Diaco biofarmaceutici raddoppia l’utile e investe

L’azienda triestina che occupa 122 persone annuncia per il mese di aprile l’introduzione degli integratori. Per stare al passo con i tempi, quest’anno previsti investimenti tra i 5 e i 6 milioni di euro

Giorgia Pacino
Una linea produttiva dello stabilimento Diaco biofarmaceutici di Trieste
Una linea produttiva dello stabilimento Diaco biofarmaceutici di Trieste

Utile più che raddoppiato in un anno e ricavi in crescita del 26%.

Continua la progressione di Diaco biofarmaceutici, azienda triestina ripartita nel 2014 con l’ingresso della nuova proprietà ucraina dopo il fallimento della Cerani e il breve passaggio alla Sm Farmaceutici.

La società di via Flavia guidata dall’amministratore delegato Alan Zettin ha chiuso il 2025 con 29 milioni di ricavi – erano 17 milioni nel 2023 e 23 nel 2024 – e un utile di 2 milioni euro, contro gli 850 mila del 2024. Tre le macroaree di business: soluzioni infusionali, siringhe intra-articolari a uso ortopedico e medicina estetica.

Le soluzioni infusionali valgono oltre il 60% del business – nell’ultimo anno hanno pesato per 18 milioni e mezzo sul fatturato, contro i 9 milioni del 2023 – tutte prodotte nello stabilimento triestino, ma cresce anche il mercato delle siringhe, acquistate come semilavorati, completate, certificate e spedite da Trieste in tutto il mondo.

«Al momento siamo certificati solo per produrre siringhe a scopo estetico, ma siamo in attesa dell’ok da parte dell’Istituto superiore di Sanità per finalizzare anche la certificazione che ci permetterà di produrre in loco siringhe per la linea ortopedica. Lì comincerà un discreto giro d’affari», assicura Stefano Sion, accounting supervisor di Diaco biofarmaceutici.

L’azienda occupa 122 persone, di cui 50 dedicate alla produzione, e ha già in programma 35 nuove assunzioni nei prossimi due anni per sostenere le strategie di crescita.

L’obiettivo è arrivare entro il 2030 a 12 milioni di fatturato per la solo linea ortopedica – oggi vale 3 milioni, con una prospettiva di chiudere il 2026 a 4, 5 milioni.

Per stare al passo con questi risultati anche sul fronte delle soluzioni infusionali, nel 2026 sono in programma tra i 5 e i 6 milioni di investimenti per rinnovare una delle due linee produttive, quella dedicata ai grandi volumi.

Tra costruzione della linea, installazione, primi lotti di convalida e relativa documentazione da inviare all’Aifa, la nuova produzione dovrebbe entrare a regime nel 2027. I macchinari permetteranno di produrre anche con i dosaggi della linea piccoli volumi, dunque sia formati da 250 e 500 ml sia da 50 e 100 ml, i più richiesti sul mercato, aumentando la capacità di adattarsi alle richieste dei clienti. In maggioranza distributori esteri, visto che Diaco lavora su tutta Europa, Asia, Sudamerica e Africa.

«Negli ultimi anni la strategia è cambiata. Mentre prima ci rivolgevamo soprattutto al mercato italiano, partecipando alle gare ospedaliere con prodotti a marchio nostro, negli ultimi anni lavoriamo per il 99% in contract manufacturing per grosse aziende per i mercati esteri, europei ed extraeuropei», spiega Luigi Pezzola, qualified person di Diaco. Tutta Europa è ormai coperta sia sul business delle siringhe intra-articolari sia sui prodotti di medicina estetica, essenzialmente legati al filler. Già nel 2025 è infatti aumentato il personale dedicato alla parte vendite sul fronte medical device ortopedico, con product specialist attivi in diverse regioni.

«Sull’esempio di quanto fatto per la medicina ortopedica, abbiamo deciso di creare una rete vendita più capillare sulla linea beauty, che ci vede attivi con il marchio svizzero Hyalual. Siamo ancora a una fase iniziale, più o meno al livello in cui eravamo nel 2020 per la linea ortopedica, ma i feedback sui prodotti sono positivi: ci aspettiamo un aumento della fetta di mercato e un incremento del fatturato nei prossimi anni», continua Sion.

Oltre che sui macchinari, Diaco sta investendo anche sugli strumenti di laboratorio e sulla digitalizzazione dei prodotti in chiave paperless, lavorando sull’informatizzazione del rendiconto di produzione e del sistema qualità.

Sul fronte prodotti, tra i prossimi progetti c’è il lancio di una nuova linea di integratori da abbinare alla vendita dei medical device ortopedici.

A breve usciranno sul mercato due prodotti, un gel da trattamento cutaneo e un integratore in compresse da affiancare ai trattamenti di infiltrazione ortopedici, su cui è stato depositato anche un brevetto.

Il lancio è previsto ad aprile. «Abbinare la nuova linea ai device ortopedici facilita il processo di contatto tra informatore farmaceutico e cliente e ci permette di offrire un pacchetto completo di prodotti», conclude Luigi Garbari, strategic project manager di Diaco biofarmaceutici. —

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