Utile CiviBank di 18,1 milioni nel 2025
Il Consiglio di amministrazione dell’istituto di credito ha approvato i conti. Le nuove erogazioni nel corso dell’anno scorso sono state pari a 588 milioni di euro, di cui 386 a favore delle imprese e 172 a favore delle famiglie del territorio

Il Consiglio di amministrazione di Banca di Cividale, presieduto da Alberta Gervasio, ha approvato i conti 2025 per la determinazione dei Fondi propri ai fini di Vigilanza. L’utile netto raggiunge l’importo di 18,1 milioni di euro.
Nel confronto con il 2024 si deve tenere conto che lo scorso esercizio il bilancio aveva beneficiato di una componente positiva una tantum realizzata a fronte dei nuovi accordi commerciali stipulati con Nexi.
Normalizzando il risultato 2024 da tale posta non ricorrente, e al netto di alcune poste straordinarie del presente esercizio, il confronto con l’esercizio precedente vede un risultato netto 2025 in crescita (+8,9%).
Di grande soddisfazione il fatto che gli utili cumulati a livello individuale nei primi due anni di piano industriale 2024/2026 ammontano a 38,1 milioni di euro e superano di gran lunga gli obiettivi che prevedevano il raggiungimento, per lo stesso periodo, di un risultato complessivo pari a 28,8 mln di euro.
Le nuove erogazioni di credito nel corso dell’anno ammontano a 558 milioni di euro, di cui 386 milioni di euro a favore delle imprese, e 172 milioni di euro a favore delle famiglie.
Con riferimento all’attività di intermediazione in ambito creditizio, CiviBank si conferma leader in regione per l’importo di finanziamenti agevolati Frie (Fondo di rotazione per iniziative economiche) deliberati nell’anno.
Nel corso del 2025 la banca, pur in presenza di una importante flessione dei tassi a seguito delle decisioni di politica monetaria adottate nel 2024 dalla Bce, presenta ricavi caratteristici in crescita del 2,4% grazie all’incremento sia dei ricavi da servizi (+5,7 %) che della componente margine di interesse (+0,9%).
Dal punto di vista della solidità si registra un significativo incremento dei coefficienti patrimoniali, con il CET1 che si attesta al 20,2% ed il Total Capital Ratio al 20,6%.
Per quanto riguarda la rischiosità del portafoglio crediti, l’indicatore NPL si attesta al 5,7% lordo e al 3,3% netto, a conferma dell’attenta politica di gestione dei rischi.
I costi della gestione ammontano a 82,6 milioni di euro, e il confronto con il 2024, evidenzia una crescita contenuta pari all’1,7%.
Da questa voce è stato isolato il provento della plusvalenza realizzata nel 2024 a seguito della cessione del ramo di azienda relativo all’attività di acquiring, pari a 8,0 milioni di euro.
Nel dettaglio, le spese per il personale risultano pari a 39,3 milioni di euro, mentre le altre spese amministrative ammontano a 41,3 milioni di euro. Le rettifiche di valore nette su attività materiali e immateriali risultano pari a 6,6 milioni.
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