Volksbank guarda al Veneto: altre filiali a Padova e Verona

La banca popolare con sede a Bolzano è già presente nella nostra regione con 95 sportelli. E l’appeal cresce: dei 3.300 nuovi clienti registrati l’anno scorso, 2.700 (l’80%) sono veneti

Sandro Moser
Una sede della austriaca Volksbank
Una sede della austriaca Volksbank

Volksbank sempre più proiettata sul Veneto. Quest’anno la storica banca popolare di Bolzano, già presente in Veneto con 95 filiali, continuerà nei suoi programmi di espansione in regione. Primo target la provincia di Verona, con una nuova filiale a Verona città entro la primavera e altri due sportelli in provincia più avanti. Prevista inoltre una nuova filiale a Piove di Sacco e il trasloco in un nuovo spazio più ampio della filiale capofila di Padova. Sono questi i programmi a breve emersi ieri a Bolzano, nell’ambito della presentazione del bilancio 2025, che ha registrato un utile netto a 131 milioni di euro, in crescita del 4 %.

L’importanza del Veneto per Volksbank, sempre più evidente, è nei numeri: dei 3.300 nuovi clienti registrati nel 2025, 2.700 (l’80%) sono veneti. Ed anche la crescita dei volumi parla veneto: «Per fare un esempio – spiega il vicedirettore generale Georg Mair am Tinkhof – se la crescita delle masse intermediate è stata in generale del 6,3 %, in Veneto siamo riusciti a fare meglio, a Vicenza abbiamo registrato un più 8%». Il contesto bancario regionale inoltre aiuta, e molto. «La politica di riduzione degli sportelli – aggiunge il direttore generale Alberto Naef – portata avanti soprattutto dalle banche nazionali, apre a una banca territoriale come la nostra grandi opportunità».

Quelli presentati ieri sono numeri buoni per Volksbank. L’utile netto, come detto, a 131 milioni, si accompagna ad un dividendo proposto per i 47 mila soci da 68 milioni di euro, il 52 % dell’utile, pari a 1,35 euro per azione, con un aumento del 35% rispetto all’anno precedente. Un punto sottolineato con enfasi dal presidente Lukas Laduner, che ha ricordato come le azioni Volksbank (il cui valore contabile è indicato in 21,6 euro) siano state le più trattate, nel 2025, sulla piattaforma dedicata Vorvel.

Il 2025 ha registrato un aumento del 6,3 % (1,4 miliardi di euro) delle masse intermediate, arrivate a 23 miliardi. La raccolta diretta è salita del 6,6% a 10,6 miliardi; quella indiretta del 12,4% a 6 miliardi; i prodotti di risparmio gestiti e quelli assicurativi dell’11,8% a 4 miliardi; la raccolta amministrata del 10,9 % a 1,4 miliardi.

Parallelamente ai volumi sono aumentate del 5,8 % anche le commissioni nette, grazie soprattutto ai servizi di intermediazione e consulenza, in particolare nei servizi di investimenti e assicurativi. Buoni risultati anche per la liquidità, con tutti i requisiti regolamentari ampiamente rispettati: a dicembre 2025 le attività liquide ammontavano a 4.187 milioni, con liquidità immediatamente disponibili per 3,948 milioni.

«Il 2025 segna il miglior risultato netto (quinto anno consecutivo), la migliore crescita dei volumi, guadagnando ulteriori quote di mercato - ha commentato il direttore generale Alberto Naef - prosegue il miglioramento della qualità del credito, continuiamo ad aprire nuove filiali e ampliare l’offerta commerciale, in particolare con il lancio del nuovo prodotto Leasing Volksbank».

In crescita anche il patrimonio, a 1.090 milioni di euro, con coefficienti patrimoniali in aumento e ben superiori a quelli richiesti dai regolamenti (il coefficiente patrimoniale Total Capital Ratio, rispetto al requisito regolamentare del 14% è salito al 19,1 % dal 17,6% ; l’indicatore di capitale primario, Common Equity Tier 1 Ratio, salito al 17,8% dal 16,2%.) Particolare attenzione, nella presentazione dei dati di bilancio, il presidente Ladurner ha posto sullo stato dei crediti deteriorati, scesi a 260,3 milioni (1,5%) dai 301,9 (1,7%) del 2024, con un livello di copertura del 57,2% rispetto al 59% di fine 2024.

Ed ora? Il 2026 si preannuncia come un anno importante, l’anno del nuovo piano industriale, che sarà dedicato in particolare alla governance; un anno di espansione territoriale e – conclude Naef – «un anno con un utile che si manterrà a tre cifre, malgrado l’incremento fiscale della legge di bilancio approvata a dicembre».

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