Mediobanca, pesa l’Ops: risultato in flessione
Il consiglio proporrà all’assemblea di aprile un dividendo di 0,63 euro per azione, in aumento del 13%

Mediobanca archivia il semestre della transizione con un utile netto ricorrente di 622,9 milioni, in calo del 5,6% su base annua, che scende a 512,6 milioni dopo circa 110 milioni di componenti one-off legate alle operazioni straordinarie e all’allineamento contabile. Il consiglio proporrà all’assemblea di aprile un dividendo di 0,63 euro per azione, in aumento del 13%,.
È un bilancio che fotografa un istituto tra continuità operativa e discontinuità strategica, con il consumer finance che continua a fare da motore, il wealth management che rallenta (le masse tengono) e il corporate & investment banking che sconta il confronto con un 2024 eccezionale.
I ricavi complessivi si attestano a 1,786 miliardi, in flessione del 3,5%, mentre il cost/income sale al 46% anche per effetto delle misure di incentivazione e retention avviate nel semestre.
«In un periodo di inevitabile transizione, Mediobanca può far leva su business solidi e professionalità distintive, e prepararsi così a scrivere un nuovo capitolo della sua storia, avendo costruito nei suoi 80 anni di vita un patrimonio di fiducia unico nel panorama finanziario italiano», afferma l’amministratore delegato Alessandro Melzi d’Eril, nominato a fine ottobre, sottolineando come «investire sulle nostre persone e sul loro talento sarà la priorità di questo percorso». Lo sguardo è già al nuovo esercizio: «Con questa determinazione e impegno, ci accingiamo ad iniziare l’esercizio 2026 in ripresa ».
Il semestre è stato infatti segnato dall’ingresso di Mediobanca nel gruppo Banca Monte dei Paschi di Siena e dall’insediamento del nuovo consiglio a fine ottobre, un passaggio che ha avuto riflessi immediati soprattutto nel wealth management. Le masse totali restano stabili a 115 miliardi, ma la raccolta netta rallenta e l’ultimo trimestre registra deflussi, legati anche all’uscita di banker (28 le uscite nette) nel segmento private. L’utile della divisione scende a 93 milioni, con una maggiore incidenza dei costi.
A sostenere il risultato complessivo contribuisce in modo significativo anche la partecipazione in Assicurazioni Generali, il cui apporto a conto economico sale a 272,7 milioni, in aumento di oltre il 20% su base annua, beneficiando del miglioramento della performance operativa della compagnia, in particolare nel ramo danni e della minore incidenza degli eventi catastrofali.
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