Crisi Electrolux, i sindacati dopo l’incontro: «Ecco cosa chiediamo per firmare l’accordo»
Le sigle di Porcia e Susegana soddisfatte dopo la scelta dell’azienda di ritirare il piano esuberi: «Passi avanti, ma ancora insufficienti»

Temevano un’altra doccia fredda i 100, forse più, dipendenti Electrolux arrivati nella capitale dai territori dove sono insediate le fabbriche. Tutta la notte in corriera per quelli di Porcia e Susegana, mentre i primi ad arrivare sono stati gli operai di Cerreto, perché dalle Marche c’è meno strada da macinare.
Ma alla fine, grazie alla tenacia che hanno dimostrato in questi mesi difficili, con ore e ore di scioperi, manifestazioni e opere di sensibilizzazione, un primo risultato lo hanno ottenuto. Electrolux ha ritirato il piano degli esuberi e delle delocalizzazioni. E ne ha presentato uno nuovo, ancora migliorabile, ma sicuramente più “digeribile”.
«Non si parla più di licenziamenti», dice il segretario nazionale della Fim Cisl Massimiliano Nobis, «ma soprattutto si mantengono i prodotti nel Paese. Rimangono criticità sul destino di ricerca e sviluppo e su Cerreto d’Esi. Accordo entro un mese? Noi lo facciamo anche stanotte se ci sono le condizioni. Anche per Porcia, con il mantenimento delle lavasciuga, si tratta di un passo avanti, da verificare e confermare».
Più guardingo Davide Sperti, segretario generale Uilm. «Ci sono stati dei passi in avanti grazie alle mobilitazioni, ma che sono ancora insufficienti. Noi gli abbiamo detto che va scritto in un eventuale accordo entro ottobre che non ci sono esuberi e che le produzioni continuano fin quando non si trovano delle soluzioni partendo da Cerreto», spiega.
In una nota congiunta del segretario generale della Fiom Michele De Palma e della segretaria nazionale Barbara Tibaldi, il sindacato ha precisato che «per la Fiom-Cgil elementi essenziali per poter arrivare a un eventuale accordo con l’azienda e il governo sono il mantenimento della struttura occupazionale, di ricerca sviluppo e manifatturiera di Electrolux. È quindi fondamentale garantire la continuità occupazionale e produttiva nella fase di riorganizzazione e reindustrializzazione».
«Ci aspettiamo che qualcosa cambi in meglio», racconta Cristian Tardivo, della Rsu impiegati di Porcia, «non possiamo vivere nell’incertezza, sia in Friuli che a Susegana. Speriamo che l’Europa possa darci una mano per quanto riguarda la riduzione dei costi dell’energia, sarebbe un segnale importante. Tra di noi impiegati tanti si sono rassegnati, sono andati via volontariamente, in particolare i giovani che magari provano a trovare un nuovo posto di lavoro. Il problema sorge per chi è vicino alla pensione, ma non ha ancora maturato i contributi necessari o non ha l’età adatta».
Il ritiro dei licenziamenti unilaterali «è un risultato importante, ma non è il punto di arrivo. Ora si apre una fase nella quale è possibile discutere davvero un nuovo piano industriale», le parole del segretario della Fiom di Treviso, Manuel Moretto, al termine dell’incontro che si è svolto al Ministero delle Imprese sulla vertenza Electrolux.
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