Ifis, Banca d’Italia chiede un nuovo piano industriale
Via libera alla fusione con Illimity ma l’ispezione è «parzialmente sfavorevole». Crediti sotto revisione: la Vigilanza valuta requisiti patrimoniali aggiuntivi. Raffaele Zingone promosso ad, lascia Frederik Geertman. Meno 12% il titolo

La fusione con Illimity può andare avanti. Sui crediti, invece, Banca Ifis deve ancora fare i conti con la Vigilanza. Nello stesso giorno in cui annuncia il via libera incondizionato di Banca d’Italia all’incorporazione, l’istituto rende noto l’esito «parzialmente sfavorevole» dell’ispezione condotta tra gennaio e giugno: dovrà completare la classificazione e la valutazione dei prestiti, rafforzare i controlli e presentare un nuovo piano industriale. Quanto costerà la revisione dei crediti, per ora, non è noto, il profit warning lanciato dall'istituto veneto a primavera già aveva tenuto conto di aggiustamenti, ora bisogna capire se questi saranno sufficienti.
Banca d’Italia ha avviato un procedimento che potrebbe tradursi in requisiti patrimoniali aggiuntivi, nel contesto va considerata l'integrazione con Illimity e la cessione dei crediti non performing, prevista a fine anno. Un’operazione che potrebbe liberare capitale anche riducendo le deduzioni imposte dal calendar provisioning, il meccanismo che aumenta nel tempo la copertura prudenziale richiesta sui crediti deteriorati. Il beneficio dipenderà però dal prezzo ottenuto e da eventuali minusvalenze.
Sempre ieri la banca ha comunicato il cambio al vertice, che porta Raffaele Zingone, da vent’anni in banca, al posto di Frederik Geertman, dimessosi con effetto immediato. Secondo fonti l'ispezione e l'addio di Geertman non sono collegati, il top manager aveva manifestato la volontà di lasciare l'incarico già in estate, la concomitanza dell'ispezione aveva portato a procrastinare il momento dell'uscita.
Tornando all'ispezione, la banca aveva già annunciato a giugno 70 milioni di aggiustamenti incrementali sui crediti: 34 milioni sono entrati nei conti del primo semestre, i restanti 36 erano attesi nella seconda metà dell’anno. Ora il rapporto ispettivo impone di completare le verifiche. Ifis precisa che la quantificazione potrà arrivare solo al termine delle attività avviate dal consiglio.
Banca d’Italia chiede due piani. Uno riguarda antiriciclaggio e conformità alle norme. L’altro, di rimedio prudenziale, attraversa l’organizzazione della banca: nuove competenze nel governo societario, funzioni di controllo più forti, revisione dei processi sul credito, sugli Npl acquistati e sulle cartolarizzazioni, interventi sul rischio informatico e sulla sicurezza operativa. Nell’elenco dei rilievi figura anche la sostenibilità del modello di business. Sono stati inoltre avviati due procedimenti sanzionatori nei confronti dell’istituto.
Il procedimento sui requisiti di capitale si concluderà entro un massimo di 90 giorni; Ifis ne ha 45 per presentare le proprie osservazioni. A giugno il gruppo aveva un CET1 ratio del 13,39%, che scende al 12,73% a piena applicazione delle regole prudenziali, e un Total Capital ratio rispettivamente del 18,44% e del 17,52%. La domanda, adesso, è quale margine verrà conservato dopo la revisione dei crediti, la decisione della Vigilanza e la vendita degli Npl.
La cessione è entrata, infatti, nella seconda fase. Ifis ha ricevuto offerte non vincolanti per l’intero business Npl e punta a firmarne una vincolante entro la fine dell’anno. Dice che la vendita rafforzerà il patrimonio: il risultato dipenderà da quanto gli acquirenti saranno disposti a pagare rispetto ai valori iscritti in bilancio e da quanti attivi ponderati per il rischio usciranno dal gruppo. Al 30 giugno i crediti acquistati del settore Npl valevano in bilancio 1,54 miliardi; gli attivi ponderati per il rischio attribuiti al settore erano 1,78 miliardi.
Intanto l’incorporazione di Illimity, autorizzata senza condizioni, dovrà essere completata entro il 2026. Porterà all’iscrizione di circa 70 milioni di attività fiscali differite, mentre Ifis conferma l’obiettivo di 75 milioni di sinergie annue dal 2027 (50 milioni di sinergie di costo). A gestire il passaggio sarà Zingone, mentre Fabio Lanza è stato nominato direttore generale. Ieri il titolo ha ceduto in Borsa l'11,98%, portando la perdita negli ultimi sei mesi a meno 43%.
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