Bentornata scienza, bentornato Trieste Next: il mondo ha ancora domande per te
Quindici anni di Trieste Next: l’evento cresce, ponendo quesiti al futuro. La forma del pensiero, l’incontro tra menti e algoritmi, la missione di divulgare- Trecento voci, uno show-concerto e un assetto sempre più internazionale

A quindici anni il mondo ha ancora la forma di una domanda. Sai che ogni risposta apre una porta e hai voglia di spalancarla. Sei inquieto, curioso, disponibile all’imprevisto. Cambi direzione, accumuli passioni, coltivi talenti, insegui possibilità. Hai dentro una scintilla e familiarità con l’ignoto.
A quindici anni tutto può ancora cambiare forma: un’idea, una vocazione, persino il modo di guardare le cose. Trieste Next ha quindici anni. Non è più un festival bambino, è cresciuto, ha accumulato esperienza e ora aspira a un destino ulteriore. Arriva a questo traguardo con l’inquietudine fertile delle età di passaggio: fare domande, cercare connessioni, capire dove sta andando il mondo.
Il festival coltiva un’ambizione precisa: portare il pensiero scientifico dentro la vita quotidiana. Dal 25 al 27 settembre (con un prologo la sera del 24: la proiezione del documentario “Budinich, il pirata della scienza” al teatro Miela), Trieste torna a essere un grande laboratorio a cielo aperto, attraversato da scienziati, filosofi, medici, studiosi e pubblico. La città si mette in ascolto. Vogliamo conoscere qualcosa, vogliamo saperne di più? Si può provare l’emozione di chiederlo a scienziate e scienziati, alle persone, invece che digitare una domanda e porla all’intelligenza artificiale.
Il titolo di quest’anno, La forma del pensiero. Interazioni tra cervelli e intelligenze, apre un campo vasto. Come impariamo? Come prendiamo decisioni? Come cambia la nostra conoscenza mentre gli algoritmi imparano a riconoscere, prevedere, elaborare e imitare processi della mente? Il festival si muove lungo questa frontiera, dove neuroscienze e intelligenza artificiale si incontrano e le domande sul futuro hanno radici concrete nel presente. Trieste porta dentro questa storia una combinazione rara: il mare, il confine, la Mitteleuropa, una tradizione scientifica e una concentrazione straordinaria di istituzioni della ricerca.
Next prende tutto questo e lo mette in movimento. Piazza Unità d’Italia diventa il centro del Villaggio della conoscenza. La divulgazione scientifica espone il suo peso specifico civile: offre strumenti per capire fenomeni complessi e leggere una realtà nella quale tecnologia e conoscenza incidono sulle scelte individuali e collettive.
La dimensione internazionale passa anche dalle oltre trecento voci del programma. Molti ospiti stranieri accompagneranno il pubblico fra neuroscienze, AI e relazioni tra cervello, corpo, ambiente e tecnologia.
Venerdì 25 al Teatro Verdi l’archeoantropologo dell’Università di Oxford Lambros Malafouris terrà la keynote lecture “Strange People. How things make us who we are”. Il suo lavoro indaga il rapporto fra mente, corpo e cultura materiale e arriva alle tecnologie contemporanee: come stanno cambiando il nostro modo di pensare i sistemi algoritmici? Il fisico Nicola Marzari, titolare della cattedra Cavendish di Cambridge, parlerà della memoria della materia a livello atomico. Nello Cristianini (University of Bath) entrerà nelle mappe cognitive delle macchine, a partire dal suo ultimo saggio Forma mentis. Completano il programma Bor Gregorčič (Uppsala University), Mario Giulianelli (UC London) e Alberto Cazzaniga.
Il festival mette in rete competenze diverse e lascia che le domande attraversino discipline e linguaggi. Lo psichiatra Vittorino Andreoli affronterà il rapporto tra essere e pensiero attraverso l’osservazione dell’animo; Maria Chiara Carrozza, già ministra dell’Università e della Ricerca, parlerà del valore strategico ed economico della conoscenza. Telmo Pievani, Giovanni Boniolo e Guido Caldarelli porteranno il confronto sul terreno filosofico ed etico.
Gli appuntamenti speciali trasformano la ricerca in esperienza. Sabato sera, al Teatro Verdi, arriva “DNA”, spettacolo-concerto nato dalla collaborazione tra i deProducers e la Fondazione AIRC. La musica dal vivo si intreccia alla voce narrante di Telmo Pievani e accompagna un viaggio dalle origini della vita alla ricerca sul cancro. Domenica sarà invece il momento del docu-drama dedicato a Lisa Meitner, la scienziata legata alla scoperta della fissione nucleare: musica, immagini d’epoca e una vicenda che apre il tema della presenza femminile nella ricerca e della responsabilità degli scienziati.
Next poggia su una rete istituzionale e scientifica di grande peso. Il festival è promosso e sostenuto dal Comune di Trieste, dall’Università di Trieste, dal Piccolo e dal suo Gruppo NEM Nord-Est Multimedia, dall’Area Science Park, dall’OGS (Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale) e dalla SISSA (Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati), con la copromozione della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. È una rete che riunisce realtà impegnate nella ricerca, nella formazione e nell’innovazione. Attraversando quattro giorni di questo nostro settembre, lo dimostrerà, di nuovo.
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