Danieli: utili in aumento e ordini per 6 miliardi

La relazione finanziaria al 31 dicembre 2025: resta molto buono lo stato di salute del gruppo di Buttrio, nonostante il calo del fatturato, ampiamento previsto in quanto molte commesse rilevanti sono state appena avviate. Ebitda in aumento del 17%, anche Abs potrebbe tornare all’utile nel semestre gennaio-giugno 2026

Maurizio Cescon
La multinazionale dell'acciaio Danieli ha un portafoglio ordini di quasi 6 miliardi di euro
La multinazionale dell'acciaio Danieli ha un portafoglio ordini di quasi 6 miliardi di euro

Il calo dei ricavi, ampiamente previsto dai vertici del gruppo in quanto numerose e importanti commesse sono state appena avviate, non ha intaccato lo stato di salute di Danieli.

La multinazionale dell’acciaio, infatti, chiude il semestre al 31 dicembre 2025 con un margine operativo lordo di 191,2 milioni (+17% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente), e un utile netto attribuibile al gruppo di 130,9 milioni (+5% rispetto al 31 dicembre del 2024).

Anche il mercato di Piazza Affari ha approvato: il titolo in Borsa ieri ha chiuso infatti a 59,70 euro, con un aumento del +2,75%.

Le prospettive, secondo l’analisi della relazione finanziaria semestrale approvata dal Consiglio di amministrazione, sono positive, anche per il settore Steel Making (l’acciaieria Abs) che potrebbe tornare a generare utili già alla fine dell’esercizio 2025-2026.

I numeri del semestre

I risultati del primo semestre, chiuso al 31 dicembre 2025, mostrano una redditività operativa lorda (Ebitda) in crescita del 17%, una cassa netta che si conferma elevata e un utile netto buono, in linea con le previsioni del gruppo, nonostante il fatturato sia stato di 1.686,8 milioni, in flessione del 16%.

Il margine operativo lordo (Ebitda) è migliorato rispetto al valore dello scorso esercizio, sostenuto dalla marginalità sviluppata dal settore Danieli Plant Making e anche dal miglioramento dei risultati nel settore Abs Steel Making. Questi ultimi prevedono in prospettiva una buona remunerazione nel primo semestre del 2026, grazie a un mercato più solido e ricettivo.

I risultati delle due attività continuano a compensarsi nell’“up and down” dei cicli economici, con un risultato netto, comunque, sempre positivo e in crescita. Nel secondo semestre del 2025 Abs ha mostrato un Ebitda positivo, «ma ancora troppo ridotto avendo sofferto nel periodo di un mix sfavorevole tra prezzi e costi di produzione, con l’impatto della componente energetica (gas ed elettricità) ancora particolarmente penalizzante e non industrialmente sostenibile», si legge nella relazione. L’utile netto del semestre ammonta a 130,9 milioni di euro, in miglioramento del 5% rispetto allo stesso periodo dello scorso esercizio, «avendo sviluppato nel periodo un mix di prodotti molto remunerativo nel settore Danieli Plant Making ma con un minor volume di ricavi (legato a molte commesse partite contemporaneamente e ancora in una fase iniziale di produzione dove sono coinvolti più gli uffici tecnici e meno quelli legati agli acquisti per materiali)».

Ordini e posizione finanziaria

Il portafoglio ordini del gruppo risulta ben diversificato per area geografica e per linea di prodotto e ammonta, al 31 dicembre 2025, a 5.967 milioni di euro (di cui 296 milioni nel settore della produzione di acciai speciali) rispetto ai 5.384 milioni di euro al 30 giugno 2025 (di cui 271 milioni per acciai speciali). La tipologia di ordini in produzione nel settore Plant Making e la pianificazione delle attività nelle unità produttive del gruppo ha permesso una gestione ordinata dei reparti di progettazione e di quelli di produzione sia in Italia che all’estero, senza subire problemi di qualità o ritardi e rallentamenti nelle consegne. Il mantenimento, per il gruppo di un portafoglio ordini significativo, conferma la propensione dei clienti a investire in nuovi impianti grazie alla competitività e alle soluzioni tecnologiche proposte da Danieli. La posizione finanziaria netta si mantiene con cassa positiva, elevata e ben migliore rispetto alla chiusura del periodo precedente. I dipendenti sono 9.952, di cui 1.435 nel settore Steel Making e 8.517 nel settore Plant Making.

Le prospettive

Danieli mantiene la leadership nel mercato mondiale grazie ai suoi impianti considerati front runners per tecnologia ed efficienza per produrre acciaio green a costi competitivi. Pur con le rilevanti incertezze connesse all’attuale contesto geopolitico ed economico, «si ritiene che il gruppo non sia esposto a rischi ancora scoperti legati alle proprie attività operative in mercati soggetti a limitazioni o sanzioni internazionali. È presumibile che i prossimi sei mesi saranno ancora caratterizzati dall’attuale tendenza e che per Danieli continuerà la compensazione tra i risultati delle attività di Abs (in sensibile miglioramento) e Plant Making (prevista in tenuta con buoni margini)». —

Riproduzione riservata © il Nord Est