Andrea Rigogliosi nominato nuovo Ceo di Diesel
Il marchio di Otb si affida al manager ex Dior, Miu Miu e Fendi. Rosso: «Ne valorizzerà il potenziale»

Dopo quasi tre anni di vacatio, Diesel ha una nuova guida. Il marchio del gruppo Otb ha nominato ieri Andrea Rigogliosi ceo del brand, il primo dalla partenza di Eraldo Poletto, avvenuta nel febbraio 2023 dopo appena sei mesi dalla nomina. Rigogliosi, una lunga esperienza nel mondo del fashion e del lusso, riporterà direttamente a Ubaldo Minelli, ceo del gruppo Otb.
Il mandato del nuovo chief executive officer – per otto anni direttore generale in Christian Dior Couture, presidente Europa di Fendi, due anni in Miu Miu con la carica di Global head of retail and commercial e un passato in Poltrona Frau e L’Oréal Luxury Products – lo delinea il patron del gruppo, Renzo Rosso, nel dargli il benvenuto a bordo: Rigogliosi aiuterà a «valorizzare ulteriormente il potenziale di Diesel in un momento evolutivo di cruciale importanza», dopo gli ultimi anni in cui lo stesso Rosso ha seguito «da vicino lo sviluppo del brand, insieme a un pool di manager con cui abbiamo affrontato una fase di mercato sfidante».
La scelta di dare una nuova guida a Diesel – dopo la fugace apparizione di Poletto, seguita all’uscita di Massimo Piombini, che ha guidato la griffe dal dicembre del 2019 al maggio del 2022, in piena epoca Covid – si colloca nel solco di quel percorso di rilancio già avviato dal gruppo di Breganze. Che ha fatto del brand nato con il denim un protagonista completo del segmento premium casual-wear e contemporary, «unica alternativa al mondo del lusso», nelle parole del suo fondatore.
Oggi Otb è un gruppo internazionale da 1,8 miliardi di fatturato e 276 milioni di Ebitda nel 2024, di cui Diesel resta un marchio di punta accanto a Jil Sander, Maison Margiela, Marni, Viktor&Rolf, Staff International e Brave Kid. Archiviati gli anni del ricorso al Chapter 11 negli Stati Uniti («il più veloce della corte di New York», dirà anni dopo Rosso), tagliata la distribuzione che non funzionava rinunciando a circa 400 milioni di vendite, dopo la pandemia il gruppo raddoppia gli investimenti, punta sul canale diretto e ottimizza la gestione del negozio fisico. I numeri premiano il piano strategico: nel 2024 il canale diretto è cresciuto del 7,4% e rappresenta oggi il 57% del fatturato complessivo del gruppo. Solo il brand Diesel fa 422 milioni di ricavi nel 2024, aumentando il fatturato del 3,2%.
Complice la nostalgia per gli Anni Duemila e trasformato dalla direzione artistica del belga Glenn Martens (oggi in Maison Margiela), il brand della iconica “D” torna in cima alla lista dei desideri dei più giovani, con la mitica borsa 1DR – manici robusti, maxi-logo e tracolla rimovibile – al braccio di tutte le it-girl. È il successo di un percorso di riposizionamento che passa per una rinnovata strategia di branding e grandi investimenti su marketing e prodotto.
Il gruppo ha rafforzato la presenza in aree strategiche consolidate, come il Giappone (+16,3%, oggi il 26% del business) e il Nord America (+13,3%), e ha scelto la via della gestione diretta in nuove geografie ad alto potenziale: Medio Oriente e Messico in primis, dove sono previste rispettivamente 15 e 50 nuove aperture entro il 2030, alcune delle quali già avviate nel 2025. In prima fila, insieme ai brand del lusso Maison Margiela e Marni, c’è ancora una volta Diesel.
Ora toccherà a Rigogliosi mantenere la promessa che porta insita nel nome: mantenere su un percorso di sviluppo e far crescere negli anni la nuova “fioritura” di Diesel. «Brand magico», lo definisce il suo fondatore, ancora contemporaneo nonostante i 48 anni di età.
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