Al Salone del Mobile solo 36 aziende dal Friuli Venezia Giulia

Se ne conta una in meno rispetto all’anno scorso, ma ben 23 se si guarda al 2024. Tra i presenti fin dalla prima edizione del 1961 ci sono la Potocco di Manzano e la Gervasoni di Pavia di Udine. Snaidero: «L’evento deve tornare a essere anzitutto un’occasione di business»

Maura Delle Case

Sono 36 le aziende in partenza dal Friuli Venezia Giulia alla volta del Salone del mobile di Milano, in programma dal 21 al 26 aprile.

Il conto alla rovescia è scattato dunque per quello che, nel mondo dell’arredamento, venuta meno la fiera di Colonia, si conferma come il più importante appuntamento internazionale per le aziende del settore.

Un primato che negli ultimi anni si trova però a fare i conti con un numero di adesioni in contrazione.

Aziende che davanti alla prospettiva dell’ingente investimento chiesto per partecipare alla fiera rinunciano.

Una dinamica alla quale non sfugge il Friuli Venezia Giulia che negli ultimi anni ha visto via via assottigliarsi sempre più le file dei partecipanti: erano 66 nel 2022, prima edizione “normale” dopo il Covid, 48 nel 2023, 59 nel 2024, 37 nel 2025 per arrivare come detto alle 36 di quest’anno.

Mai così poche, tanto più se si considera che al Salone del Mobile si affiancano il Salone del Bagno ed Eurocucina, appuntamenti biennali che in passato hanno contribuito non poco a rimpolpare le file delle aziende presenti a Rho e ad attirare visitatori.

Quest’anno quell’effetto non si vede. Rispetto alle 59 aziende presenti in fiera nel 2024, l’ultima edizione che comprendeva Bagno e Cucina, se ne sono perse 23, con un consistente numero di defezioni tra le aziende del settore Bagno, passate da 12 a una sola.

A disincentivare le imprese dalla partecipazione sono i costi.

Quelli del metro quadro di superficie a Rho, ma più ancora quelli legati all’allestimento degli stand, agli alberghi, che nei giorni del Salone vanno alle stelle, agli eventi da organizzare per i clienti.

Ne vale ancora la pena? È la domanda che si fanno gli imprenditori, specie quelli che hanno investito in centro città aprendo uno showroom.

Per Edi Snaidero, presidente del Cluster legno arredo e sistema casa Fvg, capogruppo dei cucinieri di FederlegnoArredo nonché membro del consiglio del Salone, il tema è «restituire alla fiera la sua natura di luogo in cui si fa anzitutto business, in cui le imprese mostrano al mondo le proprie produzioni, con l’obiettivo di intercettare nuovi clienti e consolidare il rapporto con quelli già in portafoglio».

Insomma, meno filosofia e più affari, pena il rischio, per dirla sempre con Snaidero, «che la fiera diventi una design week e le aziende si indirizzino verso altri appuntamenti».

Che è poi quanto già sta accadendo per il bagno, con i player del settore che lasciano la fiera di Milano per il Cersaie di Bologna.

«Fin qui le abbiamo fatte entrambe, ora i costi ci hanno costretti a fare una scelta» spiega l’ad di Arblu, Giuseppe Presotto, che agli eventi fieristici guarda come a una delle tante possibilità d’incontrare i clienti oggi.

«Dieci anni fa era l’unica, oggi ce ne sono di meno costose, più veloci, volendo anche più raffinate. Nel nostro caso – annuncia – ci prepariamo a inaugurare, il prossimo maggio, una palazzina a Fontanafredda che ospiterà academy, showroom, una materioteca e uno spazio per incontrare i clienti. A Milano poi abbiamo ampliato lo spazio nel nostro showroom in via Solferino». Fondamentale, quest’ultimo, durante il Fuorisalone, al quale diverse aziende si sono ormai orientate in via esclusiva. Due anni fa ci ha provato anche la Midj di Cordovado, impresa che realizza arredamento di design, dopo aver disdetto la sua partecipazione al Salone di Rho «perché ci avevano messo insieme a brand che con noi non c’entravano nulla – ricorda Paolo Vernier, presidente di Midj –. È stata una bella esperienza, ma fuori dal Salone incontrare nuovi buyer, specie stranieri, è molto complicato, per cui l’anno scorso siamo tornati, con la collocazione che volevamo».

E tra un’azienda che va e una che torna, ci sono poi le veterane, come la Potocco di Manzano e la Gervasoni di Pavia di Udine, presenti alla Fiera milanese dalla prima edizione del 1961. —

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