Accordo fra Fvg e Trentino sulla filiera foresta–legno
L’obiettivo è la valorizzazione del patrimonio forestale, con particolare attenzione al rafforzamento del ruolo delle imprese artigiane e delle segherie di prossimità

Trentino e Friuli Venezia Giulia alleati nello sviluppo della filiera foresta–legno. L’accordo, un protocollo d’intesa della durata di cinque anni, è stato firmato a Trento dall’assessore provinciale trentino Roberto Failoni e da quello regionale friulano Stefano Zannier.
Il protocollo delinea la cornice istituzionale per una collaborazione articolata, che va dall’utilizzo sostenibile delle foreste, “ponendo particolare attenzione al rafforzamento del ruolo delle imprese artigiane e delle segherie di prossimità”, alla gestione delle emergenze climatiche e delle calamità alla valorizzazione culturale del patrimonio boschivo.
Cuore dell’intesa, la valorizzazione del patrimonio forestale. Trentino e Friuli Venezia Giulia hanno molto in comune nella gestione delle foreste, a partire dall’utilizzo sostenibile del legname. Ma la capacità produttiva è molto diversa: rispetto al Trentino, in Fvg ci sono meno imprese forestali, le proprietà è più frazionata, l’accesso più difficile per l’inadeguatezza delle strade forestali.
«Il Friuli Venezia Giulia registra un incremento di volume di prodotto boschivo pari a 1 milione e 700 mila metri cubi – ha spiegato Zannier – ma oggi l’utilizzazione effettiva si ferma a circa 230-270 mila metri cubi: un divario che evidenzia quanto sia necessario rafforzare una gestione attiva, moderna e sostenibile delle nostre foreste».
Al contrario in Trentino, dove l’accrescimento annuo è stimato in 1,2 milioni di metri cubi, l’utilizzo nel 2025 è stato stimato in 750 mila metri cubi. Dopo la tempesta Vaia del 2018, infatti, le imprese forestali trentine sono cresciute di numero e soprattutto nella qualità dei macchinari. L’obiettivo quindi è mettere insieme esperienza e tecnologie.
Secondo l’assessore Failoni per le imprese trentine sarà più facile lavorare in Friuli, ma non solo: «Quello che auspichiamo sono maggiori flussi di legname dal Friuli Venezia Giulia verso le aziende del Trentino, dove abbiamo la capacità di lavorare queste migliaia di metri cubi aggiuntivi grazie agli investimenti fatti post Vaia».
Come realizzare le possibili sinergie sarà il compito di un tavolo tecnico bilaterale, che si riunirà periodicamente, e che avrà il compito di analizzare i progetti di collaborazione, identificare le esigenze delle imprese locali, proporre soluzioni operative e monitorare l’avanzamento delle azioni decise e integrarle.
Alcuni progetti sono già chiari, a partire dalla valorizzazione del legname ricavato da eventi calamitosi grazie a processi produttivi già sperimentati con successo in Trentino. Oppure la crescita della capacità produttiva delle imprese locali grazie a investimenti in tecnologie avanzate. O infine il sostegno all’acquisizione di certificazioni di qualità e sostenibilità ambientale.
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