Epta compra l’austriaca Hauser

L’operazione lancia il gruppo attivo nella refrigerazione a 2 miliardi di ricavi: «Vogliamo essere un campione europeo, la nostra crescita accelera»

Riccardo Sandre
Il reparto porte dello stabilimento di Epta a Limana, nel Bellunese
Il reparto porte dello stabilimento di Epta a Limana, nel Bellunese

«Le aggregazioni fanno bene non solo alle aziende ma anche alla competitività dei settori in cui avvengono».

A dirlo è l’Ad del Gruppo Epta Marco Nocivelli, protagonista ieri del closing dell’acquisizione del gruppo austriaco Hauser attivo, come Epta, nel settore dei sistemi di refrigerazione commerciale.

L’operazione vedrà il gruppo, che sul territorio veneto conta su due stabilimenti (La Costan di Limana nel Bellunese e la Eurocryor di Solesino), raggiungere un fatturato consolidato pro-forma di oltre 2 miliardi di euro nel 2026, tra i più di 1,6 miliardi realizzati da Epta e i 410 milioni di Hauser.

A seguito del completamento della transazione, avvenuta attraverso un conferimento delle azioni di Hauser in Epta, gli attuali azionisti del gruppo (le famiglie Nocivelli e, in parte minore, Triglio-Godino sono già state protagoniste di un’operazione simile con l’acquisizione da parte di Epta di Iarp nel 2013) detengono circa l’86% dell’entità combinata, mentre la fondazione proprietaria di Hauser detiene circa il 14% di un gruppo che impiega oltre 10 mila addetti.

Il gruppo Epta conta ora su 11 stabilimenti, in Europa e negli Usa, e vanta quote di mercato in Europa pari a circa il 14-15% del totale del settore.

Questo grazie ad un fatturato che, pure molto esposto sul segmento retail-Gdo e Horeca (rispettivamente il 70% e il 10%), conta anche sul peso rilevante del segmento dei servizi post vendita (20%) grazie a un sistema di rilevamento da remoto dei dati di performance dei prodotti che arriva a garantire ai clienti risparmi in termini di energia fino anche al 20%.

Un gruppo, Epta ha una forte presenza sui mercati internazionali: principalmente nell’area dell’Europa, degli Stati Uniti e dell’Asia e con l’Italia che vale “solo” 200 milioni circa di fatturato su di un totale, pre-acquisizione di Hauser, per l’appunto di oltre 1,6 miliardi.

«Proprio il nostro posizionamento e quello di Hauser, che conosciamo da molti anni come un’azienda che condivide gli stessi nostri valori ed è molto complementare alle nostre attività», spiega Nocivelli, «ci ha attirato le attenzioni della Commissione Europea che ha analizzato a fondo non solo la nostra operazione ma anche le potenzialità di questa sui mercati della Ue. È stata una partita difficile anche dal punto di vista burocratico e giuridico ma ne siamo usciti con la conferma di poter avere degli ulteriori ampi margini di crescita. La stessa Ue ci ha confermato che le potenzialità di questa aggregazione possono offrire una crescita potenziale delle nostre quote di mercato pari al doppio di quanto non siano ora».

E se l’obiettivo del gruppo è quello di raggiunge, in tempi relativamente brevi, un incremento della quota di fatturato legata ai servizi post vendita, uno dei fiori all’occhiello tecnologici (dall’attuale 20 al 30%), l’obiettivo aspirazionale di medio lungo periodo è quello di raddoppiare il fatturato aggregato del gruppo fino ad arrivare alla soglia dei 4 miliardi di euro.

«In Europa si inizia a ragionare sul ruolo di quelle aziende campione che possono fare la differenza nel proprio settore e che crescendo possano assicurare al vecchio continente posizioni preminenti nel mondo a livello tecnologico e di mercato», continua l’Ad di Epta.

«L’obiettivo di questa operazione è proprio questo, quello di avvicinarsi ad essere per lo meno un campione regionale per poi puntare con sicurezza su mercati presidiati da aziende magari anche dieci volte più grandi come nel caso degli Stati Uniti ma che comunque lasciano ampi margini di crescita sia in termini di tecnologia che di sviluppo commerciale. Per ritagliarci un ruolo da leader però, non solo negli Usa ma anche in India e più in generale in Oriente, la crescita è necessaria e strategica. Una crescita organica e per linee esterne che non esclude un mercato italiano presidiato da realtà molto solide».

Un mercato quello italiano, e del Nord Est che, per Nocivelli, non può che guadagnare da eventuali aggregazioni.

«La Costan di Limana nel Bellunese e la Eurocryor di Solesino» conclude l’Ad di Epta «hanno già ottenuto vantaggi in termini di crescita dallo sviluppo del gruppo e non escludo che questa nuova aggregazione produca un ulteriore salto di qualità per entrambi i siti. Un salto di qualità che si deve, ribadisco, alla visione lungimirante di imprenditori capaci di guardare alla crescita delle proprie aziende anche al di là della tradizione proprietaria». —

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