Il paradosso di EssiLux: il titolo ai minimi

Mentre il colosso di lenti e occhiali macina risultati e consolida leadership l’azione ha perso il 40%

Roberta Paolini

 

Quasi 15 miliardi di ricavi in sei mesi, margini in aumento e un titolo che ha perso metà del proprio valore dai massimi. È il paradosso di EssilorLuxottica .

Il primo semestre si è chiuso con 14,81 miliardi di fatturato, in crescita del 9,7% a cambi costanti. È però fuori dal perimetro tradizionale che EssiLux sta costruendo la parte più ambiziosa della propria strategia. Le soluzioni per il controllo della miopia hanno aumentato i ricavi del 24% nel secondo trimestre, mentre le vendite degli occhiali dotati di intelligenza artificiale sono quasi raddoppiate. Il gruppo guidato da Francesco Milleri (nella foto) sta progressivamente trasformando l’occhio in una piattaforma attraverso la quale sviluppare dispositivi medici, strumenti diagnostici, soluzioni per l’udito, sistemi di realtà aumentata e tecnologie indossabili.

La dimensione industriale consente di sostenere questa metamorfosi. EssiLux conta 210 mila dipendenti in 150 Paesi, circa 600 strutture operative, quasi 20 mila negozi diretti e una rete che serve 300 mila professionisti della cura della vista. Una struttura senza eguali, un modello verticale integrato una diversificazione industriale straordinaria.

A giugno il gruppo ha aggiunto un altro tassello firmando con Applied Materials, uno dei maggiori produttori mondiali di tecnologie per i semiconduttori. L’obiettivo è realizzare una nuova generazione di sistemi ottici intelligenti. La Borsa, però, ha smesso di concedere credito incondizionato alla trasformazione. Il titolo, arrivato nei dodici mesi precedenti fino al massimo di 323,80 euro, a fine agosto è precipitato intorno a 160 euro. In pochi mesi è stata cancellata una parte consistente del premio che il mercato aveva attribuito alla leadership negli smart glasses.

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Il primo vantaggio dei Ray-Ban Meta resta rilevante. EssiLux è stimata detenere circa il 60% del mercato degli smart glasses e dispone di una combinazione difficilmente replicabile di marchi, tecnologia produttiva e distribuzione. Ma la concorrenza sta arrivando. Apple, Google, Amazon stanno lavorando a propri dispositivi. Esiste poi un rischio normativo. Le fotocamere integrate negli occhiali, la possibilità di registrare persone inconsapevoli e l’utilizzo dei dati per addestrare i sistemi di AI hanno attirato l’attenzione delle autorità europee. A questi interrogativi industriali si è aggiunto il nodo della governance. Il mercato deve capire, insieme a questi interrogativi, se la separazione tra proprietà e gestione rafforzerà la stabilità oppure se le tensioni interne a Delfin finiranno per riflettersi sul gruppo.  

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