Banche, Bpm apre il confronto e Generali valuta Mps «senza pregiudizi»
Si tiene oggi, martedì 25, il Cda straordinario dell’istituto guidato da Castagna mentre nei prossimi giorni si riunirà il board del Leone. In appena sei mesi verranno ridisegnati gli equilibri della finanza italiana per i prossimi anni

Un vecchio adagio tra gli addetti ai lavori ricorda che «la finanza non va mai in vacanza»
Anzi, proprio quando gli scambi in Borsa si fanno sottili e gli uffici di banche e advisor si svuotano, è spesso il momento in cui vengono lanciati i blitz destinati a ridisegnare gli assetti di potere.
Così, dopo l’offerta di Intesa Sanpaolo su Mps e la contromossa di quest’ultima per conquistare Banca Generali e Banco Bpm arriva il momento delle decisioni che passano per le assemblee societarie e i board.
Si inizia già da ogg, martedì, con la riunione straordinaria del consiglio di amministrazione di Banco Bpm, chiamato al primo esame formale dell’offerta pubblica di scambio (Ops) lanciata da Monte dei Paschi di Siena.
Un passaggio delicato, che segna l’avvio formale delle valutazioni e delle possibili strategie di difesa o integrazione.
Sarà soprattutto l’occasione per capire se Crédit Agricole - primo azionista dell’istituto guidato da Giuseppe Castagna con una quota del 29,3% - cambierà posizione dopo che nelle scorse settimane aveva fatto sapere di non vedere del valore in un’operazione di questo tipo.
Intanto i riflettori restano puntati su Trieste, dove nei prossimi giorni si terrà il consiglio di amministrazione di Generali per analizzare nel dettaglio l’offerta presentata da Mps per acquisire la controllata Banca Generali.
Da quanto è emerso finora, la compagnia intende analizzare «attentamente e senza pregiudizio l'offerta di scambio, a cui non si oppone in linea di principio».
Sullo sfondo della duplice mossa di Mps si muove l’offerta pubblica di acquisto e scambio (Opas) promossa da Intesa Sanpaolo su Monte dei Paschi.
Un intreccio formidabile di interessi che nei prossimi 180 giorni vivrà una scaletta fitta di tappe cruciali.
Il via libera all’aumento di capitale rappresenterà uno dei passaggi necessari verso il periodo di adesione, atteso tra fine settembre e dicembre.
L’offerta, subordinata alle autorizzazioni previste e al via libera di Consob al documento, è condizionata al raggiungimento di almeno il 66,67% di Mps, soglia alla quale Intesa si riserva di rinunciare in tutto o in parte.
Tra la fine di settembre e dicembre è atteso il completamento dell’iter autorizzativo e l’avvio dell’offerta, dopo il via libera di Consob al documento.
Il 29 ottobre sarà Mps a riunire la propria assemblea decisiva per pronunciarsi sulle due Ops e in quell’occasione si capirà se le divisioni emerse nell’ultimo Cda si rifletteranno anche sugli equilibri tra i grandi soci: quattro consiglieri di minoranza si sono astenuti lamentando di non aver ricevuto informazioni sufficienti.
Per effetto della passivity rule, ciascuna delle due operazioni dovrà ottenere il voto favorevole di almeno due terzi del capitale presente in assemblea.
Una soglia che rende decisivo l’orientamento dei grandi azionisti e trasforma l’appuntamento in un referendum sulla strategia di Lovaglio.
Pochi giorni dopo, il 5 novembre, i conti dei nove mesi di Mps e Banco Bpm offriranno al mercato un nuovo metro per valutare capitale, redditività e capacità di assorbire operazioni complesse.
Sarà anche un test sulla reazione degli investitori: eventuali scostamenti rispetto alle attese potrebbero rafforzare o indebolire la credibilità industriale delle operazioni in campo.
Nell’autunno entrerà nel vivo anche il confronto con i regolatori: Bce, Consob e altre autorità saranno chiamate a pronunciarsi sui via libera al nuovo risiko.
Trieste e Londra segneranno un altro momento chiave il 18 novembre, data dell'Investor Day di Generali nella capitale britannica.
L'appuntamento strategico del Leone potrebbe essere l'occasione per fare chiarezza nel pieno della partita su Banca Generali e sugli equilibri dell’asse Mps-Mediobanca-Generali.
Il finale di partita si giocherà a cavallo tra il termine dell’anno e l’inizio del 2027.
Entro dicembre Intesa Sanpaolo punta a completare l’offerta su Mps.
Infine, entro metà febbraio 2027, scadrà la finestra indicata come obiettivo da Mps per completare le due Ops su Banco Bpm e Banca Generali, subordinatamente ai via libera e alle condizioni previste.
Sei mesi per decidere se l’Italia finanziaria vedrà la nascita di nuovi giganti integrati nel risparmio e nell'impiego o se prevarrà una riorganizzazione sui confini tradizionali.
Una partita dove politica, mercati e grandi azionisti incroceranno le proprie visioni per definire chi guiderà la finanza italiana nei prossimi anni.
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