Esportazioni stabili in provincia di Udine nel 2025
L’analisi dell’ufficio studi di Confindustria Udine. Il presidente Luigino Pozzo: l’evoluzione del quadro macroeconomico appare strettamente dipendente dalla durata e dall’intensità delle tensioni geopolitiche, nonché da eventuali interruzioni delle infrastrutture energetiche e delle principali rotte commerciali

Nel 2025 le esportazioni della provincia di Udine si sono mantenute sostanzialmente stabili rispetto all’anno precedente, attestandosi a quota 7,14 miliardi di euro.
Sul piano settoriale, l’analisi realizzata dall’Ufficio Studi di Confindustria Udine su dati Istat evidenzia un quadro eterogeneo.
Tra i contributi positivi si distinguono i prodotti alimentari, in crescita del +6,2% (da 406,7 a 431,9 milioni di euro), e soprattutto le apparecchiature elettriche, che registrano un balzo del +28,2% (da 329,6 a 422,4 milioni).
Segno più anche per gli articoli in gomma e materie plastiche (+1,8%, da 329,9 a 336 milioni).
Permangono tuttavia segnali di debolezza in comparti chiave del manifatturiero locale: la metallurgia cala del -4,1% (da 1.899,4 a 1.822,1 milioni), i macchinari del -2,1% (da 1.645,6 a 1.610,6 milioni), i mobili del -6,5% (da 437 a 408,8 milioni).
In flessione anche i prodotti in metallo (-3,1%), mentre i chimici segnano una sostanziale stagnazione (+0,9%) dopo la forte crescita del 2024.
Nel complesso emerge una fase di riassestamento, con comparti più dinamici che compensano la contrazione di settori tradizionalmente trainanti.
Sul fronte geografico, la Germania si conferma primo mercato di destinazione con esportazioni in crescita del +3,3%, in netta contrazione invece gli Stati Uniti (-17%).
«In tale contesto – commenta il presidente di Confindustria Udine, Luigino Pozzo – l’evoluzione del quadro macroeconomico appare strettamente dipendente dalla durata e dall’intensità delle tensioni geopolitiche, nonché da eventuali interruzioni delle infrastrutture energetiche e delle principali rotte commerciali. Le stime per quest’anno si attestano al momento su una crescita del Pil di mezzo punto percentuale e ci attendiamo un importante recupero dell’economia per l’anno prossimo, trainato auspicabilmente dalla cessazione dei conflitti in atto». —
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