Beneteau in calo nel 2025 prepara la ripartenza: ordini in crescita del 10%

Il gruppo francese della nautica, con un cantiere a Monfalcone, ha ridotto i ricavi a 848 milioni. Il Motor yachting limita la contrazione al 4%. Entro fine anno al via la quarta linea nell’Isontino. In regione il gruppo produce barche dai 65 piedi in su e impiega 200 persone

Giorgia Pacino
L’interno del cantiere Groupe Beneteau Italia di Monfalcone
L’interno del cantiere Groupe Beneteau Italia di Monfalcone

Scommette su una ripresa nel 2026 Groupe Beneteau, il gruppo francese della nautica che a Monfalcone ha uno dei centri di eccellenza per le grandi imbarcazioni.

Il 2025 si è chiuso per il gruppo con una contrazione del 17% dei ricavi, scesi a 848,6 milioni di euro da 1,034 miliardi del 2024.

In calo anche l’Ebitda pari a 35,5 milioni di euro, corrispondente al 4,2% dei ricavi contro il 13,2% del 2024.

Nel contesto generale di crisi della vela, a tenere è proprio il comparto Motor yachting che nel cantiere sull’Adriatico ha uno dei due assi fondamentali, insieme al sito di Nantes.

A pesare sui conti del gruppo è stata soprattutto l’incertezza del mercato nel primo semestre, che ha fatto registrare un meno 27%.

Dalla seconda metà dell’anno, dopo la normalizzazione delle scorte all’interno delle reti di distribuzione, l’attività ha mostrato un significativo miglioramento (-5,2% a parità di valuta), sia in Europa sia in America, in tutti i segmenti. Il Multihull sailing ha registrato una contrazione limitata del 5%: le vendite sono diminuite del 35%, ma in leggero miglioramento rispetto ai primi sei mesi.

Il segmento Motor yachting ha limitato la contrazione al 4% nel periodo, rispetto al meno 19% del primo semestre. È tornato invece in territorio positivo il business Dayboating, con una crescita del 7% nella seconda metà dell'anno.

Nel cantiere di Monfalcone, acquisito nel 2011 dalla slovena Seaway, Group Beneteau Italia produce barche a motore di lusso dai 65 piedi in su, ovvero dai 12 ai 24 metri, e impiega tra interni ed esterni circa 200 persone.

Nato con l’ambizione di lanciare un marchio di lusso, Monte Carlo Yacht, dal 2021 al 2024 il sito monfalconese è stato oggetto di un’importante reindustrializzazione e destinato alla produzione di grandi imbarcazioni a motore e a vela.

L’anno scorso la scelta del gruppo di riorganizzare la produzione per segmenti di business ne ha fatto un centro nevralgico del segmento Motor yachting.

Proprio a Monfalcone entro la fine dell’anno partirà la quarta linea di produzione, già annunciata a novembre dal general manager della business unit Motor yachting di Group Beneteau Italia, Michelangelo Casadei, con nuovi modelli la cui presentazione è attesa tra maggio e giugno.

Anche nel cantiere italiano fa, infatti, ben sperare la ripresa dell’attività osservata nella seconda metà del 2025 e confermata dai primi dati del 2026

 A fine febbraio, il portafoglio ordini del gruppo registra infatti un aumento di oltre il 10% su base annua, con un incremento del 5% per il settore Vela, nonostante il mercato in calo, e del 14% per il settore Motore, in un mercato che attualmente si prevede stabile.

Segno per il gruppo francese dei primi positivi effetti della strategia di accelerazione intrapresa lo scorso anno e che prevede il lancio di 66 nuovi modelli tra il 2025 e il 2027 in modo da stimolare attivamente la domanda. Nel 2026, non a caso, è previsto il lancio di 24 nuovi modelli.

Sempre in ottica di rilancio, nella seconda metà del 2025 il gruppo ha deciso di ritirarsi dalle attività in perdita relative alla gestione del noleggio e del Boat Club e di supportare i propri clienti attivi nel charter lungo l’intero ciclo di vita della barca, attraverso offerte relative a prodotti, finanziamenti, refitting e assistenza post-vendita.

A Monfalcone è già stato annunciato il prossimo avvio di una quinta linea, che sarà dedicata proprio al refitting di barche e catamarani di grandi dimensioni.

Nelle intenzioni del gruppo questa ripresa dell’attività, combinata con ulteriori guadagni di competitività previsti tra 5 e 10 milioni di euro e con la stabilizzazione dei costi, dovrebbe consentire di avviare la ripresa del margine operativo nel 2026. Forte anche di una solida posizione di cassa netta pari a 248 milioni di euro, «a testimonianza –secondo il gruppo – di una buona gestione delle scorte e di un efficace controllo sugli investimenti».

«Il 2025 ha visto un contesto di mercato difficile in tutte le nostre aree geografiche. In questo contesto, la strategia del gruppo volta a promuovere l’innovazione e ad accelerare il lancio di nuovi modelli ha dimostrato la sua efficacia, sostenendo la ripresa dell’attività osservata nella seconda metà dell’anno, in linea con le nostre aspettative. La nostra costante disciplina nella gestione delle scorte e degli investimenti ci ha inoltre permesso di mantenere un elevato livello di liquidità netta», ha detto Bruno Thivoyon, amministratore delegato di Groupe Beneteau, commentando i risultati del 2025.

«La risposta positiva ai nuovi modelli si riflette in un aumento del portafoglio ordini per il 2026 e sosterrà il ritorno alla crescita nel corso dell’anno. Le misure di flessibilità adottate ci hanno permesso di preservare le nostre competenze, che oggi rappresentano un importante motore operativo a sostegno della ripresa». —

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