Generali, risultati record. Donnet: «Ogni opportunità per accelerare lo sviluppo»
Il Leone ha chiuso il 2025 con un risultato operativo di 8 miliardi di euro, in crescita del 9,7%. Resta il focus sull’asset management: «Una piattaforma globale sotto il nostro controllo»

«Dobbiamo continuare a far crescere le masse gestite, dove siamo felici di aver toccato per la prima volta i 900 miliardi di euro. Tutto questo lo continueremo a fare. Guardiamo a tutte le opportunità che ci possono consentire di accelerare lo sviluppo». Per il group ceo di Generali Philippe Donnet il dossier asset management resta centrale nella strategia del Leone così come la riapertura di alcune partite italiane.
Commentando i risultati del 2025 della compagnia nella Torre Hadid a Milano, il top manager torna sulle possibilità aperte in ambito M&A, sul capitolo della mancata operazione con Natixis e sul tema della gestione del risparmio in Europa, con una riflessione esplicita anche sul caso Monte dei Paschi di Siena. L’asset management, anche se pesa meno del Vita e del Danni sul reddito operativo del Leone, resta dunque uno dei pilastri della crescita futura.
«La nostra strategia è sviluppare una piattaforma globale di asset management sotto il nostro controllo», ha ribadito il numero uno del Leone, ricordando che una possibile partnership con Natixis avrebbe avuto semplicemente lo scopo di accelerare questo percorso. «Se quell’operazione fosse stata realizzata non avrebbe mai avuto alcun impatto sulla sovranità del risparmio degli italiani».
Il manager ha poi affrontato direttamente il tema del risparmio italiano gestito all’estero, citando l’esempio di Monte dei Paschi di Siena. L’accordo di bancassicurazione tra Mps e Axa, in vigore da anni, scadrà nel 2027. Donnet ha ricordato che oggi una parte significativa del risparmio dei clienti della banca senese viene gestita fuori dall’Italia. «Prendiamo il caso di Mps: da anni il risparmio dei clienti italiani è affidato alla compagnia francese Axa, che poi lo fa gestire a Bnp Paribas», ha osservato. «Questo significa che quel risparmio viene gestito in Francia dai francesi».
Per poi aggiungere: «Noi controlliamo le nostre compagnie assicurative e controlliamo le nostre società di asset management che gestiscono gli asset dei nostri assicurati», ha detto. «Se si aprisse una possibilità su quella partita, saremmo certamente tra i candidati per riportare in Italia la gestione di quel risparmio».
Sul tema della bancassurance ha poi ricordato l’accordo in essere con UniCredit per la distribuzione di prodotti assicurativi in Europa centrale ed Est Europa Est. «Funziona bene», ha detto Donnet. « Se c’è la possibilità di ampliare la cooperazione industriale con loro, ovviamente c’è la nostra disponibilità». Il ragionamento si inserisce in una visione più ampia sul futuro del risparmio. Donnet ha sottolineato che oggi i grandi operatori americani stanno conquistando quote crescenti nel mercato della gestione delle pensioni europee e che per questo l’Europa dovrebbe favorire la nascita di grandi piattaforme continentali.
Sul fronte delle operazioni straordinarie, ha spiegato che il gruppo oggi è più focalizzato sulla crescita che sulle dismissioni. La vendita delle attività irlandesi legate all’acquisizione di Liberty Seguros rientra proprio in questa logica. «La parte irlandese non era quella più strategica per noi, mentre l’interesse principale era sui mercati portoghese e spagnolo», ha spiegato il manager. «Abbiamo ricevuto un’offerta molto interessante e abbiamo deciso di vendere quell’asset».
Generali ha chiuso il 2025 con un risultato operativo record di 8 miliardi di euro, in crescita del 9,7% rispetto all’anno precedente, mentre l’utile netto normalizzato ha raggiunto i 4,3 miliardi, con un aumento del 14,5%. I premi lordi complessivi hanno raggiunto 98,1 miliardi di euro, con un incremento del 3,6%.
A trainare la crescita è stato soprattutto il ramo Danni, che ha registrato un aumento del 7,6%. Nel ramo Vita la raccolta netta ha toccato i 13,5 miliardi, uno dei risultati più elevati nel settore assicurativo europeo. Un contributo crescente arriva anche dall’asset e wealth management, 1,2 miliardi il reddito operativo. La posizione patrimoniale resta molto solida.
Alla luce della forte generazione di capitale, il gruppo proporrà all’assemblea degli azionisti del 23 aprile a Trieste un dividendo di 1,64 euro per azione, in aumento del 14,7%, insieme a un programma di buyback da 500 milioni di euro.
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