Mps, Intesa al rilancio. «Ora sarà un referendum»
Ca’ de Sass: «L’Opas diventerà inefficace con il via libera al piano Lovaglio»

Intesa Sanpaolo trasforma in un vero e proprio referendum l’assemblea del Monte di Paschi, in calendario a Siena il prossimo 29 ottobre. I soci di Rocca Salimbeni dovranno ora scegliere con un voto tra due progetti alternativi con una conseguenza già fissata: se l’assemblea di Mps approverà anche una sola delle tre proposte al centro del piano di Luigi Lovaglio (tra cui le Ops per Banca Generali e Banco Bpm), l’offerta di Intesa Sanpaolo diventerà inefficace. Ca’ de Sass trasforma così l’assemblea del 29 ottobre in un passaggio decisivo per il futuro di Rocca Salimbeni. E accompagna la scelta con un rilancio: in caso di prosecuzione dell’Opas, la componente in contanti aumenterà di 25 centesimi per ogni azione del Monte.
È quanto è emerso dal consiglio di amministrazione di Intesa che si è svolto ieri pomeriggio con l’obiettivo «di fare chiarezza» e rendere l’assise senese un vero e proprio referendum. La nota al termine del Cda traduce questa impostazione in una condizione esplicita: l’approvazione di uno dei punti 3, 4 o 5 all’ordine del giorno farà venir meno l’offerta. Non si tratta dunque soltanto di un giudizio contrario alle mosse della banca guidata da Lovaglio. Intesa chiarisce che, qualora l’assemblea desse il via libera anche a una delle tre proposte, non utilizzerà la facoltà di rinunciare alle condizioni di efficacia dell’operazione e ne invocherà il mancato avveramento. Per mantenere aperta la strada all’Opas di Ca’ de Sass, i soci dovranno quindi bocciare tutti e tre i punti.
Al centro del confronto c’è l’intreccio di operazioni nato dalla contromossa di Mps: la doppia offerta pubblica di scambio su Banco Bpm e Banca Generali. Nell’assemblea di fine mese sarà inoltre sul tavolo il trasferimento della partecipazione del 13% in Generali da Mediobanca a Rocca Salimbeni. È su questo insieme di iniziative che Intesa chiede una scelta netta, escludendo che la propria offerta possa proseguire se i soci senesi approveranno anche soltanto una delle tre delibere indicate. «Le Ops e altre misure e delibere proposte all’approvazione dell’assemblea Mps», si legge nella nota, «rientrano tra gli “atti od operazioni che possono contrastare il conseguimento degli obiettivi” dell’Opas e dell’intero sistema Paese, anche in relazione alle implicazioni per l’indipendenza di Assicurazioni Generali, garantita da Mediobanca da decenni».
Il giudizio di Ca’ de Sass sul progetto concorrente è severo. Intesa sostiene che il piano annunciato da Mps non riconosce alcun premio agli azionisti delle società destinatarie delle offerte, ma presenti invece uno sconto. La struttura, sempre nella valutazione di Ca’ de Sass, è complessa e segnata da elementi di incertezza, sinergie «sfidanti» e rischi di esecuzione. Sono le ragioni con cui Intesa contrappone la propria proposta a quella di Lovaglio, rivendicando per gli azionisti del Monte un valore significativo, immediato e sostenibile.
Alla presa di posizione sulle condizioni si affianca il miglioramento economico. Il possibile ritocco della quota in denaro viene quantificato in 25 centesimi aggiuntivi per azione Mps, subordinati alla prosecuzione dell’Opas. In caso di adesione totalitaria, il controvalore monetario complessivo dell’offerta sarà pari a 31,4 miliardi di euro. Di questi, 27,6 miliardi corrisponderanno alla parte in azioni e 3,8 miliardi a quella in contanti. Il rilancio diventa così l’altro elemento della proposta sottoposta all’attenzione dei soci.
Infine Siena e la Toscana. Intesa afferma che la propria operazione valorizza la città e annuncia ulteriori iniziative concrete a favore del territorio. Il prossimo snodo resta dunque il voto del 29 ottobre: ai soci del Monte dei Paschi spetterà decidere sulle proposte di Lovaglio, sapendo che un solo sì ai tre punti indicati chiuderà la strada all’offerta di Ca’ de Sass. Una scelta che lega il destino dell’offerta alle decisioni dei soci di Siena.
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