Mps sopra alle attese: «Protagonisti del risiko»
Lovaglio rivendica il ruolo centrale del Monte nella nuova stagione bancaria. «Concentrati sull’integrazione di Mediobanca dopo un trimestre forte». Su Generali: «È qualcosa di bello da avere, non abbiamo pensato a vendere»

«Ci saranno altre fasi di consolidamento ed è bello trovarsi nella nostra posizione perché siamo gli attori principali in questo momento grazie alla nostra posizione patrimoniale e alla capacità di generare valore».
Luigi Lovaglio sceglie il linguaggio del risiko per presentare il nuovo corso di Banca Monte dei Paschi di Siena.
Ma subito dopo mette un confine preciso alla nuova stagione del gruppo senese: «Nella fase attuale vogliamo concentrarci sul completamento del processo di integrazione» con Mediobanca «garantendo che le sinergie previste si realizzino e che magari superino anche gli obiettivi che ci eravamo posti».
È dentro questa cornice che il Monte archivia il primo trimestre 2026, il primo con Mediobanca consolidata, chiuso con un utile netto di 521 milioni di euro, superiore alle attese degli analisti e in crescita rispetto ai 413 milioni contabilizzati nello stesso periodo del 2025.
L’utile ante imposte sale a 911 milioni di euro (+6,7% anno su anno e +15,6% sul trimestre precedente).
Il gruppo conferma infine «con fiducia la guidance di un utile ante imposte 2026 superiore ai 3,5 miliardi di euro», sostenuto da «forte slancio, esecuzione disciplinata e chiara visibilità sul conseguimento dei risultati».«Il messaggio è semplice, l'incertezza è alle spalle, ora l'attenzione è sull'esecuzione strategica» ha spiegato Lovaglio. Dopo «un trimestre forte», secondo l’ad, Mps entra «nella fase successiva con una governance pienamente consolidata, priorità allineate e una forte orientamento al raggiungimento degli obiettivi».
L’operazione Mediobanca resta il cuore del progetto industriale.
«L'integrazione di Mediobanca rimane centrale e procede secondo i piani, sostenuta da un modello operativo chiaro, progettato per preservare i punti di forza del marchio, valorizzando la nostra base di talenti altamente qualificati e sbloccando sinergie e economie di scala».
Per Lovaglio si tratta di «una trasformazione guidata dall'esecuzione, con obiettivi chiari, responsabilità definite e risultati misurabili trimestralmente in tutte e cinque le nostre linee di business».
Le sinergie attese vengono confermate a 700 milioni di euro «con una crescita più chiara tra il 2026 e il 2028», mentre «circa il 30% delle sinergie previste» sarebbe già stato «messo al sicuro nel 2026».
Nel nuovo assetto del gruppo, una delle operazioni centrali riguarderà il wealth management.
L’integrazione prevede infatti «l'incorporazione delle reti di consulenti finanziari di Mediobanca Premier in Banca Widiba, che adotterà una nuova denominazione sociale che includerà anche il marchio Mediobanca», mentre «la partecipazione azionaria detenuta in Assicurazioni Generali sarà in capo alla nuova Mediobanca S.p.A.».
Sul Leone Lovaglio è chiaro: «Generali è qualcosa di bello da avere, una fonte di ricavi su cui contiamo e ci offre altre opportunità dal punto di vista delle partnership operative».
E ancora: «È ovvio che consideriamo tutte le opportunità che si possono presentare sul mercato in termini di offerta di prodotto e partnership, quello che è importante è la creazione di valore, l'offerta ai nostri clienti del miglior mix di prodotti e la generazione di risultati sostenibili».
L’ad del Monte allontana invece qualsiasi ipotesi di dismissione della partecipazione assicurativa.
«Ci stiamo concentrando così tanto sul processo di integrazione con Mediobanca che non ho neppure pensato a quale scenario sarebbe plausibile o logico per vendere la partecipazione in Generali».
E aggiunge: «È meglio che rimandiamo questo tipo di considerazione, per il momento vogliamo concentrarci sull'attività commerciale e sull'integrazione».
Anche perché, sottolinea, «è bello avere questa partecipazione e questo contributo di 130 milioni che arriva da Generali nel trimestre ed è bello pensare anche a una forma di collaborazione operativa con loro».
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